Domiciliari per l’omicida di Cerciello
Gabriel Christian Natale Hjorth a processo (Ansa)
Dopo la riduzione della pena, Gabriel Hjorth incassa la possibilità di scontarla a casa della nonna a Fregene. L’ira della vedova del militare. Maurizio Gasparri: «Ispezione in tribunale».

Seconda sezione penale della Corte d’assise d’appello di Roma è stata depositata ieri mattina e subito il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri ha chiesto al ministro della Giustizia un’ispezione degli uffici. I contenuti dell’ordinanza stridono con la linea dura genovese che applica la stessa misura (gli arresti domiciliari) al governatore Giovanni Toti (indagato solo per una ipotizzata corruzione). Per lo studente condannato è stata disposta come unica misura di controllo il braccialetto elettronico e come unico divieto quello di comunicare all’esterno. La reazione della moglie di Cerciello Rega (ucciso la notte del 25 e il 26 luglio 2019 con undici coltellate inferte, ha stabilito il processo, da Finnegan Lee Elder, che con i vari bonus è stato condannato a 15 anni e 2 mesi) è stata dura: tramite il suo legale, l’avvocato Massimo Ferrandino, Rosa Maria Esilio fa sapere di essere rimasta «sconvolta»: «Come sua abitudine», spiega l’avvocato, «non intende commentare, ma è pervasa da un profondo senso di sfiducia». Ma c’è un altro punto che evidenzia il legale: «Non conosciamo ancora le motivazioni che la corte ha preso per ridurre drasticamente le pene ai due americani e già uno dei due viene mandato ai domiciliari nella splendida cornice di Fregene. Cerciello Rega, valorosissimo servitore di Stato, è morto sotto i colpi di undici coltellate ma è evidente che non si era inteso che i fendenti terminassero il 26 luglio di cinque anni fa. Viene piuttosto voglia di pensare che ci sia una giustizia al contrario». Ed è difficile descrivere il percorso giudiziario dei due studenti senza immaginarlo a maglie larghe. Nel processo di primo grado i due imputati sono stati condannati all’ergastolo.

Ma già in appello la pena è stata rivisitata al ribasso: 24 anni per Elder e 22 per Hjorth. La Corte di cassazione ha poi abbattuto le circostanze aggravanti e disposto un nuovo processo d’appello, che ha permesso agli imputati di accedere al rito abbreviato. Risultato: 15 anni a Elder, 11 e 4 mesi a Hjorth, con la possibilità, a questo punto, di lasciare la cella. I giudici hanno considerato «il periodo di custodia già sofferto a far data dal 27 luglio 2019, pari, a quasi la metà della pena complessivamente irrogata». Poi hanno sottolineato che si tratta «di imputato incensurato e di giovanissima età». Ma anche che l’imputato avrebbe documentato un percorso di recupero «sviluppatosi positivamente sia sotto il profilo trattamentale che sotto quello universitario». Per il pericolo di fuga, infine, i giudici ritengono che sia sufficiente togliere a Hjorth il passaporto.

E mentre dall’opposizione Devis Dori di Alleanza dei verdi e sinistra rivendica che «è stata applicata la legge», Gasparri, con parole molto dure, pretende un’ispezione ministeriale: «Nonostante il fatto che questo americano non abbia risarcito in alcun modo i familiari di Cerciello, è stata disposta l’uscita dal carcere. Si tratta di una decisione vergognosa, che offende tutto il popolo in divisa, che mortifica l’Arma dei carabinieri, che offende la famiglia Cerciello e che indigna tutti i cittadini onesti». E ha definito «sconcertante» la decisione dei giudici. «Quanto vale la vita di un carabiniere ucciso con undici coltellate?», si è chiesto invece il deputato leghista Rossano Sasso, pure lui intenzionato a depositare una interrogazione al ministro Carlo Nordio. «In Italia, per certa magistratura», ha commentato Sasso, «si possono uccidere i servitori dello Stato e pagare con qualche anno ai domiciliari. Il mondo al contrario, per davvero».

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