«Il Confine», la Grande Guerra dei ragazzi per la libertà

Un aspetto della Prima Guerra Mondiale s'è perso, quando il conflitto è sbarcato in tv: quello umano, della miriade di ragazzi costretta a lasciare la propria casa, abbandonare frettolosamente l'adolescenza e marciare verso il fronte. I soldati neppure ventenni sono stati migliaia, inviati nelle retrovie o nei campi di battaglia. E di loro, anime giovani dalle belle speranze, racconta Il Confine, miniserie tv in onda su RaiUno nella prima serata del 15 e del 16 maggio.

La produzione, firmata alla regia da Carlo Carlei, guarda alla guerra con gli occhi di tre ragazzini, amici e soldati in una Trieste lacerata dal conflitto e dalle spinte irredentiste. A pochi giorni dal 24 maggio che il Piave fece mormorare, la Rai riesce così a confermare la propria vocazione al servizio pubblico, letto (finalmente) attraverso gli strumenti della modernità.

Claudio Graziano (Ansa)
Il presidente del comitato militare europeo: «Il riassetto globale parte nel 2011 con le scelte su Maghreb e Afghanistan. Ora margini per una nostra forza d'intervento. La Difesa comune inizi con cyber e spazio».
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La vicenda dei sottomarini appare un pretesto sollevato ad arte Roma punti a strategie per il Pacifico concordate con Usa e Ue.
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