{{ subpage.title }}

True

Erwin Olaf, in memoriam. Una grande retrospettiva a Brescia

True
Erwin Olaf, in memoriam. Una grande retrospettiva a Brescia
Erwin Olaf. Paradise Portraits, Gwenn, 2002. Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia-Porto Cervo, IT)

Grande e indimenticato fotografo olandese prematuramente scomparso nel 2023, anticonformista e versatile, a Erwin Olaf e alla sua vasta produzione artistica la Paci Contemporary Gallery di Brescia dedica una retrospettiva (sino al 30 settembre 2025) di oltre 80 immagini, summa di una carriera lunga quattro decenni.


Libero e fuori dagli schemi, ciò che più ha caratterizzato l’arte e la vita di Erwin Olaf (pseudonimo di Erwin Olaf Springveld) è stata - per sua stessa ammissione - la difesa e la rappresentazione della « diversità in tutte le sue forme».
Nato a Hilversum, Paesi Bassi, nel 1959, studi di giornalismo e poi la scelta di diventare solo ed esclusivamente fotografo, una vita segnata da una grave malattia polmonare che lo porterà, nel 2023, ad una morte prematura, Olaf ci ha lasciato una svariata serie di ritratti, potentissimi autoritratti (alcuni audaci e provocatori ed altri venati da una sottile malinconia), famose campagne pubblicitarie per altrettanto famosi brend (da Levi’s a Bottega Veneta passando per Diesel e Nokia) e anticonvenzionali scatti scenici e di interni, con soggetti spesso bizzarri e contemplativi, calati in realtà atemporali e perfette, in spazi e tempi indefiniti: «È bello rinchiudere le persone in un mondo molto formale in cui tutto è quasi perfetto e poi rompere qualcosa. Poi hai il tuo dramma».

Attivista convinto e molto vicino alle comunità LGBTQ di Amsterdam (e non solo), con il suo stile patinato ed elegante Olaf ha immortalato spesso diseredati e « diversi», e anche sè stesso, a volte scioccando (come nel suo famoso autoritratto con il volto coperto di sperma…), a volte commuovendo, come in quei meravigliosi self-portraits in cui si ritrae nel volto e nelle vesti di un mesto Pierrot, consapevole della sua fine imminente.

Artista dalla cifra stilistica inconfondibile, mix di provocazione, satira, ironia, erotismo e dolcezza, Olaf è stato anche ritrattista della famiglia reale olandese e nel 2023, pochi mesi prima della sua scomparsa, il re Willem-Alexander lo ha insignito della prestigiosa medaglia d’onore per l’arte e la scienza dell’Ordine della Casa d’Orange.

E per celebrare il monumentale contributo che Olaf ha dato al mondo della fotografia e delle arti visive in generale, la Paci Contemporary Gallery di Brescia ha allestito nei suoi spazi una retrospettiva di grande impatto visivo, straordinario viaggio per immagini nell’intera produzione fotografica di Olaf , genio artistico indiscusso ma anche attivista impegnato in prima linea nella lotta per l’uguaglianza, la libertà di parola e la diversità.

IN MEMORIAM: ERWIN OLAF 1959-2023, la mostra

Realizzata in collaborazione con lo Studio Olaf (diretto da Shirley den Hartog, braccio destro dell’artista e sua storica manager) e con la Fondazione Erwin Olaf, «In Memoriam» attraversa tutta la parabola artistica di Olaf, dalle opere degli esordi (a partire dal famoso e premiato «Chessmen», la serie di foto in bianco e nero raffiguranti figure umane in pose surreali e erotiche, che riproducono i pezzi di una scacchiera) fino agli ultimi progetti, fra cui spiccano April Fool, interpretazione artistica del «pesce d'aprile» del 2020, ovvero la pandemia da Covid-19 e Im Wald, la prima serie di immagini realizzata esclusivamente in esterni, nella bellezza delle Alpi bavaresi e austriache. Ma in perfetta sintonia con la filosofia artistica di Olaf, Im Wold non è un solo un «banale» reportage di foto paesaggistiche, ma una profonda riflessione su diverse problematiche globali, tra cui il cambiamento climatico, la voglia di viaggiare, l'immigrazione, le pandemie, l’impatto della natura sulle nostre vite.

Come accade per tutti gli artisti, le immagini di Olaf (che definire scatti mi sembra troppo limitativo…), con quelle atmosfere ambigue e nostalgiche, così statiche e perfette, a tratti inquietanti, possono piacere o no, ma guardando le sue opere è necessario andare «oltre l’immagine » per cogliere quel messaggio emotivo e sociale che sta alla base di tutta la sua arte. E la mostra di Brescia, che parte dall’attivismo visivo documentaristico e provocatorio delle prime opere, sino ad arrivare alla sua fotografia più riflessiva e tecnicamente costruita, ma pur sempre impegnata, permette al visitatore di cogliere appieno questo messaggio.
Prima di chiudere, per chi visiterà la mostra, vorrei segnalare una delle mie immagini preferite , straordinario esempio di fascino, equilibrio ed eleganza perfetta: l’opera si intitola Het Nationale Ballet – Het Zwanenmeer 2 ed immortala la ballerina russa Anna Tsygankova colta in tutta la sua aristocratica eleganza, in un tutù che è una nuvola di tulle nero…




Erwin Olaf. Hope, The Kitchen, 2005. Courtesy Paci contemporary gallery (Brescia-Porto Cervo, IT

Goleade, difese nulle, zero strategia. È spettacolo o rischiamo il circo?
Ousmane Dembele (Ansa)
Il primo atto della semifinale Champions Psg -Bayern (5-4) è stato uno show d’attacco definito «memorabile». Occhio però: l’estremismo offensivo, se diventa la regola, potrebbe farci annoiare. Proprio come il catenaccio.

Immaginate un individuo condannato, per qualche beffa del destino, a ricordare ogni singolo dettaglio di tutto ciò che vive senza riuscire a separare gli eventi salienti da quelli marginali. Il pover’uomo condurrebbe un’esistenza folle, non distinguerebbe le cose, e si ritroverebbe, nel giro di qualche anno, steso in un letto e inebetito. Succede a Funes El memorioso, personaggio raccontato dal genio argentino di Jorge Luis Borges, uno che sta alla letteratura come Lionel Messi al pallone.

Continua a leggere Riduci
Kalpakkam e la strategia nucleare dell’India
Ggli impianti nucleari indiani di Kalpakkam (Getty Images)
Il reattore autofertilizzante segna una svolta per Nuova Delhi: meno dipendenza dall’uranio, più autonomia energetica e tecnologica. Un modello costruito in decenni che rafforza il peso geopolitico indiano mentre l’Europa resta in bilico sul nucleare.
Continua a leggere Riduci
Il mito della solidità economica della Germania messo a dura prova: Volkswagen e Bmw perdono terreno rispetto ai competitor cinesi. Bene invece l’industria pesante e il risparmio previdenziale.

Il mito della Germania «formica», custode dell’ortodossia fiscale e per anni asse portante dell’economia europea, si è incrinato sotto il peso di trasformazioni strutturali che il mercato ha a lungo sottovalutato. Dietro la narrativa resiliente del «Made in Germany», emergono segnali chiari: perdita di competitività industriale, vulnerabilità energetica e ritardi strategici in settori chiave come l’automotive.

Continua a leggere Riduci
L’unico fascismo in vita si è travestito da antifascismo
Stalin (Ansa)
La nostra Costituzione ha la colpa di non essere anticomunista: per questo motivo non riesce a difenderci dagli assalti alla libertà.

Nella saga di Harry Potter, l’Oscuro Signore riesce a sottrarsi alla morte frammentando la propria anima e nascondendola in oggetti malefici, gli Horcrux. Questa immagine letteraria può essere evocata, in senso metaforico, per riflettere su alcune dinamiche della storia contemporanea.

Continua a leggere Riduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy