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2020-11-15
Il manuale Cencelli del Giglio magico. Le manovre per Rai, Consob e «Corriere»
Alberto Bianchi (Ansa)
Sono la «scatola nera» del Giglio magico di Matteo Renzi: le agende sequestrate dalla procura di Firenze ad Alberto Bianchi, l'avvocato già presidente della fondazione Open al centro delle indagini della magistratura. Su quelle pagine c'è il resoconto puntuale di come Bianchi si occupasse soprattutto di nomine negli enti statali, dalla Rai alla Consob, da Telecom a Terna, da Eni a Enel fino all'Anas. Bianchi annota tutto. Si occupa anche di quotidiani, tanto che arriva a definire «una grande occasione persa» non aver acquistato il Corriere della sera («Andava comprato», scrive). Allo stesso tempo si attrezza per rinforzare quelli già esistenti (Il Foglio) o di crearne degli altri. «Possibili nuovi finanziatori se si spinge su nuovi giornali: Cimbri (Carlo, ad Unipol, ndr), Tronchetti (Marco presidente di Pirelli, ndr), (Vittorio, ndr) Farina (?)». Annota i desiderata della corte renziana. Fissa appuntamenti con esponenti di rilievo del mondo delle partecipate. Nel 2013 segna in agenda anche un incontro con Franco Massi, attuale segretario generale della Corte dei conti. Mentre su un altro foglio riporta 19 nominativi sempre collegati alla magistratura contabile. Ragiona su chi potrebbe dare una mano per piazzare in un posto una persona. I suoi appunti destinati a Renzi sono un manuale di lottizzazione, mestiere che ormai si tramanda dalla prima alla seconda repubblica.
Del resto, il legale fiorentino è sempre stato un veterano, anche perché da tempo è consulente legale di Consip. Per di più, gli anni su cui sta indagando la magistratura sono quelli in cui Bianchi era nel consiglio di amministrazione di Enel, con l'incarico di presidente del comitato nomine e remunerazioni, posti lasciati all'inizio del 2020. Così tra le note se ne può trovare una del maggio del 2017. Il titolo è «Rai: 3 messaggi da Maggioni (Monica, ex presidente della tv di Stato, ndr)». Bianchi scrive: «Salvo opposizione improbabile consiglio centrodestra il 22 il cda sfiducia Cdo». Erano quelli i giorni in cui il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto andava verso la sfiducia del suo piano editoriale per la riforma delle news, che poi ci fu effettivamente, anche con il voto contrario della Maggioni.
Bianchi prende ancora nota dei messaggi di Monica Maggioni: «Le piacerebbe assumere lei l'interim. Oppure un ticket Dal Brocco/Maggioni. Nota bene: Dal Brocco (Paolo, ndr) è una buona soluzione per noi anche a regime. Molto amico è di Vittorio Farina».
L'avvocato annota ancora: «Rossi è in continuo costante contatto con Agnoletti, che si legittimerebbe come uomo di Matteo, vero?». E ancora: «Sempre in Rai, Giovanni Parapini è amico nostro. Ha parlato con Anzaldi. Di Anzaldi possiamo fidarci?». Come direttore generale della Rai alla fine arriverà Mario Orfeo, considerato un renziano di ferro. Tanto che in un altro appunto è sempre Bianchi a scrivere riguardo alla tv di Stato. «Hai potuto parlare con Orfeo per Pino Insegno? Non vorrei che ci fossero interferenze di terzi (Andrea Gemma si è proposto con lui dicendo che glielo dice e con Orfeo ci pensa lui). O gliene parli tu, o mi fissi con Orfeo e gliene parlo io. Ti ricordo poi che Piero Di Lorenzo ti cercava perché vorrebbe Orfeo ricevesse 10 minuti suo figlio, Daniele». Bianchi cita Gemma, ex consigliere di amministrazione di Eni, vicinissimo all'ex ministro dell'Interno Angelino Alfano. Ricorda persino a Renzi che Di Lorenzo, presidente della Irbm impegnata in questi mesi nella produzione del vaccino anti Covid, vorrebbe presentare il figlio Daniele (produttore cinematografico) al direttore generale Orfeo. Tra gli appuntamenti in agenda fissati da Bianchi ce n'è anche uno con Leonardo Bellodi, ex manager Eni, poi entrato in società con Marco Carrai.
