Foto choc di soldati ucraini denutriti. Silurati i due ufficiali responsabili
Lasciati senza cibo e costretti a bere acqua piovana o a sciogliere la neve per sopravvivere: è in queste condizioni che i soldati ucraini si sono ritrovati a combattere vicino alla città di Kupiansk, nella regione di Kharkiv.
Le immagini che hanno fatto il giro del mondo mostrano quattro militari del secondo Battaglione della quattordicesima Brigata meccanizzata con gli sguardi persi nel vuoto e i corpi ridotti a pelle e ossa. L’indignazione ha costretto lo Stato Maggiore a correre ai ripari: in una nota, ha assicurato che il comandante è stato rimosso dall’incarico, un altro è stato retrocesso di grado e sarà avviata un’indagine. Nel comunicato, lo Stato Maggiore ha poi ammesso che «gli attacchi aerei e missilistici nemici sugli attraversamenti del fiume Oskil hanno notevolmente complicato il supporto logistico alle truppe intorno alla città di Kupiansk». I due ufficiali di alto rango sono stati intanto accusati di non aver informato i vertici dei problemi di approvvigionamento alimentare. Eppure, quest’emergenza si è protratta per sette mesi, in una zona in cui solo i droni possono consegnare i viveri. E se non fosse stato per i familiari dei soldati coinvolti probabilmente non si sarebbe mai saputo.
A diffondere le immagini su Threads è stata infatti la figlia di uno dei militari, Ivanna Poberezhnyuk: «Ragazzi in postazione senza cibo né acqua! Il comando non risponde. I combattenti stanno perdendo conoscenza per la fame, bevono acqua piovana. Ci sono anche problemi di connessione. Per favore, condividete queste foto». E se il comando non ha risposto, pronta è stata invece la replica del ministero della Difesa ucraino sotto il suo post: «Il comandante della quattordicesima Brigata ha preso in mano la situazione. Nonostante la complessa logistica, si sta cercando di risolvere il problema. Situazioni del genere non dovrebbero verificarsi, ma la situazione in diverse direzioni del fronte è piuttosto critica». Anche Anastasiia Silchuk, moglie di un altro soldato, ha postato le foto del prima e dopo dei militari, con i corpi robusti che sono diventati scheletrici. «Quando i ragazzi sono arrivati al fronte, pesavano oltre 80-90 chili. Ora pesano circa 50 chili», ha scritto. E spiegando che «il periodo più lungo in cui sono rimasti senza cibo è stato di 17 giorni», ha aggiunto: «Nessuno li ascoltava alla radio, o forse nessuno voleva ascoltarli. Mio marito gridava e implorava, dicendo che non c’era né cibo né acqua».
Si tratta di «una terribile vergogna gestionale» ha commentato in una nota la Task Force congiunta ucraina (Jftf), l’unità dell’esercito creata nel 2025 con lo scopo di guidare i soldati nella regione di Kharkiv. E ha sostenuto: «Questa è la conseguenza di decisioni gestionali a lungo termine a livello di corpo d’armata e della sua interazione con le unità. Allo stesso tempo, sono giunte segnalazioni secondo cui la situazione era organizzata e sotto controllo, il che, come tutti hanno potuto constatare, non corrisponde alla realtà». Stupisce però che i vertici militari non fossero a conoscenza che i soldati ucraini stessero morendo di fame, visto che Politico, già a novembre dello scorso anno, aveva parlato di «una zona grigia che si estende per circa 20 chilometri dal fronte» dove «i feriti vengono lasciati morire perché è estremamente difficile evacuarli, e rifornire le truppe al fronte con munizioni, cibo e acqua è quasi impossibile».
Chi non ha proferito parola è stato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Dopo aver ottenuto l’approvazione del prestito di 90 miliardi, che a questo punto si spera garantisca condizioni migliori ai soldati al fronte, è tornato però sul tema dell’adesione dell’Ucraina all’Ue. «Abbiamo concordato con i nostri partner di aprire tutti i canali negoziali entro il 2026, e a mio avviso questo è un obiettivo raggiungibile». Se «sul percorso accelerato per la piena adesione, le opinioni in Europa variano», si è detto certo che «l’unica cosa su cui tutti concordano è che l’Ucraina debba diventare membro dell’Unione europea».
E con le trattative per arrivare alla pace in stallo, il leader di Kiev, ha dichiarato che l’Ucraina è pronta a partecipare «a colloqui trilaterali in Azerbaigian». L’annuncio è arrivato dopo un bilaterale con il presidente azero, Ilham Aliyev. I due hanno discusso «anche degli sforzi per la pace». Su X, Zelensky ha poi precisato che «l’Ucraina e l’Azerbaigian hanno firmato sei documenti in varie aree», inclusa quella dedicata al settore militare-industriale.
Intanto aumentano le tensioni tra Bucarest e Mosca dopo la caduta di un drone russo, diretto in Ucraina, nel territorio rumeno, nel comune di Galati. I detriti hanno causato per la prima volta dei danni materiali, con oltre 200 residenti che sono stati evacuati. Il ministero della Difesa romeno ha reso noto che i suoi radar «hanno rilevato droni operanti nello spazio aereo» del Paese. «Si tratta di un atto irresponsabile e provocatorio che viola i principi fondamentali del diritto internazionale», ha affermato il ministero degli Esteri romeno. Motivo per cui ieri ha convocato l’ambasciatore della Federazione Russa a Bucarest.




