«Il Confine», la Grande Guerra dei ragazzi per la libertà

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Un aspetto della Prima Guerra Mondiale s'è perso, quando il conflitto è sbarcato in tv: quello umano, della miriade di ragazzi costretta a lasciare la propria casa, abbandonare frettolosamente l'adolescenza e marciare verso il fronte. I soldati neppure ventenni sono stati migliaia, inviati nelle retrovie o nei campi di battaglia. E di loro, anime giovani dalle belle speranze, racconta Il Confine, miniserie tv in onda su RaiUno nella prima serata del 15 e del 16 maggio.

La produzione, firmata alla regia da Carlo Carlei, guarda alla guerra con gli occhi di tre ragazzini, amici e soldati in una Trieste lacerata dal conflitto e dalle spinte irredentiste. A pochi giorni dal 24 maggio che il Piave fece mormorare, la Rai riesce così a confermare la propria vocazione al servizio pubblico, letto (finalmente) attraverso gli strumenti della modernità.

La Rai obbedisce e piazza Zelensky all’Ariston
Amadeus. Nel riquadro, Volodymyr Zelensky (Ansa)
Viale Mazzini mette i cannoni tra i fiori di Sanremo e concede al presidente ucraino il collegamento col Festival, trasformato in pulpito per l’ennesima richiesta di armamenti che allontanerà la fine del conflitto. La richiesta fatta dall’ex attore a Bruno Vespa.
Berlino apre sui tank Mosca avverte: «La guerra mondiale è sempre più vicina»
Dmitry Medvedev (Ansa)
  • La Germania non bloccherà l’invio dei Leopard dalla Polonia all’Ucraina. Sergeij Lavrov: «Il conflitto con l’Occidente è quasi reale».
  • Pronto il decreto per dare armi a Kiev per tutto il 2023. Via libera entro giovedì. Appoggio di Pd e Terzo Polo al governo. Tra le forniture militari del sesto pacchetto anche lo scudo Samp/t.

Lo speciale comprende due articoli.

Difensori dei pazienti al soldo di Big Pharma
iStock
I due rappresentanti presenti nel Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza dell’Ema sono a capo di organizzazioni finanziate quasi esclusivamente dalle grandi Case farmaceutiche. Con tanti saluti a conflitti d’interessi e imparzialità di giudizio.
Crollano i (già bassi) numeri di contagi, morti e ricoverati per Covid, soprattutto nelle terapie intensive. Smentite le catastrofiche previsioni lanciate dalle virostar tra una candidatura e un anatema nei confronti dell’alcol. Forse adesso ci lasceranno in pace.
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