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Conte scalza Schlein: si mette alla testa del campo largo e poi detta le regole al Pd

Conte scalza Schlein: si mette alla testa del campo largo e poi detta le regole al Pd
Giuseppe Conte (Ansa)
Il capo 5s, ospite ad Atreju, scarica su Giancarlo Giorgetti il disastro del Superbonus. Guido Crosetto porta via a forza Matteo Renzi dal palco.

Il penultimo giorno di Atreju ospita ben due ex premier, Giuseppe Conte e Matteo Renzi. Già presidenti del Consiglio ma ancora prime donne. «C’è una sedia vuota qui. Manca Giorgia Meloni, la padrona di casa», è la provocazione di Conte, inevitabile, dopo che il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, al quale è stato affidato il compito di intervistarlo, gli chiede che fine abbia fatto Elly Schlein. E controbatte: «Ci sarebbe stata se aveste deciso chi è il leader del campo largo». Conte insiste, sentendosi evidentemente già leader del campo largo: «Verrà il giorno, io sono sicuro che verrà un giorno in cui faremo questo confronto». E poi sul campo largo precisa: «Noi siamo disponibili a dialogare con Il Pd e con le altre forze progressiste. Se verrà fuori un’alleanza dipenderà solo dai programmi, se ci verranno scritte le nostre battaglie di sempre, dall’etica pubblica alla legalità, alla giustizia ambientale e sociale».

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Le mosse del presidente americano paiono confuse e stanno indisponendo anche il mondo Maga. Chi gestisce davvero il conflitto è Netanyahu, e Trump insegue

«Carta mutata dai giudici». Barbera scuote la politica
Auguato Barbera (Imagoeconomica)
L’intervista all’ex presidente scuote la politica. Fdi: «Ha rivelato che certe toghe sono sovversive». Gasparri: «Costituzione da svecchiare». Calenda: «Non è voto sulla Meloni».
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Soltanto Mattarella crede che la Ue abbia ancora senso
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia di consegna dell'onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa conferita dall'Università di Salamanca (Ansa)
A Salamanca Mattarella invita l’Europa a opporsi alla fine del multilateralismo. E se la prende con i sovranismi, dimenticando come è nato il diritto internazionale.

Non poteva dirlo, ma Sergio Mattarella deve averlo pensato. Ah, se a Roma ci fosse Pedro Sánchez invece che Giorgia Meloni! In un passaggio della sua lectio magistralis per il conferimento della laurea ad honorem in filologia ieri, all’università di Salamanca, ha scandito: «Senza Spagna e Italia non si può comprendere l’Europa».

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La Lagarde medita un rialzo dei tassi suicida
Christine Lagarde (Ansa)
La Bce lascia il costo del denaro invariato, ma è pronta ad alzarlo entro fine anno se l’inflazione aumenta. Decisione presa dopo un confronto con un esperto militare. La presidente poi esonda: «Imperativo ridurre l’uso dei combustibili fossili».

Christine Lagarde ha fatto la cosa che le riesce meglio: niente. I tassi restano al 2%, esattamente dove erano prima. La Bce ha parlato lasciando sullo sfondo il dubbio che preoccupa i mercati e contribuisce ad affondare le quotazioni.

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