Con il ddl Zan la libertà di espressione sarà una concessione della lobby Lgbt
L’ articolo 4, detto «salva idee», è in realtà il più insidioso: lascia spazio alle opinioni, però a patto che non siano ritenute discriminatorie. Così, ogni cittadino può essere denunciato in modo arbitrario e processato.

Articolo 4 del ddl Zan (Pluralismo delle idee e libertà delle scelte): «Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti».

Sotto la sua apparente benevolenza questo è l’articolo peggiore del ddl Zan, quello che consegna a una magistratura estremamente politicizzata ogni cittadino che si azzardi a esprimere una qualche idea sulla prevalenza della fisiologia sull’antifisiologia e della biologia sulla dissociazione dalla realtà, sul diritto di professare una religione che condanna l’antifisiologia come un peccato. Che la sodomia sia un peccato è una teoria che tutti hanno il diritto di non accettare, anche di deridere se ritengono sia il caso, ma non di denunciare. Questo è l’articolo che più può essere usato per il massacro degli avversari politici del movimento Lgbt, della sinistra e della magistratura perché concede ad essa un potere illimitato.

Come fa giustamente notare l’ex sottosegretario al ministero dell’Interno, Alfredo Mantovano nell’ottimo libro Legge omofobia perché non va: la proposta Zan esaminata articolo per articolo, il solo fatto che questo articolo ci sia dimostra il carattere liberticida del decreto. L’imperdibile libro di Mantovano edito da Cantagalli è in questo momento sotto censura e sotto boicottaggio, esattamente come è sotto censura e sotto boicottaggio il mio libro Non facciamoci imbavagliare (Amazon si rifiuta di venderlo e lo stesso fanno moltissime librerie) sulla violazione giudiziaria della mia libertà di parola sulle tematiche Lgbt.

Ora arriva la parte divertente dell’articolo 4 del ddl Zan, che deriva dall’emendamento «salva idee» presentato dall’onorevole Enrico Costa, che deve essere una di quelle anime candide, nate tanto buone, certe che il dialogo risolve tutto e che non bisogna mai chiudersi davanti alle idee nuove. L’articolo 4 è uno dei tanti motivi per cui questo decreto è infinitamente peggiore del già disastroso decreto Mancino, che non ha salvato nessuna vita, né quella di una suora massacrata dall’odio ispirato dal satanismo in tre ragazzine, né quella delle giovanissime islamiche uccise dalle loro famiglie per il profondo odio contro la civiltà cui quelle giovani donne si stavano convertendo.

Per inciso, quella civiltà è la nostra: accogliamo innumerevoli persone che odiano la nostra civiltà, ma è fondamentale non farlo notare in quanto, altrimenti, grazie al decreto Mancino ci cavano gli occhi e il portafoglio.

Torniamo al disastroso articolo 4, che trasforma la libertà di pensiero da diritto costituzionale a concessione Lgbt, subordinata al rispetto di regole precise. Il movimento Lgbt viene dotato quindi di poteri superiori che lo rendono un’aristocrazia giuridica, situazione particolarmente grave perché il movimento Lgbt è una lobby, per sua stessa ammissione. Poche centinaia di persone controllano uno Stato modificandone le leggi, il costume e la religione. Con queste parole Angelo Pezzana ha fondato il movimento in un congresso dal titolo «I gay mettono la cravatta». Il movimento Lgbt non rappresenta nessuno, nessuno li ha mai eletti, la stragrande maggioranza delle persone a comportamento omoerotico non si riconosce in loro né nelle loro istanze. L’ampolloso acronimo Lgbt è una menzogna, la «L» se ne è già andata, femministe e lesbiche si sono da tempo dissociate dal movimento Lgbt, anzi Gbt, identificandolo correttamente per quello che è, un centro di potere maschile e di un tipo di maschio che non ama le donne, che esercita il potere sul corpo femminile e sulla fertilità femminile.

In questo modo, causa alle donne malattie e malattie gravi (sindrome da iperstimolazione ovarica per chi vende gli ovuli, moltiplicazione dei rischi gestazionali per chi porta la gravidanza non sua), potenzialmente invalidanti e potenzialmente mortali, spacciandole per un diritto e per amore, parola annegata in un sentimentalismo becero e nauseante.

Si salvano le idee «purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti». Chi decide se può discriminare? Affermare che i bambini hanno bisogno di padre e madre è un gesto che istiga alla discriminazione e alla violenza, anzi è un gesto violento perché può causare dispiacere a un gay, e il dispiacere del gay è una tragedia intollerabile, ha spiegato in una conferenza l’onorevole Zan all’avvocato Amato. Come già succede all’estero, chiunque leggerà la lettera di San Paolo ai romani sarà immediatamente imputato. Il cristianesimo potrà esistere solo edulcorato e trasformato in zucchero filato, Cristo si è dichiarato il Figlio del Padre e il Padre è il Dio degli eserciti e Colui che ha distrutto Sodoma.

È distrutto il logos, il pensiero, il verbo, una distruzione totale della struttura portante della civiltà. L’articolo 4 non punisce il falso, la dualità non è più vero o falso, ma quello che secondo gli appartenenti a una lobby, non eletti da nessuno, può essere percepito come potenzialmente portante a un gesto discriminatorio. Anche le parole padre e madre devono essere abolite, l’asterisco dovrà sostituire la finale di molte parole: il primo passo per distruggere un popolo è la distruzione della sua civiltà, per distruggere una civiltà occorre distruggere la religione, il linguaggio, il logos, il diritto alla verità. Il ddl Zan darà a una lobby il diritto di punire la verità.

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