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«Il fronte del No diffonde menzogne Alla giustizia serve uno scossone»

«Il fronte del No diffonde menzogne Alla giustizia serve uno scossone»
Manifesto per il no alla riforma della giustizia (Ansa). Nel riquadro, Alfonso D'Avinio
Alfonso D’Avino, procuratore capo a Parma, smonta le falsità di chi osteggia la riforma Nordio: «Il sorteggio del Csm ridimensiona le correnti. È bizzarro sostenere che una legge costituzionale possa violare la Carta».

È bene precisarlo subito: la riforma costituzionale oggetto del referendum non è la panacea per i mali di cui soffre la giustizia e certamente non risolverà atavici problemi, quali ritardi e inefficienze dovute a carenze di personale, ovvero errori giudiziari (che ci sono sempre stati e, probabilmente, sempre ci saranno). La riforma ha l’obiettivo, limitato, di modificare alcuni assetti dell’ordinamento giudiziario. E di questo occorre discutere. I punti essenziali, come ormai i lettori hanno compreso, sono tre: la separazione delle carriere; il sorteggio per il Csm; l’Alta Corte disciplinare.

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La vera partita di Trump in Cina: un «armistizio finanziario» con Xi
Donald Trump e Xi Jinping (Ansa)
Il leader Usa che atterra domani a Pechino è indebolito dalla crisi del Golfo. Ma anche la controparte è fragile, visto il rallentamento dell’economia. In agenda, la vendita di titoli di Stato americani da parte del Dragone.
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Trump spiazza tutti: «Tregua quasi morta, ma intesa possibile». E attacca pure i curdi
Donald Trump (Ansa)
  • Dopo il no iraniano alle sue proposte per metter fine al conflitto, l’inquilino della Casa Bianca s’infuria: «Leadership indegna».
  • I nostri dragamine devono partire prima che sia firmato un accordo. Per arrivare a Hormuz servono settimane. Francesi e inglesi si sono già portati avanti.

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 12 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 12 maggio con Carlo Cambi

Giuli a rapporto da Meloni. Tante belle parole ma salta la missione a Bruxelles
Alessandro Giuli (Ansa)
Il premier convoca per un’ora il capo del dicastero della Cultura. Gli ribadisce «piena sintonia». Però lui dà buca ai colleghi europei. E presta il fianco al Pd: «Brutta figura».

Un’ora di colloquio a Palazzo Chigi per tentare di chiarirsi. Ieri il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per un confronto franco su quanto avvenuto negli ultimi giorni. Dopo le polemiche con il presidente della Fondazione La Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, circa il padiglione russo maldigerito a via del Collegio Romano, è trapelato che Giuli avrebbe firmato un decreto di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro.

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