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2021-06-06
Cuciniamo insieme: tortino di alici
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Siamo stati in Cilento e lì a Marina di Pisciotta ci sono ancora gli ultimi pescatori con la rete di menaica. E una rete galleggiante a maglia larga che cattura solo le alici di grande taglia che vengono di fatto addormentate. Le carni sono così sode, conservarle sotto sale all'antico uso è facile e offre gustosa mensa. Ma noi abbiamo approfittato di quelle fresche – l'alice è un tesoro nutrizionale: omega tre, sali minerali, proteina nobile costa due soldi e deve essere per forza fresca - e per dare sfogo alla mediterraneità (qui tra Acciaroli e Pollica Ancel Kyes codificò la dieta mediterranea semplicemente osservando cosa mangiavano quelli che da millenni vi risiedono eredi dei focesi, dei lucani, degli spartani) vi abbiamo aggiunto pomodori, olio extravergine (quello da oliva pisciottana è eccellente) e una citazione di mozzarella di bufala. Ne esce un gioiello che racconta della nostra origine.
Ingredienti (per quattro tortini piccoli) - Se li trovate 200 grammi di taralli napoletani (quelli con le mandorle e già pepati) oppure 150 grammi di taralli all'olio extravergine di oliva più una decina di mandorle o di pistacchi, 400 grammi di alici freschissime, 200 grammi di gamberetti, 200 grammi di pomodorini tra rossi e gialli, 4 fette di pane raffermo piccole, 150 grammi di mozzarella di bufala, due spicchi d'aglio, 4 o 5 foglie di basilico, almeno 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b.
Procedimento - Per prima cosa realizzate la panure passando al mixer i taralli (se del caso aggiungete le mandorle o i pistacchi). Ora diliscate le alici e pulite i gamberetti, tagliate a metà i pomodorini e metteteli a prendere calore in una padella con due spicchi d'aglio in camicia, un po' di olio extravergine di oliva. Una volta che i pomodori si sono appassiti aggiungete i gamberetti, un paio di foglie di basilico sminuzzate (meglio con le mani) e fate prendere calore. Eliminate l'aglio spegnete il fuoco. Ora ungete quattro stampini da tortino con l'olio extravergine di oliva e poi fate aderire bene sui tortini la panure. Semplicemente mettendola in uno stampino girando e rigirando finché la panure aderisce bene e scaricando l'eccesso in un altro stampino fino ad avere foderato bene tutti gli stampini. Ora sistemate negli stampini le alici partendo dal centro e adagiandole a raggera ai lati così da foderare completamente lo stampino e facendo in modo che circa metà di ogni alice esca dai bordi. Aggiustate di sale e pepe. Riempite per metà con un cucchiaio il tortino con i pomodorini e i gamberetti, ricavate dalla mozzarella quattro cubetti e sistematene uno in ogni stampino. Finite di riempire con altri pomodori e gamberetti e chiudete il tortino ripiegando verso il centro le code delle alici. Ora pressate leggermente con una fetta di pane che farà da base al vostro tortino. Versate su ogni fetta qualche goccia di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale. Infornate a 180/190 gradi per una ventina di minuti. A cottura sformate gli stampini, guarnite i tortini con mezzo pomodorino e una foglia di basilico e servite.
Come far divertire i bambini - Sono abilissimi nel diliscare le alici, basta insegnar loro a staccare la testa, aprire a libro il pesce ed estrarre la spina centrale. Saranno precisi nello svolgere il compito e orgogliosissimi.
Abbinamento - È una ricetta d' ispirazione cilentana e nelle campagne salernitane il bianco d'eccellenza è il Fiano. Potete mettere tutti gli altri campani: Greco, Falanghina, Biancolella ischitana, il bianco di Amalfi. Oppure rivolgetevi a bianchi di mare: dai Verdicchi marchigiani al Vermentino sardo e toscano.
