Il Cremlino snobba l’offerta di Francesco. E Kirill lo attacca: «Usa i toni sbagliati»
  • La Russia gela il Vaticano: «Nessun accordo per un incontro». Il Patriarca: «Colloquio travisato». Critiche anche dalla Polonia.
  • Minsk dà inizio alle esercitazioni. Helsinki: «Un elicottero russo nel nostro spazio».

Lo speciale contiene due articoli.

Il tentativo di papa Francesco di aprire il dialogo con il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin è caduto sostanzialmente nel vuoto. I tempi non sono ancora maturi per arrivare a un incontro e davanti alle parole del Pontefice, che volevano aprire una breccia nel muro tra Russia e Occidente, Mosca si è chiusa a riccio.

Al desiderio di un faccia a faccia con l presidente russo ha risposto inizialmente l’ambasciatore russo in Vaticano, Aleksandr Avdeev: «In ogni situazione internazionale, il dialogo con Francesco è importante per Mosca», ha affermato il diplomatico all’agenzia russa Ria Novosti, definendo il Papa «un compagno gradito, un interlocutore desiderato».

Dal Cremlino però è arrivata subito dopo una frenata: «Non ci sono, al momento, accordi su un incontro tra il presidente russo Putin e papa Francesco», ha sottolineato il il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ricordando che le iniziative diplomatiche come quella in oggetto «passano attraverso i servizi diplomatici», e dunque nulla è stato predisposto per far diventare realtà il sogno del Papa. Del resto, Francesco era consapevole che non avrebbe ottenuto subito un risultato, ma contava di poter aprire una «finestrina» per allontanare le armi e far tornare protagonista della scena i negoziati, dopo aver provato in ogni modo, compresa la Via Crucis del venerdì santo con due donne (una ucraina e una russa) a richiamare tutte le parti al dialogo. «Ho chiesto al cardinale Parolin, dopo 20 giorni di guerra, di fare arrivare a Putin il messaggio che io ero disposto ad andare a Mosca. Certo, era necessario che il leader del Cremlino concedesse qualche finestrina. Non abbiamo ancora avuto risposta e stiamo ancora insistendo, anche se temo che Putin non possa e voglia fare questo incontro in questo momento», aveva detto il Papa nella sua intervista al Corriere della Sera. Parole che non avevano entusiasmato l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, che pur lodando le intenzioni di Bergoglio non ha mostrato alcuna fiducia nei possibili sviluppi. «Un messaggio significativo quello del Santo Padre. Peccato però che Putin sia sordo non solo alla nobile richiesta di Bergoglio ma anche alla voce della sua stessa coscienza. Coscienza? Ho citato qualcosa che non esiste», ha detto. Leggermente più positiva è stata la reazione della vicepremier ucraina, Iryna Vereshuchuk. «Saremmo ben contenti se il Papa aiutasse i colloqui tra noi e la Russia». La stessa vicepremier pone però un problema di «priorità»: «il Papa dovrebbe ascoltare le nostre ragioni di vittime aggredite». Ma la delusione più grande per il Vaticano è arrivata dalla Chiesa ortodossa russa. Il patriarca Kirill, spronato da Bergoglio in un recente incontro su Internet a svolgere un ruolo di promotore della pace nei confronti del presidente russo, pur ringraziandolo per il colloquio intrattenuto tra di loro, ha ritenuto che il Papa abbia «travisato la sua conversazione» e usato «un tono sbagliato» nel riferirla. «È improbabile che le affermazioni del Papa contribuiscano all’instaurazione di un dialogo costruttivo tra la Chiesa cattolica romana e quella russo ortodossa, in questo momento particolarmente necessario», ha detto in una nota il Patriarcato di Mosca. Papa Francesco aveva ricordato a Kirill che, tanto il Papa quanto il Patriarca, non sono chierici di Stato. «Non possiamo utilizzare il linguaggio della politica, ma quello di Gesù. Siamo pastori dello stesso santo popolo di Dio. Per questo dobbiamo cercare la via della pace, far cessare il fuoco delle armi. Il Patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di Putin». Questi i termini che hanno fatto «agitare» il Patriarca.

Le dichiarazioni di papa Francesco hanno inevitabilmente creato «schieramenti» pro e contro la sua proposta di dialogo con la Russia. Bergoglio ha incassato il consenso e l’approvazione di Fumio Kishida, premier del Giappone. I due, in un incontro tenuto proprio ieri, «si sono dimostrati uniti nella determinazione a porre fine alla tragica invasione e a ristabilire la pace». Il premier giapponese ha espresso la sua «intenzione di collaborare con la Santa Sede per realizzare un mondo senza armi nucleari», citando il messaggio di pace e l’appello all’abolizione delle armi nucleari di papa Francesco, «rimasti profondamente impressi nel cuore di molti cittadini giapponesi». Papa Francesco è stato invece criticato in Polonia per la sua posizione sulla guerra. C’è un’irritazione diffusa per la strategia del Pontefice di mantenere equidistanza tra Russia e Ucraina e per il fatto che il Papa sia stato riluttante a condannare in modo netto ed esplicito sia Putin che l’aggressione russa contro l’Ucraina.


Da non perdere

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz
Mondo

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz

A detta di Trump si svolgeranno oggi in Qatar «i colloqui voluti dal regime». Secondo Axios si tratterebbe di vertici separati tra i tecnici nemici e i mediatori del Paese del Golfo e del Pakistan. Gli ayatollah frenano: «Nessun meeting con la Casa Bianca».

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no
Geopolitica

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no

Siglato un patto quadro che però non piace ai filo-iraniani. Il presidente Aoun ha anche accolto con favore la guida di Italia e Francia nella coalizione post-Unifil. I media d’Oltralpe traducono male le parole di Meloni per metterla contro Le…