{{ subpage.title }}

True

Helmut Newton. La sua arte in mostra al Filatoio di Caraglio

True
Helmut Newton in mostra al Filatoio di Caraglio
Helmut Newton. Monica Bellucci, Blumarine, Monaco 1992 © Helmut Newton Foundabon

È l’originale cornice del Filatoio di Caraglio (CN), a ospitare (sino a 1° marzo 2026) una grande retrospettiva dedicata a Helmut Newton (1920-2004), fra i fotografi di moda più famosi e influenti del XX secolo. Intitolata Intrecci, l’esposizione raccoglie oltre 100 dei suoi celebri scatti, connubio perfetto fra eleganza, seduzione… e un tocco d’ironia.


Tedesco di origine ebree naturalizzato australiano, di Helmut Newton (1920-2004) si è visto, detto e scritto di tutto. Fotografo «imperfetto», di se amava dire che «bisogna essere all’altezza della propria cattiva reputazione» e lui, nel bene e nel male, all’altezza della propria fama lo è sempre stato. Irriverente e trasgressivo, Newton voleva, amava e creava immagini forti, di quelle che lasciano il segno. E forti, altere, provocanti, ambigue, enigmatiche erano le sue donne, le modelle che immortalava nei suoi scatti senza tempo e fuori dal tempo. In bianco e nero soprattutto (pur senza disdegnare il colore, nonostante fosse daltonico...), con quei sapienti giochi di luce e ombre che sono il suo tratto distintivo. Donne di una bellezza inarrivabile, eleganti ed erotiche, che Newton, strizzando l’occhio al voyerismo e al sadomaso, ritraeva strette in corsetti di pelle, tacchi vertiginosi, lingerie provocanti, pose al limite della decenza: per alcuni, nessuno come lui ha saputo esaltare l’universo femminile; per altri, nessuno più di lui ne ha degradato la dignità. Il dibattito è tutt’ora aperto, e prendere una posizione non è poi così semplice. Ma una cosa è certa: nessuno può metterne in discussione la genialità.

Newton, ogni volta, riesce a stupire. E anche il «già visto» diventa novità. Come in questa mostra allestita a Caraglio (CN), negli originali spazi di un setificio seicentesco nato per intrecciare fili di seta e produrre tessuti preziosi, un’esposizione che raccoglie oltre 100 scatti del grande Maestro e che già nel titolo, Intrecci, rivela un rapporto profondo fra le immagini esposte e il luogo che le ospita, una sorta di connessione tra le « trame materiali » della tradizione tessile e quelle concettuali, elementi imprescindibili di tutti i lavori di Helmut Newton. Ricercatissimo da stilisti e riviste (Vogue F, Elle Francia e Queen Magazine solo per citarne alcune…), amato da top model ed attrici (per lui hanno posato, fra le altre, Monica Bellucci e Kate Moss, Carla Bruni ed Eva Herzigova), Newton ha saputo rivoluzionare e ridefinire i canoni della fotografia patinata, che con lui - inarrivabile nel creare immagini accuratamente inscenate - diventa linguaggio teatrale ed evocativo, suscitando spesso scandalo: come nel 1981, quando dopo un servizio fotografico di moda per Vogue Italia e Francia chiese alle modelle di spogliarsi per ritrarle nella stessa posa, ma nude…


La Mostra

Appositamente concepito per il Filatoio di Caraglio e curato da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino ( «L’ex setificio, un bellissimo edificio storico da tempo utilizzato per scopi culturali, è il luogo perfetto per una mostra di Helmut Newton incentrata sulla sua fotografia di moda più tarda… Oltre ad alcune delle fotografie iconiche di Helmut Newton, i visitatori avranno modo di scoprire anche numerosi scatti meno conosciuti e, così, di riscoprire la sua opera più celebre» ha dichiarato il curatore in occasione dell’inaugurazione), il ricco percorso espositivo si snoda attraverso otto sale, regalando al visitatore, già da subito, gli scatti più iconici di Newton, quelli che lo hanno reso uno dei fotografi di moda più famosi e influenti del XX secolo: particolarmente significativo, fra i vari ritratti di celebrità, il suo primo nudo, quello di Charlotte Rampling all’Hôtel Nord-Pinus di Arles nel 1973.

