Hillary: «Mai incontrato Jeffrey». Ma la socia era alle nozze della figlia

Se non bastavano i voli sul Lolita Express e le tante occasioni mondane in cui Bill Clinton era stato immortalato accanto a Epstein, a testimoniare la vicinanza del miliardario a tutta la famiglia dell’ex presidente degli Stati Uniti c’è dell’altro. Dalla foto del matrimonio della figlia Chelsea, che mostra tra gli invitati delle prime file Ghislaine Maxwell, compagna e complice di Epstein, fino alle immagini degli eventi della Clinton Global Initiative che, di nuovo, vedono la donna - che oggi sta scontando una condanna a 20 anni in un carcere federale del Texas per traffico sessuale di minori - presente tra gli ospiti.
Eppure, ieri, Hillary Clinton, ex segretario di Stato, audita dalla Commissione di Vigilanza del Congresso che sta indagando sugli Epstein files, ha dichiarato di non aver mai conosciuto il miliardario al centro degli scandali di potere e pedofilia. Anzi, dopo le prime prese di distanza ha subito rimescolato le carte puntando il dito contro l’attuale presidente degli Usa, Donald Trump, chiedendo che sia proprio lui il prossimo a essere audito sotto giuramento.
«Non ho mai incontrato Epstein, non avevo idea dei suoi crimini. Non sono mai salita sul suo aereo né ho mai messo piede nella sua casa e, come qualsiasi persona normale, sono inorridita dai suoi crimini», ha spiegato, passando poi subito al contrattacco: «È inconcepibile che Epstein abbia inizialmente ricevuto una pacca sulla spalla nel 2008, che gli ha permesso di continuare le sue pratiche predatorie per un altro decennio», ha sottolineato Hillary rivolgendosi direttamente alla Commissione. «Signor presidente, la vostra indagine dovrebbe valutare la gestione da parte del governo federale delle indagini e dei procedimenti penali contro Epstein e i suoi crimini. Avete citato in giudizio otto funzionari delle forze dell’ordine, tutti a capo del Dipartimento di Giustizia o dell’Fbi quando i crimini di Epstein furono indagati e perseguiti» e «solo uno è comparso davanti alla Commissione», ha aggiunto, e «non avete fatto molti sforzi per chiamare le persone che compaiono più in evidenza nei file di Epstein».
Poi l’affondo su Trump, con la richiesta formale alla Commissione di inserirlo tra le personalità da audire sotto giuramento: «Cosa è stato nascosto? Chi viene protetto? Perché questo insabbiamento?», ha tuonato Hillary. «Se questa commissione fosse seria nella sua missione di trovare la verità sui crimini di Epstein non si accontenterebbe di sentire i punti stampa del presidente sul suo coinvolgimento ma lo dovrebbe interrogare, sotto giuramento», ha detto ancora. «Dovrebbero chiedergli direttamente di spiegare perché il suo nome compaia centinaia di migliaia di volte», ha ribadito.
Nel tardo pomeriggio ora italiana, l’audizione di Hillary è stata sospesa a causa di una fotografia circolata sui social di un momento della sua testimonianza, che doveva rimanere privata, anche se le dichiarazioni verranno conservate mediante le registrazioni dei lavori. Nessuna accusa formale di illeciti pende sui Clinton, ma dopo che per mesi avevano rifiutato di incontrare la Commissione, nei giorni scorsi i coniugi hanno finalmente accettato di testimoniare, secondo la stampa americana per pressioni di partito e per evitare sanzioni.
L’audizione di Hillary si è tenuta ieri mattina, intorno alle 10.30 (16.30 in Italia), a porte chiuse e nella residenza di famiglia di Chappaqua, mentre oggi alla stessa ora toccherà a Bill Clinton.