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Voglia di mare, d'estate ed ecco che la cucina s'accosta al mestiere antico, faticoso e al tempo stesso sacro del pescatore. Ma non quello del predatore del mare, ma quello atavico di chi sa che il mare dà se rispettato. Parliamo della piccola pesca e di una in particolare che sta per scomparire soffocata dalla burocrazia, sfrattata dal consumismo sfrenato che vuole solo pesci bianchi, possibilmente che arrivano da molto lontano. Siamo stati in Cilento e lì a Marina di Pisciotta ci sono ancora gli ultimi pescatori con la rete di menaica. E una rete galleggiante a maglia larga che cattura solo le alici di grande taglia che vengono di fatto addormentate. Le carni sono così sode, conservarle sotto sale all'antico uso è facile e offre gustosa mensa. Ma noi abbiamo approfittato di quelle fresche – l'alice è un tesoro nutrizionale: omega tre, sali minerali, proteina nobile costa due soldi e deve essere per forza fresca - e per dare sfogo alla mediterraneità (qui tra Acciaroli e Pollica Ancel Kyes codificò la dieta mediterranea semplicemente osservando cosa mangiavano quelli che da millenni vi risiedono eredi dei focesi, dei lucani, degli spartani) vi abbiamo aggiunto pomodori, olio extravergine (quello da oliva pisciottana è eccellente) e una citazione di mozzarella di bufala. Ne esce un gioiello che racconta della nostra origine. Ingredienti (per quattro tortini piccoli) - Se li trovate 200 grammi di taralli napoletani (quelli con le mandorle e già pepati) oppure 150 grammi di taralli all'olio extravergine di oliva più una decina di mandorle o di pistacchi, 400 grammi di alici freschissime, 200 grammi di gamberetti, 200 grammi di pomodorini tra rossi e gialli, 4 fette di pane raffermo piccole, 150 grammi di mozzarella di bufala, due spicchi d'aglio, 4 o 5 foglie di basilico, almeno 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e pepe q.b. Procedimento - Per prima cosa realizzate la panure passando al mixer i taralli (se del caso aggiungete le mandorle o i pistacchi). Ora diliscate le alici e pulite i gamberetti, tagliate a metà i pomodorini e metteteli a prendere calore in una padella con due spicchi d'aglio in camicia, un po' di olio extravergine di oliva. Una volta che i pomodori si sono appassiti aggiungete i gamberetti, un paio di foglie di basilico sminuzzate (meglio con le mani) e fate prendere calore. Eliminate l'aglio spegnete il fuoco. Ora ungete quattro stampini da tortino con l'olio extravergine di oliva e poi fate aderire bene sui tortini la panure. Semplicemente mettendola in uno stampino girando e rigirando finché la panure aderisce bene e scaricando l'eccesso in un altro stampino fino ad avere foderato bene tutti gli stampini. Ora sistemate negli stampini le alici partendo dal centro e adagiandole a raggera ai lati così da foderare completamente lo stampino e facendo in modo che circa metà di ogni alice esca dai bordi. Aggiustate di sale e pepe. Riempite per metà con un cucchiaio il tortino con i pomodorini e i gamberetti, ricavate dalla mozzarella quattro cubetti e sistematene uno in ogni stampino. Finite di riempire con altri pomodori e gamberetti e chiudete il tortino ripiegando verso il centro le code delle alici. Ora pressate leggermente con una fetta di pane che farà da base al vostro tortino. Versate su ogni fetta qualche goccia di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale. Infornate a 180/190 gradi per una ventina di minuti. A cottura sformate gli stampini, guarnite i tortini con mezzo pomodorino e una foglia di basilico e servite. Come far divertire i bambini - Sono abilissimi nel diliscare le alici, basta insegnar loro a staccare la testa, aprire a libro il pesce ed estrarre la spina centrale. Saranno precisi nello svolgere il compito e orgogliosissimi. Abbinamento - È una ricetta d' ispirazione cilentana e nelle campagne salernitane il bianco d'eccellenza è il Fiano. Potete mettere tutti gli altri campani: Greco, Falanghina, Biancolella ischitana, il bianco di Amalfi. Oppure rivolgetevi a bianchi di mare: dai Verdicchi marchigiani al Vermentino sardo e toscano.
Mentre l’Italia tenta una timida risalita (+7,6% a marzo, con 185.367 immatricolazioni), il resto del continente (+1,7%) resta frenato da condizioni finanziarie restrittive: tassi elevati che la Bce fatica a ridurre, complice uno choc petrolifero che alimenta un’inflazione ancora persistente e comprime i redditi reali. In questo contesto, la domanda effettiva si contrae e il pricing power si deteriora.
La realtà è che l’ideologia politica in Europa ha preteso di ignorare le leggi della domanda: le aziende «vulnerabili», quelle che hanno puntato tutto su una transizione elettrica forzata, si ritrovano oggi con piazzali pieni e margini a picco. Parallelamente, la Cina ha cambiato ruolo: da mercato di sbocco a concorrente diretto e aggressivo. Marchi come Byd e Leapmotor registrano crescite a tre o quattro cifre anche in Italia, segnalando un vantaggio competitivo costruito su costi, integrazione verticale e velocità di esecuzione.
