Il piano di Bruxelles per piegare Mosca: le ennesime sanzioni e 35 milioni di Led
  • Ursula von der Leyen e Charles Michel a Kiev. Volodymyr Zelensky non molla Bakhmut. Giorgia Meloni: «In Ucraina entro il 24». Forniremo il sistema Samp/t.
  • Sorvolata una base di missili nucleari. Il Dragone minimizza: «Solo ricerche meteo».

Lo speciale contiene due articoli

La Russia avanza nel Donbass e da tempo anche gli alleati di Volodymyr Zelensky, nonché la stessa intelligence ucraina, gli consigliano di «abbandonare» Bakhmut, considerandola una battaglia persa e uno spreco di risorse – comprese le armi donate dall’Occidente – che andrebbero concentrate a Sud. Ma il presidente ucraino nutre la convinzione di poter riprendere non solo la città, ma tutto il Donbass. «Consideriamo Bakhmut la nostra fortezza e i nostri eroi i caduti nella sua difesa. Se acceleriamo la fornitura di armamenti a lungo raggio, non solo riusciremo a trattenere Bakhmut ma anche a riprendere il Donbass occupato dal 2014», ha chiarito Zelensky nel summit a Kiev con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Zelensky è tornato a farsi sentire anche sulle sanzioni a Mosca, lanciando accuse: «Con franchezza dico che ho sentito il sostegno dei vertici dell’Unione europea ma, sulle sanzioni, non di tutti i Paesi europei». Intanto i rappresentanti dell’Ue hanno annunciato un decimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che sarà pronto entro il 24 febbraio, per circa 10 miliardi di euro.

Nel vertice si è parlato dell’adesione dell’Ucraina alla Ue e, nonostante le rassicurazioni del presidente del Consiglio Michel che ha dato per certo il futuro di Kiev in Europa, alcuni dati smorzano i facili entusiasmi. «Voglio essere estremamente chiaro: da una parte ci sono enormi sforzi fatti dall’Ucraina per fare progressi, dall’altra la Commissione dovrà presentare un rapporto dopo l’estate nel pacchetto sull’allargamento. E il Consiglio europeo, entro l’anno, dovrà valutarlo e decidere all’unanimità. Funziona così», ha dichiarato. Al momento, i presupposti sono scarsi. La Commissione europea ha infatti pubblicato una relazione analitica in cui valuta la capacità dell’Ucraina di rispettare gli obblighi derivanti dall’adesione. Sui 32 punti in cui il documento esprime delle «votazioni», divise su cinque livelli di preparazione (si va da «fase iniziale» ad «avanzato»), la maggioranza ricade nelle prime due categorie (23 capitoli in tutto). L’Ucraina viene definita «moderatamente» preparata o con un livello «buono» su soli otto capitoli. Il voto massimo non viene mai espresso. «È un processo che si basa sul merito. Ci sono degli obiettivi da raggiungere, non c’è una tabella di marcia», ha confermato la von der Leyen.

Tra gli obiettivi cui Kiev deve mirare c’è la lotta alla corruzione: diversi sono stati gli esponenti governativi destituiti per questo motivo. Ieri alcuni funzionari del ministero della Difesa ucraino sono stati accusati di corruzione in quanto sospettati di aver sottratto più di 5,4 milioni di grivnie (quasi 135.000 euro) nella costruzione di caserme per le truppe ucraine nella regione di Mykolaiv. Le forze dell’ordine di Kiev hanno arrestato in flagrante anche un funzionario della commissione medica militare centrale che aveva messo in piedi un meccanismo criminale per ottenere denaro da chi voleva sottrarsi al servizio militare.

Il vertice è stato anche l’occasione per ufficializzare il settimo pacchetto di aiuti militari adottato dal Consiglio europeo per 450 milioni di euro, oltre al pacchetto per 45 milioni di euro a sostegno della Missione di assistenza militare dell’Ue. Tra gli aiuti confermati e quelli promessi, spicca uno davvero peculiare. L’Ue fornirà 35 milioni di lampadine a Led ad alta efficienza energetica per consentire agli ucraini di sostituire quelle vecchie in uso negli uffici postali. «Stiamo portando la luce in Ucraina!», ha esultato la von der Leyen. Resta da capire quanto l’iniziativa possa essere sensata in un Paese le cui infrastrutture sono in buona parte distrutte e per l’altra parte sotto tiro. Ieri, ad esempio, i russi hanno attaccato infrastrutture energetiche nelle regioni di Kharkiv, Kherson, Sumy, Zaporizhzhia e Donetsk. La stessa consegna delle lampadine a un ufficio postale di Kiev si è conclusa con i presidenti di Commissione e Consiglio Ue costretti a scappare in un rifugio per un allarme aereo.

Il Pentagono ha intanto annunciato un nuovo invio di armi da oltre 2 miliardi di dollari, che include missili di precisione a lungo raggio. L’Italia è al lavoro con la Francia per la consegna, in primavera, del sistema di difesa antiaerea Samp/t: il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, e quello francese delle Forze armate, Sébastien Lecornu, ne hanno parlato a telefono. Prima del 24 febbraio anche il premier Giorgia Meloni sarà in visita a Kiev.

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