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«Ho visto i massacri in Iraq e dico: dialogare con l’islam è impossibile»

«Ho visto i massacri in Iraq e dico: dialogare con l’islam è impossibile»
ANSA
  • Parla il sacerdote americano che ha appena pubblicato un saggio sulla bufala della «religione di pace». «La violenza è nelle pagine del Corano. Non c'è un interlocutore unico, questo favorisce gli estremismi».
  • Issam Shalabi, ventiduenne egiziano, voleva colpire in Italia Non se ne parla quasi più, ma l'incubo terrorismo non è finito.
  • La cooperante Silvia Costanza Romano, 23 anni, prelevata da uomini armati. I testimoni: «Cercavano la donna bianca». Sospetti sui miliziani di Al Shabaab.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Cinturrino chiede scusa ai colleghi: «Ho sparato e sono finito nel panico»
Carmelo Cinturrino in ambulanza a Rogoredo (Ansa)
Il poliziotto parla al gip negando lo spaccio e il pizzo. Ma chi lavorava con lui spiega che i metodi spicci erano abituali. Sinistra impazzita: per la Cucchi «con questo clima il processo per Stefano non ci sarebbe stato».

Ha ammesso i suoi errori. Ha chiesto scusa. Ha detto di aver «perso la testa». Ma ha continuato a negare di aver gestito un giro di spaccio o chiesto il pizzo ai pusher del boschetto di Rogoredo. Davanti al gip Domenico Santoro, nel carcere di San Vittore, Carmelo Cinturrino ha risposto per due ore a tutte le domande. «Dovevo far rispettare la legge, ho sbagliato. Chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa: ho tradito la loro fiducia», ha riferito il suo legale, Piero Porciani.

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Conti inizia bene: «Festival cristiano»
Carlo Conti (Ansa)
Il conduttore, poco prima della serata d’apertura, schiva le domande insidiose e rivela: «Ci sono riferimenti alla mia modestissima fede». Pucci non ci sarà, polemica chiusa.

«È un Festival cristiano e democratico», parola di Carlo Conti, quello iniziato ieri sera con la storica sigla, Perché Sanremo è Sanremo, e la voce registrata di Pippo Baudo: «Benvenuti al teatro Ariston». Giunto alla sua quinta, e ultima, conduzione, il direttore artistico rivela senza tentennamenti la propria identità. Questo è un Festival democristiano, gli chiedono, posto che la nuova Democrazia cristiana è Fratelli d’Italia? Carlo prende tempo un istante, «non capisco nulla di politica», dice. Poi precisa: «È un Festival cristiano e democratico: cristiano perché ci sono piccole tracce della mia modestissima fede e democratico perché aperto a tutti».

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«Il signore delle mosche», il ritorno fedele al romanzo di Golding
«Il signore delle mosche» (Sky)

La serie voluta dalla Bbc e scritta da Jack Thorne porta su Sky il romanzo di William Golding senza tradirne trama e tesi: tra sopravvivenza e sopraffazione, l’isola dei ragazzi torna a interrogare la natura umana.

Jack Thorne, brillante autore dell'acclamatissima Adolescence, non ha inventato nulla, stavolta. William Golding lo ha fatto per lui, scrivendo un libro la cui attualità è sempiterna, affatto bisognosa di essere reinventata, riadattata, cercata oltre le parole scritte. Il signore delle mosche, foss'anche solo per quei suoi protagonisti bambini, potrebbe essere frutto di un guizzo contemporaneo.

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L’articolo dimenticato di Pier Paolo Pasolini contro l’aborto facile. «Non si toglie la vita»
Pier Paolo Pasolini (Ansa)
Due mesi prima del noto testo uscito sul «Corriere della Sera» lo scrittore inviava ad «Amica» una lettera in favore dei bimbi.

«Cara lettrice, se tua madre avesse abortito tu non saresti qui. Io posso odiarti, ma anche amarti. Amo il mio amore per te, ma anche l’eventuale odio reciproco fa parte della vita. Non si può abrogare una creatura, anche nei primi, incerti stadi della sua esistenza». Queste parole sono state scritte da Pier Paolo Pasolini e provengono da un breve intervento uscito sul numero del 24 novembre 1974 del settimanale femminile Amica, edito dal Corriere della Sera. Quello stesso Corriere della Sera su cui di lì a poco, il 19 gennaio del 1975, Pasolini firmerà il suo discusso editoriale incentrato sull’interruzione di gravidanza e intitolato «Il coito, l’aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti».

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