I giudici tengono i bimbi del bosco lontani dai genitori per altri 60 giorni

La speranza di tutti era che l’udienza che si è svolta eri a trattazione scritta presso la Corte d’appello minorile dell’Aquila, per discutere sul ricorso presentato dagli avvocati dei Trevallion-Birmingham, la «famiglia nel bosco» contro il provvedimento di allontanamento dei figli sbloccasse la situazione.
Che i giudici, dopo aver valutato la documentazione che gli avvocati della coppia hanno depositato, un mese fa, si riunissero in camera di consiglio e decidessero subito sull’istanza. Ma già nel primo pomeriggio di ieri è arrivata la doccia fredda: i giudici hanno acquisito la documentazione e da ieri hanno 60 giorni per decidere. Le carte trasmesse per via telematica dai legali di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion contengono le istanze, le conclusioni e le brevi precisazioni che i legali avrebbero espresso a voce, se - come avveniva prima della riforma Cartabia - si fosse celebrata un’udienza in presenza e puntano al riavvicinamento dei tre figli minori ai genitori. I bambini, dal 20 novembre sono ospiti di una casa-famiglia a Vasto (Chieti), dopo che la prima ordinanza dei Tribunale aveva disposto l’allontanamento dei bimbi dall’ambiente domestico ritenuto insalubre, lasciandoli però accompagnati dalla mamma, che fino al marzo scorso era anche lei ospite della struttura nella cittadina abruzzese.
Per gli avvocati, le ordinanze del Tribunale dei minorenni dell’Aquila che hanno separato i piccoli dai genitori e poi la madre, allontanandola dalla struttura di Vasto, non terrebbero nel dovuto conto l’invito dell’Azienda sanitaria locale (Asl2) Vasto Chieti Lanciano a favorire una garanzia di continuità dei legami familiari dopo l’allontanamento dei bimbi dalla casa di Palmoli (Chieti). Nelle note, viene ribadito che i problemi su servizi e abitazione sono stati superati e risolti. In particolare, nel ricorso di 37 pagine, depositato il 18 marzo scorso dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, si evidenzia l’«unilateralità» dell’ordinanza del Tribunale che non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo esclusivamente affidamento sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl, che aveva invitato a «favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari», Anche le relazioni dei consulenti, consegnate ai giudici, sulle condizioni dei bambini nella casa-famiglia di Vasto, evidenziano la necessità di ripristinare i rapporti tra piccoli e genitori. Lo psichiatra, Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, consulenti di parte dei Trevallion, hanno riferito di una «sofferenza psicologica significativa e progressiva» per i tre minori, correlata alla separazione dai genitori e dalla casa dove vivevano. Gli psicologi sono tornati a ribadire «la necessità e l’urgenza di procedere al ripristino del nucleo familiare di origine».
Tra gli episodi evidenziati dai consulenti, quello più toccante riguarda la frase pronunciata da uno dei bambini durante un incontro informale con la psicologa Aiello e la psichiatra Simona Ceccoli (Ctu), incaricata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila della perizia sui genitori e i loro figli: «Voglio tornare a casa». L’episodio è stato poi riferito dalla Aiello a Cantelmi, che ha deciso di riportarlo con l’intento di «raccontare un episodio straziante, intenso e commovente, che dimostra quanto i bimbi non siano mai stati davvero ascoltati».
Intanto, la mobilitazione sulla vicenda non si ferma e oggi pomeriggio alla 17.30, la presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza della Camera, Michela Vittoria Brambilla, ospiterà i Trevallion all’interno di un incontro pubblico, che si terrà nella sala stampa di Montecitorio, che durante il quale si discuterà delle problematiche legate all’allontanamento giudiziale dei minori dai nuclei familiari anche del caso della «famiglia nel bosco». Oltre alla deputata di Forza Italia e ai Trevallion, interverranno uno dei loro legali, Marco Femminella e tre esperti psicoterapeuti: il consulente di parte professor Cantelmi, della Pontificia Università Gregoriana di Roma, il professor Massimo Ammaniti dell’Università La Sapienza di Roma e la professoressa Daniela Pia Rosaria Chieffo, responsabile dell’Unità operativa semplice psicologia clinica del Policlinico Agostino Gemelli e docente di psicologia generale all’Università Cattolica di Roma.
Dalle audizioni svolte nella commissione presieduta dalla Brambilla a seguito di casi di allontanamento che hanno avuto ampia eco mediatica, come quello della famiglia Trevallion, è nata una proposta di legge, a firma della presidente stessa, che prevede di affiancare al magistrato, fin dall’inizio, un collegio tecnico multidisciplinare coordinato dalla nuova figura dell’«esperto in relazioni familiari fragili» per «ridurre la possibilità di errori e creare un «ponte» tra la famiglia e i soggetti istituzionalmente preposti alla tutela».






