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Duecento giudici stroncano le restrizioni per il Covid

Duecento giudici stroncano le restrizioni per il Covid
(Getty Images)

Dai lockdown alle mascherine, dai vaccini obbligatori al coprifuoco, dai tamponi alla Dad: si moltiplicano le sentenze che riconoscono ai cittadini i loro diritti violati dalle leggi liberticide di Giuseppe Conte, Mario Draghi e Roberto Speranza.

Ci sono giudici in Italia. Quelli che hanno dichiarato illegittimi i decreti di Giuseppe Conte; quelli che hanno assolto chi violava lockdown e coprifuoco, rivendicando i propri diritti costituzionali e l’infondatezza scientifica dei provvedimenti antivirus del governo; quelli che hanno reintegrato sul posto di lavoro i sanitari che rifiutavano di sottoporsi al vaccino, i quali, checché ne dicesse Mario Draghi («Il green pass è la garanzia di trovarsi tra persone che non sono contagiose»), non rappresentavano per gli altri una minaccia infettiva più dei loro colleghi inoculati; quelli che hanno bocciato la didattica a distanza o la fastidiosa imposizione delle mascherine tra i banchi di scuola. Contro alcune di queste toghe si è scagliato addirittura l’ex ministro della Salute, Roberto Speranza.

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Tutti in fuga dal socialismo europeo
Andreas Stoch (Getty Images)
In Inghilterra i laburisti perdono in un collegio «blindato» dove vincevano da decenni. Sprofondo anche in Germania alle Regionali. Manca un progetto radicato nel presente.

Le elezioni, seppur parziali, tenutesi qualche settimana fa in due importanti Paesi come l’Inghilterra e la Germania hanno inviato un messaggio univoco. Nel Regno Unito il Partito laburista ha perso nel collegio di Gorton e Denton, alla periferia di Manchester, nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, dove vinceva da decenni.

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L’ultimo saluto a Bossi: Pontida si stringe al Senatùr
La partecipazione della gente al funerale del fondatore della Lega Nord, Umberto Bossi, a Pontida (Ansa)

Centinaia di militanti e le principali cariche istituzionali a Pontida per i funerali di Umberto Bossi. Tra slogan, cori identitari e qualche tensione, il popolo leghista ha reso omaggio al fondatore nella storica abbazia simbolo del movimento. Applausi per Meloni, Zaia e Fontana, contestazioni a Salvini.

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Sala sogna di traslocare a Roma a costo di dare Milano alla destra
Beppe Sala e Elly Schlein (Ansa)
Il sindaco, che scade tra un anno, punta a candidarsi al Parlamento via Pd malgrado la distanza con la Schlein. Se le Politiche venissero anticipate alla primavera ’27 dovrebbe dimettersi lasciando la città a un commissario.

Nei giorni decisivi del referendum di oggi e domani sulla giustizia, nel centrosinistra il punto non è solo il risultato delle urne. Il punto è anche ciò che quel voto dirà sui rapporti di forza nel Pd, sulla tenuta della leadership di Elly Schlein e sulla futura battaglia per le candidature. Proprio in questo quadro prende forma uno dei dossier politici più delicati dei prossimi mesi: la volontà di Beppe Sala di candidarsi alle elezioni politiche del 2027.

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Meloni punta all’incasso dopo Fedez
Giorgia Meloni ospite di Pulp Podcast con Fedez e Mr. Marra (Getty Images)
L’intervento del premier al podcast del rapper ha generato milioni di visualizzazioni. I canali social del presidente del Consiglio e del programma hanno aumentato i follower.

Dopo le inutili polemiche sulla partecipazione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Pulp, il podcast di Fedez e Mr. Marra, è tempo di numeri. Ovviamente si tratta di dati parziali, visto che per sua stessa natura il podcast continuerà e generare visualizzazioni. Però esistono. E parlano chiaro.

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