Di foto in foto, si passa alle immagini realizzate per le grandi committenze della moda (dal sodalizio decennale con Yves Saint Laurent alle celebri campagne pubblicitarie pensate per Versace e Anna Molinari) e della pubblicità: straordinarie, in mostra, la selezione di sette fotografie realizzate da Newton per la Lavazza, dove - nell’immagine centrale - una modella seminuda e con gli occhi bendati posa sotto il logo del marchio, dipinto con vernice spray su una parete grigia e spoglia.
Genio assoluto nell’uso della «mood photography», la tecnica che evoca il prodotto pubblicizzato senza mai rivelarlo in maniera esplicita, nei mitici anni ’90 firmò indimenticabili campagne pubblicitarie per lanciare i profumi di Laura Biagiotti e Yves Saint Laurent e le borse del marchio italiano Redwall.

Moda, bellezza, seduzione, ambiguità, arte, trasgressione, ironia, potere, genialità: in questa mostra c’è davvero tutto Newton e tutti i suoi Intrecci biografici, professionali e narrativi.

Helmut Newton. Lavazza Calendar 1994, Monaco 1993 © Helmut Newton Foundation

«L’Iran una minaccia? Balle di Israele»
Imagoeconomica
Si dimette Joe Kent, capo dell’Antiterrorismo: «Non posso sostenere il conflitto». La replica del tycoon: «Era un debole. Stiamo vincendo, faremo a meno della Nato».

Si è aperta una crepa nell’amministrazione americana in merito alla guerra in Iran: il capo del Centro per l’antiterrorismo americano, Joe Kent, ha rassegnato le dimissioni, rimproverando al presidente americano Donald Trump di essere cascato nella trappola di Israele e della lobby americana. Soprattutto perché «l’Iran non rappresentava una minaccia imminente».

Continua a leggereRiduci
Evacuati altri soldati italiani da Baghdad
Ansa
L’annuncio del ministro Guido Crosetto: «Sono usciti dall’Iraq, presto saranno a casa. Stiamo facendo rientrare i militari che correvano troppi rischi nella missione. Chi resta deve avere garanzia di sicurezza». Massima allerta per il contingente Unifil in Libano.

«Tutti i soldati italiani nelle basi militari che era troppo pericoloso lasciare lì a causa del conflitto in Iran sono stati fatti rientrare. E ne saranno fatti rientrare altri»: il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Tg4, pronuncia le parole che gli italiani da giorni aspettavano di ascoltare. L’azzardo di Donald Trump e Benjamin Netanyahu, che attaccando l’Iran hanno scatenato una guerra che ha infiammato l’intero Medio Oriente, non può e non deve mettere in pericolo la vita dei soldati italiani, fino a ora solo sfiorati (per fortuna) dalle bombe di Teheran piovute sulla base di Erbil, in Iraq, su un hotel di Baghdad, ancora in Iraq e sulla base di Ali Al Salem, in Kuwait, mentre la base Unifil di Shama, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana nel Sud del Libano, con 1.300 nostri soldati, che operano insieme a tanti contingenti di altri Paesi, è sotto il fuoco incrociato di israeliani e Hezbollah.

Continua a leggereRiduci
Altri raid su Teheran, ayatollah decapitati. Israele: «Uccisi Larijani e Soleimani»
Il complesso sportivo Shohadan-e Esmaeili, bersaglio dei raid aerei statunitensi e israeliani sull'Iran (Getty Images)
Le Idf eliminano il capo della sicurezza nazionale e il leader delle forze paramilitari Basij. Hezbollah lancia ancora missili.

La guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran segna una nuova escalation con l’uccisione di Ali Larijani, figura chiave dell’apparato di sicurezza della Repubblica islamica. Secondo quanto annunciato dall’esercito israeliano e dal ministro della Difesa Israel Katz, Larijani - segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale e destinatario di una taglia americana da 10 milioni di dollari - è stato eliminato in un attacco aereo nella notte tra lunedì e martedì.

Continua a leggereRiduci
L’emigrazione e le tante decorazioni. Ho capito troppo tardi chi era papà
(iStok). Nel riquadro, l'ultimo libro di Antonello Piroso
L’amore disperato per un genitore, ma anche l’incomprensione che per molto tempo ha accompagnato la paternità. In un libro faccio i conti con una storia familiare complicata, ma lui non potrà più leggerlo.

Grezzo. Rozzo. Confuso. Banale. Ridondante. Inutilmente enfatico. Caotico. Disordinato. Sbrodolato. Ripetitivo. Pensierini da Baci Perugina... Tali aggettivi ed espressioni le metto a disposizione di chi, dopo aver letto il mio libro, avrà voglia di stroncarlo - legittimamente, sia chiaro: il diritto di critica è sacrosanto. Anche perché quei termini sono tutti calzanti.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy