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Farsa del governo contro il 5g cinese: finge di frenare per rabbonire Trump

Farsa del governo contro il 5g cinese: finge di frenare per rabbonire Trump
Luigi Di Maio (Ansa)
Giovedì notte riunione con Giuseppe Conte, i ministri e i servizi segreti Il 28 visita di Mike Pompeo per chiederci di chiudere con Pechino.
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Board of peace, per l’Italia va Tajani. Gli Usa: «Spiacevole no del Vaticano»
Ansa
Oggi prima riunione della «creatura» di Trump, il nostro Paese rappresentato dal vicepremier: «Non si può non partecipare, si parla di Mediterraneo. E non è un comitato di affari». Le minoranze danno di matto.

È arrivato il giorno del contestatissimo Board of peace. La creatura voluta e presieduta a vita (anche oltre il suo mandato alla Casa Bianca) da Donald Trump, è pronta a fare le sue prime bracciate nuotando in mezzo a un oceano di proteste.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 19 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 19 febbraio con Flaminia Camilletti

Basta trapianti: speranze finite per il bimbo
Ansa
Per il comitato di esperti, il piccolo di due anni che ha ricevuto il cuore danneggiato non sopravviverebbe a un altro intervento. Il legale della famiglia: «La madre è rassegnata, ora è il tempo delle responsabilità». Fico incontra la donna e le promette giustizia.

È arrivata la notizia tanto attesa, ma con un esito che mai nessuno avrebbe voluto: il piccolo Domenico non è trapiantabile. Il comitato di medici, riunito all’ospedale Monaldi di Napoli, ha espresso parere negativo sulla possibilità di eseguire un nuovo trapianto sul piccolo di due anni a cui lo scorso 23 dicembre era stato trapiantato un cuore arrivato danneggiato. Nella tarda mattinata di ieri, un’equipe formata da massimi esperti arrivati da tutta Italia ha valutato le condizioni del bimbo e la predisposizione a un nuovo trapianto, considerando che da oltre cinquanta giorni è collegato all’Ecmo, una macchina che garantisce il supporto extracorporeo alla funzione cardiaca.

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IL SIGNOR NO
Sergio Mattarella (Getty Images)
Mattarella si presenta (a sorpresa) al plenum del Csm e lo difende: «Serve rispetto per questa istituzione». Dietro le parole felpate l’attacco a Nordio (che abbozza) e soprattutto la discesa in campo del Colle sul referendum.

C’è stato un tempo in cui il presidente della Repubblica minacciava di mandare i carabinieri a Palazzo dei Marescialli. Un reparto in assetto antisommossa al comando di un generale di brigata schierato in piazza Indipendenza, a Roma, di fronte alla sede del Consiglio superiore della magistratura, pronto a intervenire nell’aula nel caso in cui il Csm avesse deciso di tenere una seduta per censurare l’operato del presidente del Consiglio. Naturalmente, il capo dello Stato che ha avuto il coraggio di contrapporsi così perentoriamente alla deriva politica dell’organo di autogoverno delle toghe non è Sergio Mattarella, ma Francesco Cossiga.

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