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Finalmente l'utero in affitto dichiarato «contrario all’ordine pubblico»

Finalmente l'utero in affitto dichiarato «contrario all’ordine pubblico»
ANSA

«Esprimiamo la nostra soddisfazione per la posizione del Procuratore Generale rispetto alla sua chiara condanna della pratica dell'utero in affitto finalmente indicato come contrario all'ordine pubblico». Questo dichiarano Pro Vita, Generazione Famiglia e CitizenGo Italia in una nota congiunta, appoggiando la richiesta del Pg della Cassazione circa l'annullamento della sentenza della Corte d'Appello di Trento che aveva detto sì alla trascrizione del nome del sedicente secondo padre sull'atto di nascita di due bambini nati in Canada con la tecnica della gestazione per altri.

«L'auspicio è che la Corte accolga la disposizione del Pg. Inoltre» - ha proseguito Toni Brandi, presidente di Pro Vita - «il fatto è rilevante essendoci altri conflitti aperti in ulteriori comuni. Le Sezioni Unite accogliendo i ricorsi del pg di Trento, del sindaco della stessa città e del ministro dell'Interno Matteo Salvini, detterebbero la linea da seguire: la trascrizione non è ammissibile. I primi cittadini smettano di compiere altri atti illegittimi».

Il presidente di Generazione Famiglia Jacopo Coghe risponde invece alla rete Lenford, che paventa il rischio di uno stato etico: «Si tratta di difendere il diritto dei bambini ad avere il papà e la mamma e a non essere comprati al mercato degli uteri, non è più un fatto privato dunque, ma riguarda la comunità e i diritti fondamentali dell'uomo».

Filippo Savarese, che guida CitizenGo Italia, si dice «certo che questa impostazione è anche merito di tutto ciò che le associazioni pro-family stanno facendo per sensibilizzare l'Italia, tra cui la recente campagna di manifesti di Pro Vita e Generazione Famiglia contro l'utero in affitto».

Attimi di panico nei pressi della Casa Bianca: un uomo armato ha aperto il fuoco contro gli agenti del Secret Service prima di essere ucciso. Ferita gravemente una persona presente nella zona. Giornalisti costretti a interrompere le dirette e a mettersi al riparo.
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A Milano sono 35 le aule a maggioranza extracomunitaria. Va peggio a Monfalcone: le percentuali sono oltre il 70%. Gli islamici in Italia, nel 2050, saranno il doppio.

I dati parlano chiaro: entro il 2050, i musulmani in Europa rappresenteranno almeno l’11 per cento della popolazione. Questo lo scenario ipotizzato dal centro studi americano Pew research nel caso in cui non si dovessero intensificare gli sbarchi di migranti da Paesi islamici. Nello stesso studio, inoltre, si immagina anche quale sarà la situazione in Italia. Anche in questo scenario, i dati non sono confortanti: entro il 2050, la popolazione musulmana, nel caso di alti tassi di sbarchi, dovrebbe superare il 14%. Sono trend, sia chiaro. Ipotesi che si potrebbero verificare, in meglio o in peggio, oppure no. Ma se ci guardiamo attorno possiamo già notare che, nel giro di qualche decennio, gli italiani potrebbero ritrovarsi a essere una minoranza.

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Ciriani dà una scossa sui reattori: «Nucleare, referendum inevitabile»
Luca Ciriani (Ansa)
Il ministro al Festival dell’economia: «Chiusura frettolosa, puntiamo ad avviare centrali di ultima generazione». E sulla riforma elettorale: «Serve maggioranza certa ma che non elegga da sola il presidente della Repubblica».

Nonostante quello che dicono le opposizioni, la maggioranza non sembra affatto aver paura di parlare ancora di referendum. Anzi. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in occasione del Festival dell’economia di Trento, ha spiegato che «inevitabilmente» ci sarà un referendum sul nucleare in Italia.

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