Tra gli appunti destinati a Renzi ce ne sono diversi dedicati alle nomine. In uno, titolato «Saladini», si legge: «Io sto andando avanti con Enel, Terna e ne parlerò il 23 anche con Granata (Eni). Con Telecom e Poste ci pensi tu? Ti lascio quello che mi ha detto lui relativamente a Poste». C'è un intero capitolo dedicato a Paolo Dal Pino, attuale presidente della Lega Serie A. «Vorrei tu conoscessi Paolo Dal Pino, che attualmente è ceo di Pirelli Industrial […] Mi dai una data?». Ci sono i giochi su Consob, in quei mesi al centro di una battaglia durissima su Giuseppe Vegas, mentre sui giornali montavano le polemiche su Banca Etruria e il coinvolgimento dell'ex ministro Maria Elena Boschi. Bianchi annota. «Vegas pronto a dimettersi se gli viene affidata costituenda commissione per piazza finanziaria Milano. Tra i commissari nuovi pensiamo alla Carla Raineri». Non finisce qui. In agenda si legge ancora: «In Consob Berruti è unanimemente ritenuto debole, troppo giurista, privo di esperienza di mercati finanziari. Garofoli (Roberto, ex capo di gabinetto del Mef, ndr) lo farebbe volentieri (non è stato proposto da Padoan) e mi pare che sia nelle grazie di Pagani (Fabrizio, ex segreteria tecnica Mef, ndr), che pensa invece a un paio di nomi con esperienza sui mercati finanziari e nell'internazionale o in subordine Di Noia (Carmine, ndr). Fortis (Marco, ndr), lasciamo perdere». Poi si parla anche di Anas, dell'ex ad Gianni Armani e della diatriba con il gruppo Toto per la A24: in ballo c'erano 50 milioni di euro.
La fondazione pagò pure babbo Renzi
Lo slogan recitava «fai il pieno al camper». E grazie a un iban i simpatizzanti del Rottamatore potevano contribuire alla sua ascesa. Ma alla fine il pieno al camper lo ha fatto babbo Tiziano Renzi, con il conto pagato dalla Fondazione Big bang, qualche anno più tardi trasformata in Open. L'appuntamento con T., ovvero babbo Renzi, sull'agenda dell'avvocato Alberto Bianchi è fissato per il 13 febbraio 2012. È il primo contatto tra i due che viene annotato dagli investigatori dell'inchiesta sulla scalata renzista. Otto mesi dopo Bianchi ottiene da Luca Lotti una bozza di contratto: 1.500 euro per il fitto di un camper Transit dall'1 ottobre al 30 novembre. Il 31 ottobre, però, la Eventi 6, società dei genitori di Matteo, emette la fattura numero 209. In fondo c'è il credito vantato nei confronti del Comitato per la candidatura di Matteo Renzi: 4.235 euro. Ben 2.735 euro in più di quanto indicato da Lotti. Il documento fiscale della Eventi 6 è dettagliato. Ed elenca tutti i servizi offerti al Comitato per la candidatura di suo figlio: «Ritiro camper in Mugello ricovero, manutenzione e pulizia dei due mezzi, rifornimento gasolio e fornitura estintori». Il documento viene inviato l'8 novembre da mamma Laura Bovoli all'avvocato Bianchi con una mail. L'allegato è nominato «Spese adesso.pdf». La questione deve aver imbarazzato non poco il nascente Giglio magico. E infatti tra l'11 e il 12 novembre l'avvocato Bianchi, Andrea Conticini (cognato di Matteo, che risulta tra i detentori di una carta di credito prepagata della Fondazione, consegnata da Lotti con 1.000 euro di ricarica e 10.000 di postagiro) e Lotti si scambiano le email con le fatture da pubblicare online nella sezione trasparenza del Comitato per la candidatura di Matteo Renzi. Lotti consiglia a Bianchi di toglierne una: quella della Eventi 6. Si decide allora di far fatturare a Big bang. Sei mesi dopo, però, nonostante il documento si chiamasse «Spese adesso», il conto non è ancora stato saldato. E mamma Lalla interessa della questione Conticini, che a sua volta si attiva con Bianchi. Finché, il 5 luglio 2013 parte il bonifico. La Eventi 6 viene saldata: il ritiro, la pulizia del camper e qualche estintore sono costati la bellezza di 4.235 euro. Ma babbo e mamma Renzi e il cognato di Matteo non sono gli unici a lavorare per chi sostiene il Rottamatore. Le fila vengono ingrossate dagli amici di Rignano sull'Arno e limitrofi. C'è per esempio Roberto Bargilli, che viene indicato come «responsabile camper». Gli viene consegnata una carta di credito con ricarica iniziale di 2.500 euro, potere di spesa giornaliero di 3.000 e ricarica automatica. Un'altra ricaricabile, con le stesse opzioni, finisce a Eleonora Chierichetti da Figline Valdarno, già segretaria del Rottamatore al Comune di Firenze, poi arrivata nello staff di Lotti alla presidenza del Consiglio dei ministri. A riguardo la testimone Carole Schmitter, dello studio Bianchi, agli investigatori ha riferito: «Le carte ricaricabili o bancomat sono state date una a Lotti e una a Chierichetti ma non so se la usasse lei o qualcun altro, in quanto se non ricordo male all'epoca lei era la segretaria di Lotti».
