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Holding, da Edizione in futuro usciranno Mediobanca, Generali e le torri di Cellnex

Holding, da Edizione in futuro usciranno Mediobanca, Generali e le torri di Cellnex

Mediobanca, Generali e le torri di Cellnex usciranno da Edizione

Con l’opa su Atlantia parte la nuova Edizione dei Benetton, che grazie alla presidenza di Alessandro ritrova unità di visione e di intenti avendo favorito la ricucitura fra la prima generazione superstite (Giuliana e Luciano) e la seconda che avanza (Massimo figlio di Carlo e Sabrina figlia di Gilberto).

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Sala ha lasciato Milano ai costruttori. Ora chiede soldi per comprare case
Beppe Sala (Getty Images)
Dopo aver aggravato l’emergenza abitativa a colpi di «riqualificazioni», finite pure nel mirino della Procura, il sindaco ha il lampo di genio: dare fondi statali ai Comuni per acquistare immobili da banche e assicurazioni.
«In Italia abbiamo tra i 30 e i 40 milioni di appartamenti, ma mancano case nelle città. Il governo dovrebbe dare fondi esclusivamente alle città per acquistare appartamenti da banche, assicurazioni, enti previdenziali che vogliono liberarsene e metterli a disposizione subito». Così pensa e parla il sindaco di Milano, Beppe Sala, al Festival dell’Economia di Trento in una sessione dedicata al «Governare le città».
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Piero Portaluppi, l'architetto della grande Milano borghese
Piero Portaluppi (Fondazione Portaluppi-FAI)

Geniale ed ironico, rigoroso e creativo, l'architetto milanese ha attraversato gli stili lasciando una traccia indelebile nella storia della Milano capitale dell'industria italiana tra le due guerre. Il Fai ha acquisito l'archivio dalla famiglia, da oggi visitabile a Villa Necchi Campiglio.

L'articolo contiene una gallery fotografica.

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Uno studio fotografa la crisi tedesca: -40% di export verso Pechino e crescita ferma. Eppure le multinazionali teutoniche premono per evitare che l’Ue si difenda dal Dragone. E l’Europarlamento sfodera dazi ridicoli.

La produzione industriale tedesca è al 6% al di sotto del livello pre Covid. Dal 2021 al 2025 le esportazioni tedesche verso la Cina sono calate di oltre il 40% in rapporto al Pil. Il crollo della domanda netta di esportazioni ha tolto circa il 3% alla crescita tedesca dal 2023. In quello stesso 2021, circa 1,1 milioni di posti di lavoro in Germania dipendevano dalla domanda finale cinese, e da allora se ne sono persi almeno 400.000. Sono i numeri che Sander Tordoir e Brad Setser, economisti del Centre for european reform, presentano in un nuovo studio pubblicato ieri dal titolo evocativo «China Shock 2.0. Il costo della compiacenza della Germania».

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