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E Giavazzi compie un’altra giravolta

E Giavazzi compie un’altra giravolta
Francesco Giavazzi e Mario Draghi (Ansa)
Sul «Corriere» l’economista vicino a Mario Draghi loda spesa e investimenti, ovvero ciò che chiede Donald Trump. Quando il bocconiano faceva il contrario, però, lui lo difendeva.
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Stefano Zenni, musicologo e direttore artistico del Torino Jazz Festival, presenta la nuova edizione della kermesse (dal 25 aprile al 2 maggio) concentrandosi su tre giganti come Franco D'Andrea, Bill Frisell e Norma Winstone.

«Tregua di Pasqua». Kiev non si fida
(Ansa)
Putin offre una pausa per le feste ortodosse. Mosca precisa: «È soltanto simbolica». Dmitriev negli Usa per accordi economici. Zelensky recrimina per l’addio al nucleare.

Il cessate il fuoco annunciato dal presidente russo, Vladimir Putin, in occasione della Pasqua ortodossa viene presentato dal Cremlino come una misura limitata e di carattere esclusivamente umanitario. Mosca insiste sul fatto che non si tratta dell’avvio di un negoziato, ma di una pausa simbolica legata alla festività.

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Il Papa fa smorzare il caso Avignone ma tuona sui cristiani discriminati
Leone XIV (Ansa)
Il Vaticano confuta la «narrazione» dell’incontro al Pentagono, però solo l’ambasciatore di Trump nega le minacce al Nunzio. Prevost denuncia la «blasfemia della guerra» e invoca libertà di fede in Terra Santa.

«La narrativa offerta da alcuni organi di stampa non corrisponde affatto alla verità». La nota diffusa ieri dalla sala stampa vaticana sembrerebbe chiudere il caso delle minacce del Pentagono all’ex Nunzio apostolico negli Stati Uniti, il cardinale Christhophe Pierre, scoppiato dopo le rivelazioni di Mattia Ferraresi su The Free Press.

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Netanyahu non perde il vizio: altri attacchi in Libano
Attacco israeliano nel Sud del Libano il 10 aprile 2026 (Ansa)
Israele, malgrado il pressing della Casa Bianca e l’ok ai negoziati diretti con Beirut, sgancia ancora missili sul Paese: «Siamo in guerra. Colpiti terroristi». Martedì il primo incontro a Washington. Hezbollah al governo libanese: «Basta concessioni gratuite al nemico».

Nessun cessate il fuoco, ma uno stato di guerra, questa è la fotografia della situazione in Libano stando alle parole del generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane. Tutto mentre continuano incessantemente le operazioni dell’esercito di Tel Aviv che ritengono il Paese confinante come il loro principale teatro operativo.

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Le Firme

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