E poi c'è Franco Bellacci, di Reggello, paese a pochi minuti da Rignano. Da funzionario del Comune di Firenze è passato tra i collaboratori di Conticini durante la corsa elettorale di Matteo, per poi approdare a Palazzo Chigi come segretario particolare del Rottamatore (ora è dipendente dell'associazione Italia viva Psi). Per lui niente carta prepagata. Ma le prenotazioni negli hotel pagate da Open andavano a colpi di 250 euro a pernotto. Sempre da Rignano proviene Emanuele Tirinnanzi, dipendente di un'agenzia di agenti di spettacolo e sport. È nell'elenco dei contatti di Bianchi. Ed è a lui che Schmitter manda un preventivo per la Leopolda del 2016 per una verifica. Tirinnanzi esprime perplessità e ritiene che si tratti di «tantissimi soldi». Non si è badato a spese, invece, per la Dori pubblicità (finita anche in una segnalazione antiriciclaggio a carico di Conticini), molto presente tra i fornitori nelle voci di bilancio. Il titolare è Alessio Dori da Borgo San Lorenzo. E con lui l'area dell'Arno è al completo.
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Nelle agende dell'ex presidente (indagato) di Open gli accordi per piazzare i fedelissimi nei posti di comando delle partecipate.Il papà del Rottamatore incassò oltre 4.000 euro per il fitto del camper per le primarie Pd di Matteo Renzi. Agli uomini di Rignano sull'Arno assicurati hotel di lusso e carte di credito.Lo speciale contiene due articoli.Sono la «scatola nera» del Giglio magico di Matteo Renzi: le agende sequestrate dalla procura di Firenze ad Alberto Bianchi, l'avvocato già presidente della fondazione Open al centro delle indagini della magistratura. Su quelle pagine c'è il resoconto puntuale di come Bianchi si occupasse soprattutto di nomine negli enti statali, dalla Rai alla Consob, da Telecom a Terna, da Eni a Enel fino all'Anas. Bianchi annota tutto. Si occupa anche di quotidiani, tanto che arriva a definire «una grande occasione persa» non aver acquistato il Corriere della sera («Andava comprato», scrive). Allo stesso tempo si attrezza per rinforzare quelli già esistenti (Il Foglio) o di crearne degli altri. «Possibili nuovi finanziatori se si spinge su nuovi giornali: Cimbri (Carlo, ad Unipol, ndr), Tronchetti (Marco presidente di Pirelli, ndr), (Vittorio, ndr) Farina (?)». Annota i desiderata della corte renziana. Fissa appuntamenti con esponenti di rilievo del mondo delle partecipate. Nel 2013 segna in agenda anche un incontro con Franco Massi, attuale segretario generale della Corte dei conti. Mentre su un altro foglio riporta 19 nominativi sempre collegati alla magistratura contabile. Ragiona su chi potrebbe dare una mano per piazzare in un posto una persona. I suoi appunti destinati a Renzi sono un manuale di lottizzazione, mestiere che ormai si tramanda dalla prima alla seconda repubblica. Del resto, il legale fiorentino è sempre stato un veterano, anche perché da tempo è consulente legale di Consip. Per di più, gli anni su cui sta indagando la magistratura sono quelli in cui Bianchi era nel consiglio di amministrazione di Enel, con l'incarico di presidente del comitato nomine e remunerazioni, posti lasciati all'inizio del 2020. Così tra le note se ne può trovare una del maggio del 2017. Il titolo è «Rai: 3 messaggi da Maggioni (Monica, ex presidente della tv di Stato, ndr)». Bianchi scrive: «Salvo opposizione improbabile consiglio centrodestra il 22 il cda sfiducia Cdo». Erano quelli i giorni in cui il direttore generale Antonio Campo Dall'Orto andava verso la sfiducia del suo piano editoriale per la riforma delle news, che poi ci fu effettivamente, anche con il voto contrario della Maggioni. Bianchi prende ancora nota dei messaggi di Monica Maggioni: «Le piacerebbe assumere lei l'interim. Oppure un ticket Dal Brocco/Maggioni. Nota bene: Dal Brocco (Paolo, ndr) è una buona soluzione per noi anche a regime. Molto amico è di Vittorio Farina». L'avvocato annota ancora: «Rossi è in continuo costante contatto con Agnoletti, che si legittimerebbe come uomo di Matteo, vero?». E ancora: «Sempre in Rai, Giovanni Parapini è amico nostro. Ha parlato con Anzaldi. Di Anzaldi possiamo fidarci?». Come direttore generale della Rai alla fine arriverà Mario Orfeo, considerato un renziano di ferro. Tanto che in un altro appunto è sempre Bianchi a scrivere riguardo alla tv di Stato. «Hai potuto parlare con Orfeo per Pino Insegno? Non vorrei che ci fossero interferenze di terzi (Andrea Gemma si è proposto con lui dicendo che glielo dice e con Orfeo ci pensa lui). O gliene parli tu, o mi fissi con Orfeo e gliene parlo io. Ti ricordo poi che Piero Di Lorenzo ti cercava perché vorrebbe Orfeo ricevesse 10 minuti suo figlio, Daniele». Bianchi cita Gemma, ex consigliere di amministrazione di Eni, vicinissimo all'ex ministro dell'Interno Angelino Alfano. Ricorda persino a Renzi che Di Lorenzo, presidente della Irbm impegnata in questi mesi nella produzione del vaccino anti Covid, vorrebbe presentare il figlio Daniele (produttore cinematografico) al direttore generale Orfeo. Tra gli appuntamenti in agenda fissati da Bianchi ce n'è anche uno con Leonardo Bellodi, ex manager Eni, poi entrato in società con Marco Carrai.Tra gli appunti destinati a Renzi ce ne sono diversi dedicati alle nomine. In uno, titolato «Saladini», si legge: «Io sto andando avanti con Enel, Terna e ne parlerò il 23 anche con Granata (Eni). Con Telecom e Poste ci pensi tu? Ti lascio quello che mi ha detto lui relativamente a Poste». C'è un intero capitolo dedicato a Paolo Dal Pino, attuale presidente della Lega Serie A. «Vorrei tu conoscessi Paolo Dal Pino, che attualmente è ceo di Pirelli Industrial […] Mi dai una data?». Ci sono i giochi su Consob, in quei mesi al centro di una battaglia durissima su Giuseppe Vegas, mentre sui giornali montavano le polemiche su Banca Etruria e il coinvolgimento dell'ex ministro Maria Elena Boschi. Bianchi annota. «Vegas pronto a dimettersi se gli viene affidata costituenda commissione per piazza finanziaria Milano. Tra i commissari nuovi pensiamo alla Carla Raineri». Non finisce qui. In agenda si legge ancora: «In Consob Berruti è unanimemente ritenuto debole, troppo giurista, privo di esperienza di mercati finanziari. Garofoli (Roberto, ex capo di gabinetto del Mef, ndr) lo farebbe volentieri (non è stato proposto da Padoan) e mi pare che sia nelle grazie di Pagani (Fabrizio, ex segreteria tecnica Mef, ndr), che pensa invece a un paio di nomi con esperienza sui mercati finanziari e nell'internazionale o in subordine Di Noia (Carmine, ndr). Fortis (Marco, ndr), lasciamo perdere». Poi si parla anche di Anas, dell'ex ad Gianni Armani e della diatriba con il gruppo Toto per la A24: in ballo c'erano 50 milioni di euro. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/il-manuale-cencelli-del-giglio-magico-le-manovre-per-rai-consob-e-corriere-2648916858.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="la-fondazione-pago-pure-babbo-renzi" data-post-id="2648916858" data-published-at="1605389159" data-use-pagination="False"> La fondazione pagò pure babbo Renzi Lo slogan recitava «fai il pieno al camper». E grazie a un iban i simpatizzanti del Rottamatore potevano contribuire alla sua ascesa. Ma alla fine il pieno al camper lo ha fatto babbo Tiziano Renzi, con il conto pagato dalla Fondazione Big bang, qualche anno più tardi trasformata in Open. L'appuntamento con T., ovvero babbo Renzi, sull'agenda dell'avvocato Alberto Bianchi è fissato per il 13 febbraio 2012. È il primo contatto tra i due che viene annotato dagli investigatori dell'inchiesta sulla scalata renzista. Otto mesi dopo Bianchi ottiene da Luca Lotti una bozza di contratto: 1.500 euro per il fitto di un camper Transit dall'1 ottobre al 30 novembre. Il 31 ottobre, però, la Eventi 6, società dei genitori di Matteo, emette la fattura numero 209. In fondo c'è il credito vantato nei confronti del Comitato per la candidatura di Matteo Renzi: 4.235 euro. Ben 2.735 euro in più di quanto indicato da Lotti. Il documento fiscale della Eventi 6 è dettagliato. Ed elenca tutti i servizi offerti al Comitato per la candidatura di suo figlio: «Ritiro camper in Mugello ricovero, manutenzione e pulizia dei due mezzi, rifornimento gasolio e fornitura estintori». Il documento viene inviato l'8 novembre da mamma Laura Bovoli all'avvocato Bianchi con una mail. L'allegato è nominato «Spese adesso.pdf». La questione deve aver imbarazzato non poco il nascente Giglio magico. E infatti tra l'11 e il 12 novembre l'avvocato Bianchi, Andrea Conticini (cognato di Matteo, che risulta tra i detentori di una carta di credito prepagata della Fondazione, consegnata da Lotti con 1.000 euro di ricarica e 10.000 di postagiro) e Lotti si scambiano le email con le fatture da pubblicare online nella sezione trasparenza del Comitato per la candidatura di Matteo Renzi. Lotti consiglia a Bianchi di toglierne una: quella della Eventi 6. Si decide allora di far fatturare a Big bang. Sei mesi dopo, però, nonostante il documento si chiamasse «Spese adesso», il conto non è ancora stato saldato. E mamma Lalla interessa della questione Conticini, che a sua volta si attiva con Bianchi. Finché, il 5 luglio 2013 parte il bonifico. La Eventi 6 viene saldata: il ritiro, la pulizia del camper e qualche estintore sono costati la bellezza di 4.235 euro. Ma babbo e mamma Renzi e il cognato di Matteo non sono gli unici a lavorare per chi sostiene il Rottamatore. Le fila vengono ingrossate dagli amici di Rignano sull'Arno e limitrofi. C'è per esempio Roberto Bargilli, che viene indicato come «responsabile camper». Gli viene consegnata una carta di credito con ricarica iniziale di 2.500 euro, potere di spesa giornaliero di 3.000 e ricarica automatica. Un'altra ricaricabile, con le stesse opzioni, finisce a Eleonora Chierichetti da Figline Valdarno, già segretaria del Rottamatore al Comune di Firenze, poi arrivata nello staff di Lotti alla presidenza del Consiglio dei ministri. A riguardo la testimone Carole Schmitter, dello studio Bianchi, agli investigatori ha riferito: «Le carte ricaricabili o bancomat sono state date una a Lotti e una a Chierichetti ma non so se la usasse lei o qualcun altro, in quanto se non ricordo male all'epoca lei era la segretaria di Lotti». E poi c'è Franco Bellacci, di Reggello, paese a pochi minuti da Rignano. Da funzionario del Comune di Firenze è passato tra i collaboratori di Conticini durante la corsa elettorale di Matteo, per poi approdare a Palazzo Chigi come segretario particolare del Rottamatore (ora è dipendente dell'associazione Italia viva Psi). Per lui niente carta prepagata. Ma le prenotazioni negli hotel pagate da Open andavano a colpi di 250 euro a pernotto. Sempre da Rignano proviene Emanuele Tirinnanzi, dipendente di un'agenzia di agenti di spettacolo e sport. È nell'elenco dei contatti di Bianchi. Ed è a lui che Schmitter manda un preventivo per la Leopolda del 2016 per una verifica. Tirinnanzi esprime perplessità e ritiene che si tratti di «tantissimi soldi». Non si è badato a spese, invece, per la Dori pubblicità (finita anche in una segnalazione antiriciclaggio a carico di Conticini), molto presente tra i fornitori nelle voci di bilancio. Il titolare è Alessio Dori da Borgo San Lorenzo. E con lui l'area dell'Arno è al completo.