Il nesso per il portafoglio del risparmiatore è brutale. I dati appena pubblicati dal Gruppo Volkswagen per il primo trimestre 2026 confermano che il «mal di Cina» è diventato cronico e forse irreversibile. Le consegne globali sono calate del 4% (2,05 milioni di unità), ma è il tracollo delle elettriche a far tremare Wolfsburg: un pesantissimo -64% in Cina e -80% negli Stati Uniti. La tenuta europea (+12%) non basta a compensare la fine degli incentivi e l’inasprimento dei dazi americani.
Come osserva Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf: «Volkswagen sta vivendo il suo momento più buio: il mercato cinese, che un tempo garantiva profitti certi, oggi rigetta i modelli tedeschi. Il rischio per chi ha il titolo in portafoglio è di restare intrappolati in un gigante che fatica a ruotare la sua enorme stazza verso ciò che il cliente vuole davvero: auto accessibili, concrete e con motorizzazioni affidabili».
In questo scenario, Stellantis affronta una transizione manageriale critica. Il nuovo numero uno, Antonio Filosa, è chiamato a ricostruire un gruppo segnato dalla precedente gestione di Carlos Tavares, lodata per il cost-cutting ma accusata di aver compresso investimenti e qualità. «Filosa sta tentando di rimettere in carreggiata un’auto che rischiava il deragliamento», osserva l’analista e consulente finanziario indipendente. «Ha ereditato una struttura dove l’ossessione per il bilancio a breve termine ha logorato la qualità e la fiducia della rete».
La delusione più fragorosa arriva però da Porsche. Nel primo trimestre 2026 le vendite globali sono scese del 15%, con un crollo in Cina da 68.000 unità nel primo trimestre 2022 a meno di 7.800. L’utile netto è crollato del 91,4% (da 3,6 miliardi nel 2024 a 310 milioni nel 2025), mentre il fatturato si è contratto a circa 36,3 miliardi.
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Francesco Lollobrigida (Ansa)
Coldiretti la definisce «una svolta», in quanto difende un patrimonio che oggi vale 707 miliardi di euro e trova nella Dop economy la sua espressione più avanzata. «Questa legge giaceva nei cassetti da oltre dieci anni e nessuno aveva mai avuto il coraggio di farla diventare un provvedimento», ha spiegato Lollobrigida, sottolineando che introduce due nuovi reati, l’aggravante di agropirateria e sanzioni proporzionali alle dimensioni del fatturato delle imprese, «affinché siano un vero deterrente. Inoltre, istituzionalizza la cabina di regia per un efficientamento dei sistemi di controllo». La legge rafforza la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera per fornire informazioni quanto più esaustive possibili al consumatore anche al fine di tutelare la salute.
Di conseguenza, vengono inseriti nel Codice penale due reati: la «frode alimentare» per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuini o che provengono da luoghi diversi rispetto a quelli indicati (prevista la reclusione da 2 mesi a 1 anno), e il «commercio di alimenti con segni mendaci» per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti (reclusione da 3 a 18 mesi). È inserita l’aggravante di agropirateria, quando l’attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa, l’aggravante «quantità e biologico» (se i prodotti sono commercializzati come biologici ma non lo sono). In questi tre casi le pene sono aumentate. La legge prevede per questi reati anche la confisca obbligatoria di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati.
L’autorità giudiziaria avrà l’obbligo di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati.
È prevista la protezione delle Indicazioni geografiche, attività che secondo l’ultimo rapporto Ismea-Qualivita nel 2024 ha realizzato 20,7 miliardi di euro di fatturato di cui 12,3 miliardi di euro realizzati all’estero. Previste sanzioni più dure per il reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta.
La legge vieta poi l’utilizzo del termine «latte» e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali se non accompagnato dalla denominazione corretta (per esempio il latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). A dimostrazione della necessità di una legge con questi contenuti, Coldiretti cita l’ultimo Rapporto elaborato insieme a Eurispes e Fondazione osservatorio agromafie, secondo il quale il volume d’affari dei crimini agroalimentari in Italia è salito a 25,2 miliardi, praticamente raddoppiato nel giro dell’ultimo decennio.
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Ecco #DimmiLaVerità del 16 aprile 2026. La deputata della Lega Rebecca Frassini illustra i contenuti della manifestazione di sabato 18 a Milano.
Con il Presidente degli Stati Uniti andare allo scontro frontale non ha mai portato risultati a nessuno. Nemmeno ai leader europei tanto incensati dalla sinistra. Giorgia Meloni ha fatto bene a mettere alcuni punti fermi senza andare alla rottura.