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Il massacro degli armeni nascosto dall'Azerbaijan

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Il massacro degli armeni nascosto dall'Azerbaijan
Gettyimages

Trenta anni fa, tra il 13 e il 19 gennaio 1990, a Baku, furono realizzati omicidi e deportazioni della popolazione armena residente nella capitale solo per un unico motivo: la loro appartenenza etnica.

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FoodTalk | La pizza interpretata da un grande chef

Bruno Cefalà, chef del Rosa Grand Hotel Milano, con mano raffinata e sguardo rivolto al futuro senza dimenticare la tradizione, si misura con l'eccellenza italiana. Con ottimi risultati.

Svolta Meloni: al diavolo i vincoli Ue
Giorgia Meloni (Ansa)

Giorgia accusa Conte: «Rabbia per quei miliardi». Giorgetti: «Il mondo è cambiato e non si affronta con parametri rigidi. L’Italia è un Paese industriale, ora farà da sola: noi ministri dell’Economia siamo come medici in un ospedale da campo, non basta l’aspirina».

Giancarlo Giorgetti è un uomo prudente, che oltre a tenere a bada i conti dello Stato misura con cura le parole, parlando lo stretto necessario. Tuttavia, quello che ha detto ieri durante la conferenza stampa, al termine del consiglio dei ministri che ha approvato il Documento di finanza pubblica, era ciò che ci aspettavamo di fronte all’emergenza imposta dalla crisi energetica.

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Ecco come il Duce traviò l’opinione pubblica
Getty Images
In «Fascistissima», Giovanni Mari ricostruisce la stretta di Mussolini alla stampa libera, trasformata in organo di propaganda. Il colpo di grazia nel 1926 quando, con la complicità del re, fu promulgata la legge che bandiva l’informazione non allineata.

Questa storia sul fascismo e la libertà di stampa può cominciare da Alberto Sordi, sì, il comico nazionalpopolare, l’italiano medio amato dagli italiani. Sordi era in piazza Venezia il 10 giugno del 1940, quando Benito Mussolini annunciò di aver scaraventato il Paese in guerra.

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Escort e droga, i pm preparano la sfilata dei calciatori testimoni
Da sx in alto: Emanuele Buttini circondato da ragazze, Sasha Dana Fontanarossa, Deborah Ronchi e Alessio Salamone con un'amica
Dall’inchiesta risulterebbe che parte consistente dei flussi sia transitata anche su conti aperti in Lituania da Ronchi, Buttini, Barbera e Salamone. Soldi che non figuravano nelle rispettive dichiarazioni dei redditi.
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