
Guardia di finanza a Cinecittà. Ma anche questa volta non è un film. Le Fiamme gialle hanno effettuato ieri perquisizioni e acquisizioni documentali negli studi della società nell’ambito di un fascicolo della Procura di Roma che mira a ricostruire i rapporti commerciali tra la precedente gestione di Cinecittà spa, la casa di produzione The Apartment srl e la controllante Fremantle Italy Group srl.
Al centro degli accertamenti (i finanzieri hanno acquisito «copia del libro giornale e sui mastrini di Cinecittà spa, con specifico riferimento all’annotazione delle fatture emesse nei confronti di The Apartment e, quindi, l’iscrizione del relativo credito, segnalando tutte le eventuali scritture successive attraverso cui il credito suddetto di Cinecittà abbia subito delle riduzioni (o azzeramenti o compensazioni), eventualmente legate sia all’emissione - come si è visto tardiva - di note di credito, sia alla stipula dei contratti di acquisizione delle percentuali dei diritti di sfruttamento commerciale delle opere») ci sono i contratti e i rapporti economici legati alla produzione della prima stagione della serie M. Il figlio del secolo, diretta da Joe Wright, tratta dall’omonimo libro di Antonio Scurati e incentrata sul primo Benito Mussolini, del film del 2024 Queer, di Luca Guadagnino, con Daniel Craig, e Finalmente l’alba, pellicola sempre del 2024 scritta e diretta da Saverio Costanzo e prodotta direttamente da Fremantle.
Nel mirino ci sono i bilanci 2022 e 2023 della spa, redatti dalla precedente gestione guidata da Nicola Maccanico, ad che si era dimesso nel 2024. I titolari dell’indagine, Giorgio Orano ed Eliana Dolce, hanno inoltre disposto l’acquisizione delle comunicazioni interne tra direzione marketing e uffici amministrativi delle società coinvolte e gli allora dirigenti di Cinecittà. The Apartment è una società del gruppo Fremantle «specializzata in produzioni di respiro internazionale». Già nell’autunno del 2025 le Fiamme gialle avevano acquisito documentazione a Cinecittà su altre produzioni, tra cui Siccità, film del 2022 di Paolo Virzì, L’immensità (2022) di Emanuele Crialese e ancora Finalmente l’alba. «Questa mattina (ieri mattina, ndr) nell’ambito del filone di indagine risalente al periodo 2022-2023 la Guardia di finanza si è presentata presso la nostra sede per acquisire documentazione necessaria ad accertamenti Cinecittà ha come sempre garantita la massima, piena e utile collaborazione», ha fatto sapere la spa in una nota.
Si tratta dell’ennesimo colpo di scena che contraddistingue la vicenda del tax credit, il meccanismo (perverso e fuori controllo) attraverso cui le case di produzione riescono a recuperare una parte consistente delle spese sostenute per produrre film, serie tv o documentari, attraverso i crediti di imposta. Il blitz della Finanza vuole rispondere a una domanda: i benefici fiscali richiesti e ottenuti dalle case di produzione sono corretti oppure possono esserci state delle irregolarità nella produzione dei documenti o nell’atto di rendicontare le spese sostenute? In parole povere, il sospetto è che alcune produzioni abbiano artatamente gonfiato i costi di produzione per ottenere maggiore tax credit. Ne è convinto, ad esempio, l’avvocato Michele Lo Foco, esperto del settore: secondo il legale, membro del Consiglio superiore dell’audiovisivo, si sarebbe creata una voragine da quattro miliardi di euro, dal 2016 a oggi, a causa della riforma del tax credit voluta da Dario Franceschini, sempiterno plenipotenziario della cultura targata Pd. Per Lo Foco, è in atto da anni quello che chiama «il sacco di Roma» ai danni dalle casse pubbliche.
La questione dei costi «gonfiati» è finita al centro anche di un’inchiesta avviata dalla Procura di Roma dopo un esposto presentato dallo stesso Lo Foco. Nel mirino del legale sono finite alcune produzioni: La chimera di Alice Rohrwacher. (3,3 milioni di tax credit), Il sol dell’avvenire di Nanni Moretti (5), L’immensità di Emanuele Crialese (6), Siccità di Paolo Virzì (4), The equilizer 3 con Denzel Washington (30 milioni), Fast and furious 10 (10), Viola come il mare (3,65) e Finalmente l’alba di Saverio Costanzo (9 milioni). Nomi che tornano e ritornano in questa storia di «bonus» dorati dati quasi sempre ai soliti noti.
Il blitz di ieri delle Fiamme gialle, come detto, ha messo al centro della scena la società di produzione The apartment. La srl, come mostra il grafico sopra, ha ottenuto negli ultimi anni qualcosa come 152 milioni di solo tax credit per le pellicole presentare al ministero della Cultura. Per vedere Daniel Craig in Queer, ha speso complessivamente oltre 54 milioni di euro nella produzione, quasi 18 milioni dei quali coperti dal generoso Tax credit piovuto dal Mic. Per Luca Marinelli nei panni di Benito Mussolini in M. Il figlio del secolo (ruolo che, a suo dire, lo ha «devastato» dal punto di vista personale ma non certo nel portafoglio o nella notorietà), l’Italia ha versato quasi 15 milioni di euro. Per i 16 episodi in due stagioni della serie tv Il Re, con Luca Zingaretti, in onda su Sky, sono finiti nelle tasche dei produttori ben 10 milioni di euro.
Niente a che vedere con le ultime due stazione de L’amica geniale: ben 30 milioni di euro di tax credit. Paolo Sorrentino con La grazia e Parthenope ha «cubato» circa 16 milioni di euro di tax credit. Ad Angelina Jolie e al suo Senza sangue, tratto da un romanzo di Alessandro Baricco, sono andati poco più di 6 milioni di euro.