Luciano Darderi (Ansa)
Nella giornata del «round of 16» è stato infatti l’azzurro numero 17 Atp a prendersi la scena, superando in rimonta nientemeno che Alexander Zverev, che nella classifica mondiale è dietro soltanto ai due mostri sacri Sinner e Carlos Alcaraz. Sulla terra rossa della Grand Stand Arena Darderi è riuscito nell’impresa di riscrivere una partita che sembrava ormai perduta. Specialmente dopo aver incassato un primo set senza storia, perso 6-1 in appena mezz’ora, dando per lunghi tratti l’impressione di non riuscire a reggere il ritmo imposto dal tedesco. Andamento che si stava confermando anche nel secondo parziale, facendo pensare a chiunque che la sfida fosse ormai indirizzata. A chiunque tranne che al ventiquattrenne italo-argentino, che non ha mai smesso di crederci. Dopo che Zverev è salito fino al 4-2 e ha avuto in mano il controllo dell’incontro, qualcosa è cambiato. Darderi ha iniziato a trovare continuità da fondo campo, sostenuto da un pubblico sempre più coinvolto, mentre dall’altra parte il tedesco ha progressivamente perso lucidità. Il momento decisivo è arrivato nel tie-break del secondo set, un’autentica battaglia nella quale Zverev si è fatto annullare quattro match point. Luciano è rimasto aggrappato alla partita con pazienza e coraggio, fino a chiudere 12-10 grazie anche a un doppio fallo finale del suo avversario. Lì, di fatto, il match è finito. Zverev è uscito mentalmente dalla partita e nel terzo set non ha reagito. Darderi ha cavalcato l’inerzia e l’entusiasmo del Foro Italico, dominando 6-0 il parziale decisivo e conquistando così la prima vittoria in carriera contro un top ten. Una serata che difficilmente dimenticherà e che gli vale anche i primi quarti di finale in un Masters 1000, dove affronterà il baby fenomeno spagnolo Rafael Jódar. «È stata una partita molto dura, non mi sentivo bene nel primo set», ha spiegato a caldo Darderi. «Poi sono riuscito a girarla anche perché Zverev mi ha regalato qualcosa. La gente mi ha aiutato tanto, sono molto felice».
Più lineare, invece, il pomeriggio di Sinner sul centrale. Contro l’altra rivelazione di questa edizione, Andrea Pellegrino, il numero uno del mondo ha controllato il «derby» senza particolari difficoltà, imponendosi (6-2, 6-3) e centrando la qualificazione ai quarti. Per il pugliese resta comunque un torneo oltre ogni aspettativa, mentre Sinner continua a macinare record: con quella contro Pellegrino sono diventate 31 le vittorie consecutive nei Masters 1000, eguagliando un primato che apparteneva a Novak Djokovic. «Il derby qui in Italia è sempre speciale», ha detto Jannik dopo la vittoria. «Sono molto felice per Andrea, ha fatto un torneo straordinario». Poi uno sguardo al prosieguo del torneo, dove se la vedrà con il russo Andrej Rublev: «I quarti sono già un turno importante. Il giorno di riposo mi aiuterà».
L’unica nota stonata della giornata azzurra è arrivata dalla sconfitta di Lorenzo Musetti contro Casper Ruud. Il toscano, già apparso in difficoltà fisica nei giorni scorsi, ha ceduto nettamente (6-3 6-1) in una partita condizionata dai problemi alla coscia sinistra: «Chiedo scusa al pubblico, ma la mia condizione fisica non mi ha permesso di giocare come avrei voluto», ha ammesso il carrarino nel post partita.
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@ManuelRighi
Uno dei modi migliori per entrare in contatto con un territorio è penetrarne la natura. C’è chi lo fa in contemplandola e chi attraversandola attivamente. Il Trentino si presta a tutto, grazie a un ambiente variegato, che alterna montagne, laghi e fiumi.
Gli amanti degli sport acquatici hanno un’ampia gamma di possibilità tra cui scegliere. Il rafting, per esempio, praticando il quale si smuovono adrenalina, spirito di squadra e rapporto con la natura. Non un semplice sport, ma un’esperienza a tutto tondo che consente di percepire contemporaneamente sé stessi, l’altro e il fiume, diventando tutt’uno. Punto di riferimento per questa attività outdoor è la Val di Sole con il suo fiume (il Noce), citato dal National Geographic come uno dei migliori al mondo per le discese fluviali a bordo dei raft, speciali gommoni che le squadre da quattro/sei persone devono portare a destinazione con coraggio e attenzione. Si tratta di una disciplina che non richiede alcuna competenza in particolare, a esclusione del nuoto. È comunque bene esercitarla al seguito di una guida esperta, che prima della partenza spiegherà ai partecipanti cosa fare e non fare durante la traversata. Il fiume Noce dona 28 bellissimi chilometri navigabili, tra rapide e tratti più tranquilli che consentono, nel frattempo, di ammirare boschi e vette, garantendo emozioni autentiche grazie all’alternanza di un’attività ad alto tasso di energia e gioia e quieta bellezza paesaggistica.
Non per niente il rafting viene considerato terapeutico, tanto da essere utilizzato per cementare lo spirito di squadra tra familiari e amici, ma anche tra colleghi, uniti da un obiettivo comune al di fuori dell’ambiente lavorativo e delle classiche dinamiche aziendali. I centri rafting del Trentino mettono a disposizione il necessario equipaggiamento: tute in neoprene, giubbotto salvagente, pagaia e casco protettivo; è altresì necessario che i partecipanti arrivino con un abbigliamento sportivo, costume incluso. Il fiume Noce è percorribile anche in canoa e kayak, ma per avere un contatto ancora più ravvicinato con la forza dell’acqua l’ideale è l’hydrospeed, che prende il nome dal bob fluviale con cui affrontare l’acquatico avversario.
Un altro modo per godersi l’estate trentina è il wakeboard, sport che nasce dalla fusione tra sci acquatico e snowboard. Come il rafting, è uno sport adrenalinico ma fattibile anche per coloro che sono alle prime armi. Nella Regione esistono due impianti, situati tra il lago di Ledro e il lago di Terlago. Qui si viene trainati non dal classico motoscafo, ma da un cable wakeboard, ossia una fune simile a uno skilift. Velocità, equilibrio e leggerezza: il wakeboard permette di divertirsi e volare letteralmente sull’acqua.
Lakeline è il centro di Terlago, che propone un percorso di circa 230 metri dotato di strutture galleggianti per salti ed evoluzioni aeree. Benché si tratti di una disciplina adatta a tutti, il centro mette a disposizione - oltre al noleggio attrezzatura - una scuola wakeboard. Al lago di Ledro, precisamente in località Pur, si trova invece il Be Wake System: qui il wakeboard viene presentato nella sua variante più semplice, adatta anche ai bambini dai 7 anni in su. Un’attività che libera dalle calorie e - soprattutto - dallo stress in eccesso, rafforzando i muscoli e il sistema cardiorespiratorio.
C’è poi il canyoning, che consiste nella discesa a piedi, ma tramite l’ausilio di corde, di gole percorse da piccoli corsi d’acqua. Una sorta di fusione tra alpinismo e sport fluviali, da realizzare in gruppo e al seguito di guide professionali. Ovviamente i livelli di difficoltà differiscono a seconda della propria preparazione.
