«Steal – La Rapina» e il confine sottile tra furto e giustizia
«Steal - La Rapina» (Amazon Prime Video)
Miniserie in sei episodi, Steal – La Rapina racconta l’assalto a una società di gestione dei fondi pensione e le conseguenze sui protagonisti. Tra indagine, fragilità personali e ambiguità morale, la serie riflette sul confine tra crimine e presunta giustizia sociale.

Il tono è quello, sensazionalistico e pirotecnico, di ogni film che racconti una rapina. Non condannandola, ma perdendosi nel limbo sottile che separa l’oggettività dalla particolarità dei casi singoli, le regole dalle loro eccezioni. Steal – La Rapina, miniserie televisiva al debutto su Amazon Prime Video mercoledì 21 gennaio, è il prodotto perfetto del genere «heist»: sei episodi capaci di raccontare l’irruenza di un gruppo di ladri per aprire, poi, alle sfumature di una violenza che, quasi, sembra avere a che fare con la ricerca e l’affermazione di una giustizia sociale.

Pareva un giorno qualunque, quello alla Lochmill Capital, società d’investimento con delega alla gestione dei fondi pensione privati. Invece, l’ordinarietà della giornata è presto rotta dall’irruzione, negli uffici, di una banda di rapinatori. Chiedono, urlano. Costringono due dipendenti, Zara e l’amico Luke, ad eseguire ogni loro ordine, sottraendo a lavoratori impotenti i risparmi di una vita. Poi, se ne vanno, fuori da quei corridoi. Dietro di loro, solo una miriade di interrogativi. Chi mai lucrerebbe sulle fatiche di persone senza nome né colpa? Chi si addentrerebbe alla Lochmill Capital, correndo il rischio di essere facilmente individuato? Le domande non hanno risposta. Tormentano, però, l’ispettore deputato alle indagini, Rhys, un uomo provato dalle difficoltà del suo privato.

Steal – La Rapina si muove, dunque, su più binari, dando spazio tanto alla dinamica del furto quanto al racconto degli uomini e delle donne che ne sono rimasti coinvolti. L’ispettore capo Rhys, costretto a barcamenarsi tra i doveri e gli ostacoli della professione, mentre gestisce parimenti la propria ludopatia, una situazione economica di indigenza, la paura di perdere ogni cosa. Zara, interpretata da Sophie Turner, ex reginetta de Il Trono di Spade, qui alle prese con un complotto di dimensioni enormi. Luke, che gli eventi, suo malgrado, portano a dover indagare sui piani segreti e interessi contrastanti. Nessuno avrebbe scelto, consapevolmente, la vita improvvisa che gli è toccata in sorte. Ma, nella serie, seguirla e darle spazio è inevitabile, per il sollazzo di ogni amante del genere.

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