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La Cina alza il tiro e boicotta i marchi critici sullo sfruttamento degli uiguri

La Cina alza il tiro e boicotta i marchi critici sullo sfruttamento degli uiguri
Xi Jinping (Ansa)
  • Nel mirino di Pechino H&M, Nike, Adidas, Converse e Burberry. I colossi avevano espresso preoccupazione per gli abusi sulla minoranza musulmana dello Xinjiang, dove viene prodotto l'80% del cotone del Dragone.
  • Al via i colloqui per l'accordo interrotto da Donald Trump. Il dem cerca l'intesa con Teheran, alleata di Xi. A rischio la stabilità in Medio Oriente e le relazioni con lo Stato ebraico.

Lo speciale contiene due articoli.

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Dimmi La Verità | Fabio Amendolara: «Caso Ramy, i carabinieri ancora sotto inchiesta»

Ecco #DimmiLaVerità del 3 aprile 2026. Il nostro Fabio Amendolara commenta l'inchiesta a carico di 7 carabinieri per la morte di Ramy.

Le nuove tecnologie ridisegnano l’umano. Regolarle non basterà a salvarci dall’abisso
iStock
Secondo Mariano Bizzarri, coordinatore scientifico del comitato interministeriale per lo spazio, l’Intelligenza artificiale spaccia l’interazione con un algoritmo per un confronto reale. Una deriva che manipola il pensiero.

Le nuove tecnologie ci stanno rubando la vita. Anche se per molti costituiscono una sorta di promessa messianica, destinata a rimediare a tutti i mali dell’uomo, dalla miseria alle malattie. Un ruolo preminente in questo revival «spiritual- tecnologico» è svolto dall’Intelligenza artificiale (Ia). L'Ia non ha nulla di intelligente, essendo solo un sistema che grazie ad algoritmi è in grado di computare masse imponenti di dati in base ai quali fornisce previsioni e linee di condotta.

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«Fight Club» e social, trappola per i giovani: serve un bagno di realtà
Una scena dal film «Fight Club» (20th Century Fox)
Nel 1996 usciva «Fight Club». Nel bestseller di Chuck Palahniuk, giovani uomini provavano a fuggire dalla mediocrità picchiandosi. Oggi è ancora peggio: contro la solitudine i ragazzi scelgono la violenza, ma tramite il Web, alienandosi ancor di più dalla realtà.

«Ho pensato: ok, siamo entrati in un periodo di azione radicale. E vedremo un periodo di attacchi, rapimenti e cose terribili compiute da lupi solitari. Forse anche qualche attentato dinamitardo. E poi ci sono le sette. In questo momento, i giovani sono davvero suscettibili a diversi modelli sociali. Vedo le sette come il fenomeno principale. Le vedo come un settore in forte crescita. Sette segrete».

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Report sull’islamizzazione in atto. Mille aree «vietate» agli europei
La banlieue di Molenbeek, in Belgio (Ansa)
Un nuovo studio rivela che in queste zone le percentuali di stupro e rapine sono più alte rispetto alla media. Qui si forma il «separatismo islamico» che mette la sharia davanti a tutto. Ed è qui che la sinistra cerca voti.

I cadaveri provocati dalla strage di Charlie Hebdo sono ancora caldi quando l’emittente americana Fox News parla per la prima volta di «zone islamiche off-limits». Le autorità francesi negano che esistano. Quel termine è politicamente scorretto e, soprattutto, indica un problema che c’è anche se non lo si vuol vedere. Tuttavia, è proprio dalle «no go zone» di Parigi e Bruxelles che il terrorismo islamico tornerà più volte a colpire l’Europa.

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