{{ subpage.title }}

«Covid 19, dodici mesi di pensiero critico». L'anticipazione del docufilm

True

Il Covid19 ha cambiato le nostre vite. Non solo perché - tragicamente - ne ha spezzate molte, ma perché ha dato avvio a un nuovo modo di essere: ci è infatti stato chiesto di smettere di pensare. Di non ragionare, dubitare, discernere; di non fare domande.

In questa crisi storica ci hanno chiesto di accettare supinamente illogicità e incoerenze, soprusi e divisioni, senza riflettere sulle conseguenze, che sono numerose, gravi e destinate a durare. Mentre calava il sonno della ragione, alcune persone però vegliavano e mostravano «l’altra storia» su quanto è accaduto. Il docufilm in lavorazione raccoglie la loro testimonianza di pensiero critico, argomento dopo argomento, mese dopo mese: un anno di riflessioni, un diario ragionato per capire meglio cosa è stato e ciò che sarà.

Giuli ha azzerato lo staff del ministero: il Quirinale ne sa qualcosa?
Alessandro Giuli (Imagoeconomica)
La cacciata di Emanuele Merlino ed Elena Proietti coincide con una curiosa sintonia tra ministro e Quirinale.

Chi conosce il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sa benissimo che due sono le sue caratteristiche principali: non essere un cuor di leone e il fiuto nel sapere anticipare dove tira il vento. Ed è forse per questo che l’anticipazione del Corriere della Sera rispetto ai decreti di revoca che sarebbero partiti o sarebbero in partenza da via del Collegio Romano non ha sorpreso le stanze più importanti di via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia.Non è tanto la scelta di azzerare il suo staff, ma il peso che hanno le persone «silurate» da Giuli e gli scontri verbali di Giuli con le persone interessate.

Continua a leggereRiduci
Vannacci: «Il centrodestra deve tornare alle origini. C’è chi è in linea col Pd»
Roberto Vannacci (Ansa)
Il capo di Futuro nazionale: «Non chiudo a un’intesa, ma voglio superare la Lega. Non mi piace il Donald gendarme del mondo».
Continua a leggereRiduci
Toni Capuozzo: «Trump cerca un accordo con la Cina»
Toni Capuozzo (Ansa)
Il giornalista: «Il presidente Usa vuole una nuova Yalta, non la guerra mondiale. Gli europei si limitano a fare i notai della crisi. Qualcuno spera che l’America si impantani in Iran, ma noi avremmo solo da rimetterci».

Toni Capuozzo, inviato di guerra che nel 2005 durante il conflitto in Iraq fu anche sequestrato dalle forze paramilitari sciite dell’esercito del Mahdi, ha una grande esperienza in Medio Oriente. Ma lo scrittore e giornalista non ricorda in tutti questi anni una gestione simile della guerra da parte degli Usa.

Continua a leggereRiduci
L’Iran apre all’intesa su guerra e Hormuz, ma non sul nucleare. Trump: «Risposta inaccettabile»
Donald Trump (Ansa)

Teheran invia agli Usa la replica alla bozza d’intesa: disponibilità a riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz e a fermare le ostilità, ma nessun impegno preliminare sull’uranio arricchito. Il tycoon attacca: «Prima o poi lo prenderemo».

L’Iran ha inviato la propria risposta all’ultima bozza di accordo proposta dagli Stati Uniti per mettere fine alla guerra in Medio Oriente. A riferirlo è stata l’agenzia statale iraniana Irna, secondo cui il piano negoziale si concentra in questa fase esclusivamente sulla cessazione delle ostilità nella regione e la sicurezza marittima.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy