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Restano 24 ore per evitare la paralisi

Persino chi accusava i critici di strizzare l'occhio ai no vax si sta rendendo conto che l'inaudito provvedimento del governo porta a sbattere e bisogna trovare una soluzione prima che sia troppo tardi. Come? «Tamponi gratis per tutti». Non è detto che basti. Portuali e camionisti non cedono: «Ritirate subito il green pass o blocchiamo il Paese».
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Fdi: «In Cassazione tifano per il No». La replica: «Illazioni intollerabili»
Alfredo Guardiano
Lite tra destra e Corte. Bignami: «Magistrati di parte». L’Anm: «Attacchi inaccettabili».

La riformulazione del quesito referendario sulla giustizia, decisa dall’Ufficio centrale della Corte di Cassazione con un’ordinanza di 38 pagine, non è rimasta confinata nelle stanze ovattate della tecnica elettorale. È diventata, nel giro di poche ore, un caso politico e istituzionale. Che ruota attorno a un’accusa precisa del centrodestra: nel collegio della Cassazione ci sarebbe una sensibilità politica riconoscibile e apertamente schierata sul fronte del No.

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Il governo sventa il golpe dei giudici sul referendum con l’ok di Mattarella
Sergio Mattarella (Imagoeconomica)
Con un cdm d’urgenza, l’esecutivo ha integrato il testo del quesito. Sinistra isterica scontentata dal Colle, che ha firmato il decreto confermando le date del 22 e 23 marzo.

Cambia il quesito ma non la data: il Consiglio dei ministri, riunitosi ieri, «vista l’ordinanza dell’Ufficio centrale per il Referendum comunicata il 6 febbraio 2026, ha deliberato di proporre al presidente della Repubblica, per l’adozione del relativo decreto, di precisare il quesito relativo al Referendum popolare confermativo già indetto con il decreto del 13 gennaio 2026 nei termini indicati dalla citata ordinanza, fermo restando lo stesso decreto».

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Mai dire Blackout | Project Vault, all-in sulle terre rare

Russia e Iran, eccesso di petrolio. Rame, tregua dopo i record. Project Vault, sulle terre rare gli USA come la Cina. GNL USA, la Germania cerca alternative.

Fuochi ad altezza uomo dai No Giochi. La polizia risponde con gli idranti
Ansa
Sette fermati al corteo di Milano. L’evento sportivo è un pretesto per i soliti pro Pal.

Doveva essere il corteo contro le Olimpiadi «più insostenibili di sempre», ma la manifestazione andata in scena ieri a Milano è finita per scivolare rapidamente nell’ennesima piazza pro-Palestina, con i Giochi ridotti a semplice cornice e gli slogan ripetuti come un riflesso automatico. Nel finale la tensione è salita: dai manifestanti è partita una pioggia di petardi, pietre, fumogeni e fuochi d’artificio ad altezza d’uomo contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e con gli idranti schierati a protezione dei blindati.

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