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A Distopia c’è un Drago che rende folli i giudici

A Distopia c’è un Drago che rende folli i giudici
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Nel mio nuovo romanzo fantapolitico le forze dell’ordine si piegano all’ingiustizia ma vengono salvate dai figli.

Sono una scrittrice di libri bellissimi (tra i miei innumerevoli pregi c’è anche l’assoluta mancanza di falsa modestia; oltretutto uno scrittore deve credere in quello che scrive, altrimenti vuol dire che i suoi libri sono alberi inutilmente abbattuti). Anche come medico sono bravina ed è per questo che mi sono guadagnata una gloriosa radiazione.

Fino a ora i miei generi letterari preferiti sono stati fantasy e romanzo storico. Ho deciso di cimentarmi nel romanzo distopico, fantapolitico. Il titolo è «La rivolta». È ambientato a Distopia, una Repubblica bellissima, il Paese più bello del mondo, che nasce su un territorio non solo magnifico, ma anche incredibilmente vario, essendo una lunga penisola. Il clima è mite. Le opere d’arte sono le più belle. La cucina è la migliore del pianeta. Nella Repubblica di Distopia, non solo i confini non son guardati ma addirittura, con il denaro dei dissanguati contribuenti, si importano migliaia e migliaia di stranieri di una religione diversa e molto aggressiva, che odiano gli abitanti di Distopia, che li aggrediscono, li rapinano, li deridono, li uccidono a colpi di machete, di coltello e di piccone. I crimini sessuali non si contano.

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Dal 1° giugno gli automobilisti potranno ottenere un rimborso del pedaggio autostradale in caso di blocchi del traffico o ritardi causati dai cantieri. La misura attua una delibera del 2025 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art).

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La Milano «green» trascura il verde. Sfalci ridotti e parchi come giungle
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Proteste contro la politica di Beppe Sala. Un consigliere municipale sfoggia il decespugliatore.

Come mascherare la volontà di risparmiare sulla manutenzione del verde? Semplice, spacciare le erbacce incolte per una scelta green. È quanto è stato escogitato dalla verdissima giunta comunale di Milano che, alla fine di aprile 2025, aveva comunicato di aver deciso il raddoppio delle «aree a sfalcio ridotto», ovvero le zone verdi in cui l’erba «sarà mantenuta più alta» rispetto alla decenza: sono passate, infatti, da 54 a 111, «distribuite in tutti i Municipi per un totale di circa 1,8 milioni di metri quadrati sui 19 milioni gestiti direttamente dal Comune».

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«Permesso di soggiorno e cittadinanza sono un atto di fiducia degli italiani nei confronti di chi arriva. Chi commette reati deve poter perdere questa fiducia: permesso di soggiorno a punti come la patente, per chi delinque via i documenti e si ricomincia da capo».

Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, a margine di una cena elettorale a Macerata a sostegno del sindaco uscente Sandro Parcaroli, commentando i fatti avvenuti a Modena, dove un giovane di origine marocchina ha investito diverse persone causando vari feriti, alcuni in gravi condizioni. «L’integrazione per molte seconde generazioni è un fallimento», ha aggiunto il leader della Lega.

Beffa alluvionati: donazioni ferme in Regione
Alluvione in Emilia Romagna (Getty Images)
Dei 50 milioni di erogazioni liberali inviate da privati nel 2023, 14 sono stati stanziati per aiutare i cittadini colpiti a comprare dispositivi di protezione per le case. Ora, però, i rimborsi vengono negati per ragioni assurde. Risultato: solo 2,4 milioni elargiti.

Quattordici milioni di fondi devoluti come donazioni alla Regione Emilia-Romagna, dopo l’alluvione di maggio 2023, stanziati in un bando (a ottobre 2024) per aiutare i cittadini colpiti dal maltempo ad acquistare dispositivi di protezione passiva. Tre anni dopo, sono stati erogati solo 2,4 milioni, appena il 17% del denaro a disposizione. Interamente coperto, come detto, grazie alle generose donazioni di privati cittadini. Già questo, prima ancora di scendere nel dettaglio, sarebbe sufficiente a certificare l’ennesimo fallimento di una Regione che non perde occasione di lamentarsi con il governo per l’insufficienza dei finanziamenti concessi.

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