Dal solito Damilano alle drag queen. Blindato anche il fortino della Rai
Bianca Berlinguer resiste agli attacchi dem. L’attore Marco Giallini demolisce i nuovi palinsesti.

Cartabianca è salva. Il caso Orsini, le polemiche sollevate dal Pd- troppi ospiti critici nei confronti della politica di sostegno al governo ucraino – non hanno determinato lo scenario che si temeva. Bianca Berlinguer, che alcune voci davano a rischio rimozione dall’informazione di Rai 3, è stata invece confermata nel ruolo di conduttrice e il suo programma ricollocato nella stessa fascia di sempre. Cartabianca, come Report e Porta a Porta, è stato definito uno dei «punti di forza» dell’approfondimento Rai, e le voci della primavera passata sono state dimenticate. «Il futuro di Cartabianca? Non ne ho io la responsabilità, ma Antonio Di Bella. Ciò detto, Bianca Berlinguer è un valore per noi», ha argomentato Carlo Fuortes, amministratore delegato della Rai, quando ieri nel corso della canonica presentazione dei palinsesti autunnali è stato interrogato in proposito. «Io farò quello che ho sempre fatto», ha spiegato allora Di Bella, direttore della sezione Approfondimento, promettendo pluralismo: «Nessuna censura, non togliere voci, ma aggiungerle».

Accanto a Cartabianca, dunque, nell’offerta Rai troveranno spazio nuovi format e nuovi – per così dire – volti. Marco Damilano, che un Fuortes pungolato al fianco ha definito «professionista straordinario, il giornalista più adeguato ad assolvere questo compito», terrà su Rai 3 una striscia quotidiana, Il Cavallo e la Torre, per raccontare in dieci minuti il fatto del giorno. «Non è un interno Rai», ha detto a chi gli chiedesse perché mai la scelta fosse ricaduta su Damilano, «ma non ci trovo nulla di strano». E poi via, a cancellare gli imbarazzi con altri annunci. Ilaria D’Amico, Rai 2 e Che c’è di nuovo, un «talk delle idee» per analizzare le novità – politiche, sociali, culturali – della settimana. Giancarlo De Cataldo, pronto a dipingere con Tempo e Mistero (Rai 1) un quadro del Paese attraverso i casi criminali che più lo hanno segnato. Alessia Marcuzzi e Alessandro Cattelan, scelti per restituire certezze a una rete, Rai 2, in «crisi d’identità», come l’ha definita la direttrice daytime Simona Sala.

Nel corso dei palinsesti, dove pure è stato annunciato il ritorno di Elisa Isoardi con quella che (sulla carta) pare una versione edulcorata di C’è posta per te, tante parole sono circolate. «Boomer», l’orrendo neologismo che ha dato il nome al nuovo programma della Marcuzzi, Boomerissima. «Tiktoker», «influencer», «innovazione», «social», «tradizione». «Di fronte a noi, c’è un panorama che muta e la Rai deve tornare ad avere il ruolo che aveva negli anni Cinquanta e Sessanta», ha sentenziato Fuortes, parlando di servizio pubblico, di una necessaria interpretazione della realtà. Obiettivo, questo, che (sulla carta, di nuovo) si è però tradotto nella realizzazione di progetti che altrove sono ormai cosa vecchia. L’ad ha promesso un talent show a tema drag queen (Non sono una signora), giochi in cui membri di una stessa famiglia si scambino i ruoli (Nei tuoi panni), ha confermato Drusilla Foer e il suo almanacco e affidato a Cattelan la seconda serata di Rai 2. Nessuna novità per Cattelan, il cui show manterrà il nome che aveva su Sky, Epcc.

I malumori comunque non sono mancati e in serata è arrivato il giudizio caustico dell’attore Marco Giallini. «Rocco Schiavone su Rai 1? Non la trovo una scelta giusta, è una serie trasgressiva. Rai 1 non la vedo mai, fa cose che non mi fanno impazzire».

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