
Ieri era l’ultimo giorno fissato dal cda per ricevere nuovi elementi dal fondo americano sull’opa verso Tim. Ma nulla di ufficiale è stato comunicato. Al contrario, il fondo starebbe preparando una risposta formale in cui lascerebbe intendere di non voler procedere con una offerta vincolante, mentre intenderebbe collaborare su NetCo e sulle prospettive sulla rete unica italiana.
Del resto, la partita sulla rete unica è entrata nel vivo. Dopo settimane di indiscrezioni e su espressa richiesta della Consob, Tim ha reso noto di avere iniziato ufficialmente a trattare con Cdp Equity: l'obiettivo sarebbe arrivare a un accordo sulla fusione con Open Fiber entro fine mese.
Quello di Kkr, insomma, potrebbe essere un arrivederci, non di certo un addio. L’annuncio tra Tim e Cdp potrebbe infatti essere il «la» che dà il via a una nuova partita sulla rete unica, una operazione che potrebbe vedere protagonista anche il fondo americano di private equity, già azionista al 37,5% di Fibercop, la società controllata da Tim (al 58%) con all’interno la rete secondaria.
Inoltre, l’accordo di riservatezza tra le due società è aperto anche ad altri investitori e Kkr ha fatto sapere che potrebbe essere della partita.
Rispetto a quando partirono le negoziazioni sulla rete unica l’anno scorso, poi, le condizioni sono ben diverse. A quei tempi Open Fiber era partecipata con la medesima quota da Cdp ed Enel. Oggi, invece, Cdp ne possiede il 60%.
In aggiunta, Tim da mesi ha fatto sapere che potrebbe essere d’accordo a scendere in minoranza, senza considerare che la separazione della rete è una eventualità che sembra centrale per il nuovo ad Tim, Pietro Labriola.
Oltre al potenziale ingresso di Kkr nell’operazione, sono diversi gli investitori interessati. Il primo nome in lizza è sicuramente quello di Macquarie, colosso finanziario australiano che già possiede il 40% di Open Fiber. Ci sarebbero poi Cvc, Bain, Apax e Apollo, tutti fondi di investimento interessati a ServCo, la società che gestisce i servizi.
Intanto, oggi il mercato ha già prezzato l’allontanamento di Kkr da Tim. Il titolo a Piazza Affari ha perso il 2,02%.
«Accantonato lo scenario speculativo», spiegano da Equita, «pensiamo che il newsflow sul titolo nei prossimi mesi si focalizzerà sulle linee strategiche del nuovo piano e in particolare sulle opzioni relative alla rete unica e sull'interesse dei fondi per quote di minoranza nel business Enterprise di ServCo», fanno sapere gli esperti.
Ormai, insomma, si attende solo la risposta ufficiale da Kkr. Il timore degli analisti è che questo potrebbe portare ancora verso il basso il titolo Tim. Per saperlo, non ci sarà molto da attendere.