Lo speleologo francese Alfred Martel viene considerato il precursore del canyoning, grazie alle esplorazioni da lui condotte durante i primi anni del Novecento nelle Gole di Verdon. Dalla scienza allo sport il passo fu relativamente breve: negli anni Ottanta francesi e spagnoli vi si dedicavano assiduamente. Per chi è in cerca di questo genere di dinamismo, il lago di Ledro, il Garda Trentino e l’area di Campiglio Dolomiti - con la Val Brenta, il torrente Palvico e il Rio Roldono - sono i luoghi ideali. Scivoli e piscine naturali producono contesti di straordinaria bellezza, all’interno dei quali muoversi diviene un’esperienza completa per il corpo e per lo spirito.
Il brivido della velocità in montagna è un’altra storia con le downhill bike
Dall’acqua alla terra: lo sport, in Trentino, prevede un contatto dinamico con Madre Natura anche attraverso i cosiddetti bike park, strutture attrezzate per le mountain bike.Non si pensi al classico trekking: per questo tipo di attività occorrono infatti biciclette da downhill, dato che si tratta di percorsi in discesa su terreni ripidi e scoscesi, dove il rischio di cadute è piuttosto alto. I salti, le curve paraboliche e gli ostacoli, ma anche i north shore (strutture in legno da attraversare a tutta velocità) e i rock garden rendono felicissimi i biker più spericolati. I centri del Trentino-Alto Adige offrono sempre impianti di risalita e bike shuttle, furgoni che trasportano le biciclette al punto di partenza.Come per gli sport acquatici, anche in questo caso è necessario utilizzare l’attrezzatura adeguata, composta da protezioni per le ginocchia e i gomiti, caschi integrali, paraschiena e guanti. Questo sport può essere praticato in Val di Sole, dove si trovano cinque trail differenti per difficoltà e tre trail enduro. In località Pellizzano esiste anche un Kids Bike Park, dedicato al divertimento dei bambini.La parte più interessante del Bike Park Val di Sole è sicuramente costituita dal Black Snacke, famoso percorso di Coppa del Mondo. È il tracciato più impegnativo e, per questo, adatto solo a esperti e a spericolati che abbiano voglia di mettersi alla prova su terreni particolarmente scoscesi a partire da quota 1.500 metri. Dalla medesima altitudine si dipanano anche tre trail di recente realizzazione, alcuni in stile flow - dunque senza particolari ostacoli - e altri più naturali.Una telecabina da otto posti consente una semplice risalita a tre rider con le loro biciclette. Nella parte bassa del bike park si trova un’altra attrazione degna di nota: il four cross (4x), una discesa per gare a quattro, utilizzata ogni anno anche per il Campionato del Mondo di 4x.Il Bike Park Val di Sole aprirà la stagione indicativamente tra fine maggio e inizio giugno. Il Paganella Bike Park è un’altra area spettacolare non solo per gli amanti della disciplina, ma anche per l’utilizzo che è stato fatto del territorio. Trattasi di tre bike zone nate nel 2010 dalla trasformazione di vecchi sentieri e mulattiere, divenuti ormai tracciati all’avanguardia dotati di tutto il necessario per i praticanti.Non è un caso che sia stato inserito nel circuito del Gravity Card, che permette ai possessori della tessera di muoversi liberamente tra i ventotto migliori bike park d’Europa. Il Fassa Bike Park è situato nel cuore delle Dolomiti della Val di Fassa, sopra Canazei. Il primo bike park del Nord-Est propone dodici linee per tutti i livelli, pensate sia per i principianti che per gli esperti.Infine la San Martino Bike Arena sorge al cospetto delle Pale di San Martino e offre tre tracciati per un totale di dieci chilometri. Nemmeno qui manca un efficiente impianto di risalita, costituito da una cabinovia ad agganciamento automatico che in soli dodici minuti raggiunge i 2.200 metri di altitudine.Il risultato? Discese emozionanti, garantite anche dai wall ride, megaparaboliche in cui usare la forza centrifuga per percorrerle nella parte più alta senza il rischio di cadere. Anche la San Martino Bike Arena aprirà per il ponte del 2 giugno, ma per le prime due settimane solo per durante i weekend.
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