«Il Confine», la Grande Guerra dei ragazzi per la libertà

Un aspetto della Prima Guerra Mondiale s'è perso, quando il conflitto è sbarcato in tv: quello umano, della miriade di ragazzi costretta a lasciare la propria casa, abbandonare frettolosamente l'adolescenza e marciare verso il fronte. I soldati neppure ventenni sono stati migliaia, inviati nelle retrovie o nei campi di battaglia. E di loro, anime giovani dalle belle speranze, racconta Il Confine, miniserie tv in onda su RaiUno nella prima serata del 15 e del 16 maggio.

La produzione, firmata alla regia da Carlo Carlei, guarda alla guerra con gli occhi di tre ragazzini, amici e soldati in una Trieste lacerata dal conflitto e dalle spinte irredentiste. A pochi giorni dal 24 maggio che il Piave fece mormorare, la Rai riesce così a confermare la propria vocazione al servizio pubblico, letto (finalmente) attraverso gli strumenti della modernità.

Frederique Constant punta sullo Slimline monolithic manufacture. Rolex osa con un motivo a foglia di palma Tudor rilancia il Black bay chronom, Vacheron Constantin l’Historiques american 1921 che compie 100 anni
Giorgio Bocca (Getty images)
Già negli anni Novanta e Duemila il giornalista prendeva di mira i liberal che si sentono moralmente superiori e hanno la tara dei diritti: «Oggi a essere progressisti sono i ricchi; i poveri sono reazionari»
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