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«Il Papa sapeva degli abusi sessuali del cardinale gay. Però ha deciso di coprire tutto»

«Il Papa sapeva degli abusi sessuali del cardinale gay. Però ha deciso di coprire tutto»
da Wikipedia
La testimonianza di monsignor Carlo Maria Viganò, arcivescono di Ulpiana, nunzio apostolico: fin dal 2006 ero venuto a conoscenza dei sospetti su Theodore McCarrick: «Scrissi a Tarcisio Bertone e Leonardo Sandri consigliando di anticipare la giustizia civile. Non ebbi risposta». McCarrick era stato confinato alla solitudine dalla linea dura di Benedetto XVI. Ma poi è stato riabilitato e coperto. E s'è vantato di aver fatto eleggere Jorge Mario Bergoglio. Il 23 giugno 2013 mi chiese un parere su McCarrick. Gli spiegai che Ratzinger aveva agito contro di lui. Ma non ne fu sorpreso.
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Trentini è libero e rientra in Italia: «Grazie al premier e al governo»
Alberto Trentini (Ansa)
Caracas rilascia il cooperante, in cella da oltre 400 giorni, e l’imprenditore Burlò. Entrambi ignoravano l’arresto di Maduro: «È stato tutto inaspettato». Il Papa ha ricevuto la Machado, che giovedì incontrerà Trump.

Che la cattura di Nicolás Maduro stia ridefinendo i rapporti tra l’Italia e il Venezuela è evidente dalla notizia più attesa: Alberto Trentini torna a casa.

Il cooperante italiano, rinchiuso nel carcere El Rodeo a Caracas per 423 giorni, è stato liberato insieme al connazionale Mario Burlò. Ad annunciare la novità, alle 5 di ieri mattina, è stato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas». Ed è proprio nel luogo della rappresentanza diplomatica italiana che è stata scattata la prima foto dei due: Trentini, che indossa una t-shirt rossa, appare sorridente seppur visibilmente dimagrito. Al suo fianco, Burlò, mostra un volto disteso. I due non erano nemmeno a conoscenza della cattura del dittatore venezuelano: «È stato tutto così improvviso. Inaspettato» ha detto Trentini. Sia il cooperante sia Burlò, che sono in buone condizioni, hanno reso noto di non essere stati «torturati». E mentre aspettava l’aereo per tornare in Italia, l’operatore umanitario ha dichiarato al Tg1: «Desidero ringraziare il presidente del Consiglio, il governo italiano, il ministro degli Esteri Tajani, il corpo diplomatico che si è attivato e ha portato a termine la liberazione mia e di Mario».

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La Groenlandia replica a Trump: «Non ci avrà mai, la Nato ci aiuti»
Jens-Frederik Nielsen, primo ministro della Groenlandia (Ansa)
Londra e Berlino valutano l’invio di soldati. Tajani si tira fuori: «Mai parlato di truppe».

Sulla Groenlandia Donald Trump sembra intenzionato ad andare fino in fondo. A bordo dell’Air force one, infatti, il tycoon ha ribadito che gli Stati Uniti «si impadroniranno della Groenlandia in un modo o nell’altro». Perché, ha aggiunto, «se non la prendiamo noi, lo faranno la Russia o la Cina». Ieri, peraltro, è stata pubblicata integralmente l’intervista che Trump aveva rilasciato nei giorni scorsi al New York Times, nella quale il presidente ha lasciato intendere che Washington potrebbe trovarsi di fronte a una scelta drastica: «Non voglio dire quale sia la mia priorità assoluta», aveva affermato, «ma potrebbe essere una scelta», suggerendo un’alternativa secca tra il controllo dell’isola artica e la tenuta stessa della Nato.

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Iran, gli ayatollah uccidono ma corteggiano Trump
Ansa
L’Iran continua a reprimere le proteste: oltre 650 manifestanti ammazzati. Intanto, però, il governo ha avviato un dialogo con Witkoff: «Resta aperto il canale di comunicazione con gli Stati Uniti». Il tycoon non esclude l’intervento militare, sebbene apra a un accordo.

Non si fermano le proteste contro il regime khomeinista. E, mentre continua a fare la voce grossa, l’Iran sta cercando di intavolare trattative con gli Stati Uniti. Ieri, il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, è tornato a usare toni duri, minacciando di impartire a Donald Trump una «lezione indimenticabile» nel caso Washington dovesse effettuare un attacco militare contro la Repubblica islamica. Attacco rispetto a cui il presidente americano potrebbe prendere una decisione oggi nel corso di una riunione, in cui discuterà con i suoi funzionari delle varie opzioni sul tavolo per colpire il regime degli ayatollah: opzioni che vanno dall’inasprimento delle sanzioni all’operazione bellica vera e propria.

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Crans-Montana, «Pericolo di fuga». Moretti resta in cella per almeno tre mesi. Occhio alla cauzione...
Jacques Moretti (Ansa)
Convalidata la custodia cautelare per il titolare del Constellation. Rogatoria dei pm di Roma: contestato anche il disastro colposo.

È arrivata la convalida per tre mesi dell’arresto cautelare di Jacques Moretti, titolare del Constellation, il locale di Crans-Montana dove è avvenuta la tragedia di Capodanno. Con la convalida sono arrivate anche le motivazioni dal tribunale di Sion, che ha confermato «l’esistenza di un pericolo di fuga». Eppure per Moretti si potrebbe aprire uno spiraglio: il versamento di una cauzione. I giudici di garanzia però precisano che «la fissazione delle cauzioni richiede un’istruttoria minuziosa» e nel frattempo «deve prevalere la privazione della libertà».

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