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Il professor Galli Della Loggia ha le traveggole. Pensava fosse un leader, invece è solo Conte

Il professor Galli Della Loggia ha le traveggole. Pensava fosse un leader, invece è solo Conte
Ernesto Galli della Loggia (Ansa)

Secondo Ernesto Galli della Loggia, che lo ha scritto ieri in prima pagina sul Corriere della Sera, l'epidemia di coronavirus ha avuto come effetto collaterale la crescita politica di Giuseppe Conte. Da uomo irresoluto a tutto, in poche settimane il presidente del Consiglio si sarebbe trasformato, secondo l'editorialista di via Solferino, in uomo del fare. «Ricordiamo tutti la penosa condizione d'incertezza, con conseguente condizione d'immobilismo, in cui ancora a metà febbraio era immerso il governo», ha scritto il professore prestato al giornalismo, spiegando che la pandemia ha spazzato via tutto, costringendo le forze politiche ad abbandonare le polemiche per adottare misure concrete.

Si rafforza l’asse tra falce, martello e Corano
Ansa
Gli antagonisti, tra cui qualche ex brigatista, manifestano insieme a imam radicalizzati e maranza. Come Omar Boutere, italo marocchino ricercato dopo gli scontri a Torino, ritrovato a casa della leader di Askatasuna. Una saldatura evidente che preoccupa gli inquirenti.

La saldatura che preoccupa investigatori e intelligence ormai non è più un’ipotesi, è una fotografia scattata nelle piazze: gli antagonisti, compreso qualche indomito ex brigatista, manifestano contro Israele, marciano accanto agli imam radicalizzati comparsi in inchieste sul terrorismo jihadista e applaudono a predicatori salafiti che arringano la folla tra le bandiere rosse e quelle palestinesi. È tutto lì, in una sola immagine: anarchici, jihadisti, vecchio terrorismo rosso e sigle filopalestinesi fusi negli stessi cortei, con gli stessi slogan, contro gli stessi nemici. Una convergenza che non è spontanea: è il risultato di un’ideologia vecchia di 20 anni, quella di Nadia Desdemona Lioce, che aveva già teorizzato che «le masse arabe e islamiche espropriate e umiliate sono il naturale alleato del proletariato metropolitano».

I suoi amici assaltano un giornale? Per la sinistra sono «squadristi»
Ansa
Solidarietà bipartisan alla «Stampa» per l’aggressione. Ma i progressisti glissano sugli antagonisti e usano il loro lessico. Francesca Albanese: «Sbagliato, ma sia un monito». Giorgia Meloni: «Parole gravi». La replica: «Vi faccio paura».

Alla fine, meno male che ci sono i social, dove impazzano le foto delle scritte sui muri della redazione della Stampa. «Free Palestine», «Giornali complici di Israele», «Free Shamin» (l’imam di Torino espulso), «Stampa complice del genocidio». Si può vedere questo e altro anche sui canali web di Intifada Studentesca Torino. Vedere la saldatura tra alcuni ambienti antagonisti e la frangia violenta dei pro Pal è ormai alla portata di tutti. Ma anche ieri gran parte della sinistra che ha espresso solidarietà alla redazione del quotidiano degli Elkann ha faticato a fare il più classico dei 2+2. E lo stesso vale anche per i giornalisti di Stampa e Repubblica, che nei loro comunicati ufficiali hanno completamente sorvolato sulla matrice dell’irruzione di venerdì, per nascondersi dietro espressioni generiche come «squadrismo» e «manifestanti».

Allontanamenti, stretta del Piemonte: «Solo per abusi, violenze o incuria»
Uno scatto della famiglia anglo-australiana, che viveva nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, pubblicato sul sito web della mamma, Caterine Louise Birmingham (Ansa)
I piccoli divisi da mamma e papà nella Regione sono 2.657: troppi. Perciò sono state emanate delle linee guida ai servizi sociali per limitare la pratica ai casi gravi. L’assessore Maurizio Marrone: «Basta demonizzare la famiglia».
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