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Funerale di popolo e piazza calda. Un addio degno del miglior Bossi

Funerale di popolo e piazza calda. Un addio degno del miglior Bossi
Ansa
A Pontida l’ultimo saluto dei militanti all’Umberto, l’uomo che ha regalato un sogno al Nord. Applausi per Meloni, alte cariche presenti (ma non Mattarella). Giorgetti spegne il coro «Bruciamo il tricolore».

«Hai osato dove nessuno osava. Il tuo sogno vive». L’estremo saluto al Senatur sta tutto in questo striscione davanti al sagrato del monastero di San Giacomo a Pontida; nostalgia, tenerezza, consapevolezza di un mondo perduto. È questa la cifra più intima del «funerale di popolo» che la famiglia ha preferito contrapporre al più solenne funerale di Stato. E quando l’auto con il feretro rallenta davanti al pratone dei tuoni motivazionali, degli annunci politici e dei «vadaviaiciap» cosmici, sui 2000 fedelissimi scende un silenzio irreale. Il mezzo toscano fra le dita e la voce arrochita dall’altro mezzo, sembra di vederlo, Umberto Bossi, mentre costruisce quel sogno nei suoi 30 anni da leader della Lega.

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Ucraini assaltano il padiglione russo. Flotilla all’attacco di quello di Israele
(Ansa)
Il presidente Buttafuoco presenta la Biennale usando le parole di Mattarella: «Liberi e audaci, eccoci». Kiev ribadisce il proprio no per lo spazio dato a Mosca. Domani sceneggiata di centri sociali e pro Pal.

«Liberi e audaci. Sergio Mattarella, il capo dello Stato, ha detto chiaramente ai David di Donatello qual è il mandato del lavoro artistico e culturale: libertà e audacia. Eccoci». È stato uno dei passaggi chiave dell’intervento di Pietrangelo Buttafuoco al Teatro Piccolo dell’Arsenale durante la conferenza stampa della sessantunesima Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia.

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Ufficiale: vietato inseguire i banditi
Ansa
Indagati per omicidio colposo cinque agenti della Mobile dopo la morte di un pluricondannato: lo stavano rincorrendo lungo l’autostrada perché guidava un camion rubato, quando il pregiudicato s’è lanciato dall’abitacolo nella fuga e ha perso la vita. Qual è la colpa?

Voglio fare una proposta: sciogliamo la polizia. E già che ci siamo pure i carabinieri e gli altri corpi di pubblica sicurezza. Risparmieremmo centinaia di milioni di euro, forse addirittura miliardi, e di sicuro avremmo un vantaggio dal punto di vista del numero di processi. Non solo di quelli a carico dei delinquenti, che così potrebbero circolare indisturbati e continuare a delinquere come già fanno, ma pure quelli nei confronti degli uomini delle forze dell’ordine.

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Sempio intercettato: «Chiara mi respinse»
Andrea Sempio (Ansa)
Un anno fa una cimice nell’auto registrò l’indagato che parlava da solo e ammetteva di aver visto il video intimo con Chiara Poggi e Alberto Stasi: «Le ho detto: “Riusciamo a vederci?”. E lei: “Non voglio parlare con te”». E poi: «L’interesse non era reciproco, cazzo».

Piove su Pavia mentre Andrea Sempio entra in Procura. Guida lui. Accanto c’è l’avvocato Liborio Cataliotti. Dietro, Angela Taccia. Mancano 15 minuti alle 10. Poco dopo arriva anche Marco Poggi. Quando Sempio esce, quasi 4 ore dopo, c’è un’auto civetta dei carabinieri a proteggerlo dall’assalto di telecamere e microfoni.

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«Trevallion separati con test di disegno senza valore clinico»
Tonino Cantelmi (Imagoeconomica)
Il consulente di Nathan e Catherine, Tonino Cantelmi: «Le domande ai bambini tradotte con lo smartphone. I genitori risultati sani di mente».

Una bambina ricoverata in ospedale che rimane da sola, senza i genitori, perché qualcuno non ha voluto avvisare la mamma al telefono. Anche questo è capitato alla famiglia nel bosco, eppure le istituzioni continuano a ripetere che ora, finalmente, i tre piccoli Trevallion sono al sicuro e curati come si deve.

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