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Da Ue e Onu atti di vandalismo contro gli Usa

Da Ue e Onu atti di vandalismo contro gli Usa
New York, 2 giugno (Ansa)
Josep Borrell detta la politica estera di Bruxelles mimando quella di Pechino: «Siamo inorriditi per la morte di Floyd». Berlino va in scia: «Proteste legittime». Smontato anche il G11: «No aperture alla Russia». E pure le Nazioni Unite infieriscono: «Razzismo endemico».
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Madre strangola la figlia e si impicca. Corpi trovati dalla sorella maggiore
Una delle salme viene portata via, all'esterno della palazzina dove una donna e la figlia sono state trovate morte, in via Domodossola, a Torino, 21 giugno 2026 (Ansa)
Choc a Torino: la donna, di origini romene, ha ucciso la bambina di 13 anni e poi si è suicidata. La vittima era ancora agonizzante quando la diciannovenne, ora ricoverata, è rientrata in casa e ha chiamato i soccorsi.

Una foto dei nonni con le due ragazze durante un compleanno. Una con lei abbracciata alla figlia più grande e un porto con le barche attraccate sullo sfondo.

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Così organizzavano dalla Serbia l’arrivo di clandestini in Italia
Profughi dinanzi muro ungherese, 16 settembre 2015 (Ansa)
Obiettivo: rifornire di manodopera irregolare il distretto del pronto moda e altre città. Al vertice del sistema c’era il cinquantenne Pan Keke. Che teneva le fila dei rapporti con gli imprenditori asiatici del settore tessile.

Il suo nome era già comparso in numerose inchieste giudiziarie, soprattutto nel Veneziano. Pan Keke, cinquantenne conosciuto anche con il nome di «Luca», era stato indicato dagli investigatori come uno dei protagonisti di un sistema che aveva trasformato una strada di Mestre in un punto di riferimento per attività legate alla prostituzione e ai centri massaggi

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Le «banche fantasma» cinesi collegano in tutta Europa mafie e trafficanti di droga
Pechino (iStock)
Una recente indagine a Prato ha messo in luce un sistema di reti finanziarie parallele, che regolano i pagamenti senza spostare denaro. Sulla base della fiducia tra i membri.

Per gli investigatori non si trattava di una semplice rete di riciclaggio, ma di una vera e propria infrastruttura finanziaria parallela capace di mettere in comunicazione organizzazioni mafiose italiane, narcotrafficanti internazionali e una parte del tessuto imprenditoriale cinese del distretto tessile di Prato.

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Se l’autore «sessista» è un loro amichetto i censori woke scoprono la privacy
MIchele Serra (Ansa)
Michele Serra e Aldo Cazzullo difendono Michele Mari, accusato di «lesa Murgia». Lo farebbero con tutti? Intanto lo Strega lo tiene in gara.

Le terribili parole sessiste sarebbero state udite dalla scrittrice Teresa Ciabatti, e - vere o meno - sono finite sui giornali. «Non ho mai parlato dell’aspetto fisico di Michela Murgia, né mi sarei permesso», dice Mari a Repubblica. Il tribunale woke, però, è apparentemente inflessibile.

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