- Tutta Italia zona bianca tranne la Val d’Aosta. Mario Draghi chiede al Cts l’ok per togliere le mascherine all’aperto. Poi bacchetta i chiusuristi sulla proroga dei poteri speciali: «Impossibile deciderlo un mese e mezzo prima».
- Previsti cinque giorni di isolamento per chi viene dalla Gran Bretagna, ma su che basi? Intanto la variante delta spaventa già meno. E Lisbona richiude (anche per i vaccinati).
Lo speciale contiene due articoli.
L’Italia torna in zona bianca (tranne la Valle d’Aosta che resta in zona gialla) e ora si infiamma il dibattito politico e tra gli esperti sull’abolizione dell’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. Ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati epidemiologici e delle indicazioni della cabina di regia, ha firmato le ordinanze che eliminano il rosso, l’arancione e il giallo dalla cartina geografica della nostra penisola. Un passo in avanti, un evento a suo modo storico: l’ordinanza entrerà in vigore lunedì prossimo, 21 giugno.
Con tutta la cautela necessaria, non si può non considerare questa notizia come una vera e propria liberazione: l’incubo della pandemia sembra ormai alle spalle, l’Italia può tornare a lavorare, a vivere.
Ma a respirare liberamente ancora no: non c’è ancora, infatti, una data certa per l’addio all’obbligo della mascherina all’aperto. In molti altri Paesi, questo obbligo è già un ricordo: dall’altro ieri lo ha abolito la Francia, nei giorni scorsi era caduto in Germania, in Grecia, a Bruxelles (ma non nel resto del Belgio), in Polonia. Ieri l’atteso annuncio è arrivato anche per la Spagna: dal 26 giugno stop alle mascherine all’aperto: «Questo», ha detto il premier spagnolo, Pedro Sanchez, «sarà l’ultimo week end con l’obbligo della mascherina. Giovedì prossimo si terrà una riunione per deliberare la decisione di eliminare l’obbligo della mascherina all’aperto».
E in Italia? Il premier Mario Draghi affronta il problema con il suo proverbiale pragmatismo, nel corso del blitz del tardo pomeriggio di ieri in cui ha di fatto commissariato il ministro Speranza: «Sull’abolizione dell’obbligo di mascherina», dice Draghi in conferenza stampa, «non ci sono date. C’è una data in cui chiederò un parere al Cts ed è domani (oggi, ndr). Farò richiesta formale per sapere se possiamo toglierci la mascherina all’aperto oppure no, molti Paesi hanno tolto l’obbligo».
Una posizione che suscita il comprensibile apprezzamento di Matteo Salvini: «Draghi», commenta il leader della Lega, «chiede al Cts l’ok per togliere la mascherina, almeno all’aperto. Bene, come chiesto dalla Lega si torni al lavoro e al sorriso in libertà, come sta già accadendo in tutta Europa. Mi piace». Perfettamente sovrapponibili le linee di Draghi e Salvini anche sull’ipotesi di prorogare lo stato di emergenza: «Una emergenza è una emergenza», argomenta il presidente del Consiglio, «e quindi una eventuale proroga dello stato di emergenza la decideremo quando saremo vicini alla data di scadenza (il 31 luglio, ndr). Non mi sono mai espresso ma se avessi avuto intenzione», sottolinea Draghi, «mi sarebbe passata la voglia, dopo l’articolo del professor Cassese che ricorda a chi si vuol esprimere prima che non si può decidere lo stato di emergenza con un mese e mezzo di anticipo».
Una bella ramanzina a chi, da sinistra, si è lasciato andare a previsioni sul prolungamento dello stato di emergenza fino addirittura al prossimo 31 dicembre.
Secondo diverse fonti di governo, l’obbligo della mascherina all’aperto nel nostro Paese cadrà entro la metà di luglio, ma nulla è deciso e il dibattito diventa rovente come i nostri volti coperti sotto la canicola estiva. «Lo stop all’obbligo di mascherine anche all’aperto», dice a Radio Uno il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, «arriverà verosimilmente ai primi di luglio. Abbiamo oltre il 50% della popolazione con almeno una dose di vaccino. La data lasciamola decidere al Cts, ma io personalmente non andrei oltre i primi di luglio, e non è una data a caso».
Per il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, «la decisione è della politica. Sappiamo che contrarre l’infezione all’aperto è più difficile. Poi un conto è stare da solo in una foresta», aggiunge Rezza, «un altro se c’è folla o contatto diretto. Serve buonsenso». «Nei prossimi giorni», dice all’Agi il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, «sentiremo il Comitato tecnico scientifico e fisseremo una data per togliere l’obbligo delle mascherine all’aperto. Credo sia ragionevole pensare che sarà entro la prima metà di luglio». «Se dal 1 luglio», argomenta ancora il leader della Lega, Salvini, «ci saranno il via alla mascherina e la riapertura di tutti i locali che ancora oggi sono chiusi, come Lega avremo raggiunto il nostro obiettivo». «Siamo quasi tutti in zona bianca», commenta, sempre in area Lega, il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, «spero che più prima che poi si apra anche alla possibilità all’aperto di poter girare senza mascherine, credo che sia una delle ipotesi al vaglio del governo».
Dall’opposizione attacca Giorgia Meloni: «Obbligo di mascherine all’aperto», sottolinea la leader di Fratelli d’Italia, «dopo la Francia anche la Spagna annuncia lo stop. Che aspetta il governo Draghi a fare lo stesso in Italia? Da mesi Fratelli d’Italia si batte per eliminare tutte quelle limitazioni delle libertà personali che non sono utili al contrasto del contagio. Lo abbiamo fatto contro la follia del coprifuoco e lo facciamo anche per l’obbligo di mascherina all’aperto».
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