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«Il Papa sapeva degli abusi sessuali del cardinale gay. Però ha deciso di coprire tutto»

«Il Papa sapeva degli abusi sessuali del cardinale gay. Però ha deciso di coprire tutto»
da Wikipedia
La testimonianza di monsignor Carlo Maria Viganò, arcivescono di Ulpiana, nunzio apostolico: fin dal 2006 ero venuto a conoscenza dei sospetti su Theodore McCarrick: «Scrissi a Tarcisio Bertone e Leonardo Sandri consigliando di anticipare la giustizia civile. Non ebbi risposta». McCarrick era stato confinato alla solitudine dalla linea dura di Benedetto XVI. Ma poi è stato riabilitato e coperto. E s'è vantato di aver fatto eleggere Jorge Mario Bergoglio. Il 23 giugno 2013 mi chiese un parere su McCarrick. Gli spiegai che Ratzinger aveva agito contro di lui. Ma non ne fu sorpreso.
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Maduro parla in tribunale: «Il presidente resto io». Ma la sua vice apre a Donald
Nicolás Maduro durante il trasferimento in tribunale a New York (Getty Images)
L’ex leader alla sbarra con la moglie a New York. Dal Venezuela la Rodriguez chiede agli Usa di «lavorare insieme». Però gli uomini forti del regime restano al loro posto.

Comprendere cosa stia realmente accadendo in Venezuela in queste ore è un esercizio tutt’altro che semplice, reso ancora più opaco dal susseguirsi di ricostruzioni divergenti fornite da coloro che, su mandato di Washington, sono stati incaricati di accompagnare il Paese nella fase successiva all’arresto di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores. Quest’ultima è chiamata a rispondere anche dell’accusa «di aver incassato centinaia di migliaia di dollari in tangenti per facilitare, nel 2007, un incontro tra un importante trafficante di droga e il direttore dell’Ufficio nazionale antidroga del Venezuela». I coniugi, difesi dall’avvocato Barry J. Pollack, già legale di Julian Assange, sono comparsi ieri per l’udienza preliminare davanti alla corte federale di Lower Manhattan, presieduta dal giudice novantaduenne Alvin Hellerstein, che ha fissato la prossima udienza del caso il 17 marzo 2026.

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Il punto debole di Pechino è la forte dipendenza dall’estero per gas e petrolio. Ecco perché, dopo il Paese sudamericano, gli States potrebbero intervenire in Iran. Il Dragone dovrà aumentare gli acquisti da Mosca.

Dopo la fulminea operazione che ha portato Nicolás Maduro dal palazzo presidenziale di Caracas all’aula di un tribunale di New York, ci si interroga sulle conseguenze economiche e politiche della destituzione.

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Il leader americano rilancia le sue mire sull’isola, cruciale per la geopolitica dell’Artico. Uno schiaffo alla Via della seta.

La Casa Bianca era stata chiara. Nella strategia di sicurezza nazionale, pubblicata il mese scorso, l’amministrazione Trump aveva sottolineato di volere che «l’emisfero occidentale rimanesse libero da incursioni straniere ostili»: un monito rivolto, neanche troppo implicitamente, alla Cina, oltreché, sebbene in forma minore, a Russia e Iran. È quindi in quest’ottica che va principalmente letta l’operazione statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Ed è sempre in questa cornice che vanno inserite le nuove pressioni statunitensi su Cuba, nonché le rinnovate tensioni esplose tra Washington e il Vecchio continente sul destino politico della Groenlandia.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 6 gennaio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 6 gennaio con Carlo Cambi

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