Andrea Crisanti: «Con Salvini al governo avremmo 300.000 morti». Assurdo: i risultati italiani rispetto agli altri Paesi sono impietosi.

Ma cosa sta prendendo agli scienziati, oggigiorno? Sembrano tutti impazziti a far la gara a chi la spara più grossa. Ma perché, Dio santo, cosa vi spinge a dequalificarvi così. Moriremo tutti, ma il nostro nome, se macchiato, lo rimarrà per sempre. Il nostro nome è forse più importante della nostra stessa vita: caduca questa, indelebile quello. Il dottor Andrea Crisanti avrebbe affermato che «con Matteo Salvini al governo in Italia ci sarebbero stati molti più morti da Covid», 300.000, dice. Perfino al bar dello sport gli avrebbero obiettato: e come lo sai? Mettiamo la cosa in modo più aulico e tecnico.

Una caratteristica del metodo scientifico è che esso accetta come indagabili – figurarsi poi come vere – solo le affermazioni falsificabili. Cioè quelle affermazioni per le quali si possa immaginare un esperimento che consenta di stabilire che l’affermazione sia, eventualmente, falsa. Per esempio: «Le pietre hanno pensieri, ma non possono comunicarceli», per la scienza non è un’affermazione falsa ma è semplicemente estranea al metodo scientifico, e la scienza su essa non ha nulla da dire. E, naturalmente, non v’è alcun esperimento che consenta, eventualmente, di falsificare l’affermazione di Crisanti, giacché non possiamo portare indietro le lancette dell’orologio e affidare a Salvini il governo per vedere che succede. Stupisce che Crisanti, che dice di essere scienziato, abbia proferito quella frase.

Ciò detto, forse non tutto è perduto. Non dico per definire in modo inequivocabile che con Salvini al governo ci sarebbero stati più decessi da Covid (men che meno 300.000, cioè addirittura quasi il doppio degli attuali 170.000). Ma per almeno valutare la plausibilità della frase di Crisanti. Anzi delle due frasi del dottore, che avrebbe anche detto che, in caso di recrudescenza del virus, bisogna metter in conto di ripetere le restrizioni già vissute.

Il fatto è che se guardiamo in che posizione si trova l’Italia in ordine al numero di decessi da Covid per milione d’abitanti rispetto ai Paesi del mondo con più di dieci milioni d’abitanti, il nostro Paese è ai primissimi posti, l’ottavo per la precisione. Non sembra che l’assenza di Salvini abbia giovato molto, nevvero dottor Crisanti?

Se ora riconsideriamo gli otto Paesi con performance globale peggiore e consideriamo i loro decessi per milione d’abitanti della sola ultima settimana, fino al giorno in cui Crisanti ha parlato, risulta che, dopo la Grecia, l’Italia è la peggiore del mondo. Mi spiace, dottor Crisanti, che in questo momento lei senta che avrebbe preferito ingoiarsi la lingua ma, come detto, non si riportano indietro le lancette dell’orologio.

E veniamo alla seconda frase di Crisanti, quella secondo cui rinnovate restrizioni potrebbero essere necessarie. Frase che lascia presupporre che i lockdown e il greenpass abbiano avuto efficacia e che senza di essi le cose sarebbero state peggiori. Affermazione sembrerebbe non falsificabile se non fosse che il caso vuole che v’è un Paese – la Svezia – che ha scelto di vivere quasi come se non ci fosse stata alcuna pandemia: niente lockdown, e tutto al motto «ognuno sia poliziotto di sé stesso».

L’evoluzione temporale dei decessi per milione d’abitanti della Svezia è confrontata nel terzo grafico con quella dell’Italia, della Ue e della Sud Corea. Questo grafico dimostra in modo inequivocabile che i lockdown dell’Italia e del resto della Ue, men che meno il greenpass, non hanno salvato alcuna vita umana, visto che in Svezia vi sono stati, per milione d’abitanti, meno decessi che in Ue e, in particolare, in Italia (che comunque ha fatto peggio di tutti).

Ci tengo sempre a includere i dati della Sud Corea perché questo Paese – che al 26 febbraio 2020 aveva lo stesso numero (12) di morti (e comparabile numero di contagi) dell’Italia – ha saputo contenere la pandemia egregiamente e rapidamente. E con professionalità: quella che è mancata al nostro governo giallorosso, che ha 170.000 morti sulla coscienza.

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