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Smentita del Papa: «Mai pensato di mollare»

Smentita del Papa: «Mai pensato di mollare»
Vladimir Putin e Papa Bergoglio (Getty images)
In una lunga intervista alla radio spagnola Cope, Bergoglio smentisce le ricostruzioni sulla sua rinuncia Poi confonde il presidente russo con la Merkel, ma sposa le parole dello zar: la democrazia non va esportata
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Giuseppe Cruciani interviene sul caso del carabiniere condannato dopo aver sparato durante un’aggressione: una decisione che ha acceso il dibattito su giustizia, uso delle armi da parte delle forze dell’ordine e rapporto tra sicurezza e libertà. Secondo Cruciani, lo Stato non può punire chi agisce per difendere colleghi e cittadini.

Cruciani: «Basta delegittimare gli agenti. Se li disarmiamo è peggio per tutti»
Giuseppe Cruciani (Imagoeconomica)
Lo scrittore e conduttore radiofonico: «La pistola è l’extrema ratio, d’accordo: però alle forze dell’ordine si chiede una proporzionalità impossibile. Sono un libertario, voglio lo Stato minimo. Ma anche sicurezza».

«Mi immedesimo nelle tantissime persone che hanno versato quei 350 e passa mila euro a favore del carabiniere. Un carabiniere, un uomo dello Stato che spara dopo l’aggressione a un collega da parte di un pregiudicato - al di là delle circostanze e dei tecnicismi - e viene punito dallo Stato è un’assurdità totale. È un follia». Giuseppe Cruciani sostiene la causa di Emanuele Marroccella: anche lui, come tantissimi lettori della Verità che hanno donato a favore del carabiniere condannato, ritiene che questa vicenda sia allucinante. «È una follia a cui però è difficile porre rimedio», continua. «C’è l’appello, d’accordo. Ma che cosa dovrebbe fare lo Stato adesso? Non si può fare una legge retroattiva che protegge i carabinieri, so che il governo in qualche modo ci sta pensando, ma mi pare difficile immaginare che si possa tornare indietro, soprattutto riguardo ai risarcimenti. Una volta che paghi...».

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 16 gennaio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 16 gennaio con Carlo Cambi

Il piano «blocca Italia» di Landini: «Ricontrattare i salari ogni anno»
Maurizio Landini (Ansa)
Bankitalia elenca i macigni che inchiodano gli stipendi, il segretario pensa a dire altri no.

Sei Maurizio Landini. E la storia sindacale parla per te. Prima come leader della Fiom (i metalmeccanici) e poi come segretario della Cgil (il salto di qualità è datato 2019), avversari e fedelissimi ti hanno sempre riconosciuto una certa coerenza al diniego, al dire sempre e solo dei gran «no» soprattutto quando dall’altra parte della barricata ci sono i nemici di una vita: gli imprenditori e il centrodestra.

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