2019-08-30
Faccia da Conte
Accompagnato da un rigagnolo di saliva che minaccia di trasformarsi in un fiume in piena nei giorni a venire, Giuseppe Conte è salito al Colle per ricevere l'incarico di formare il nuovo governo. Se il presidente del Consiglio, fino a poche settimane fa, cioè prima di «matare» la Bestia leghista («Conte si è rivelato un torero gentile e feroce che ha domato il selvaggio Salvini», lo ha descritto Francesco Merlo su Repubblica dopo le dimissioni in Senato), godeva presso i giornalisti di minor considerazione di un usciere di Palazzo Chigi, da ieri «l'ectoplasma, il politico per procura, il professore con un quasi curriculum» (sempre Merlo su Repubblica, ma prima che infilzasse Salvini e si dicesse disponibile a guidare un governo con il Pd) è divenuto una specie di eroe moderno, un uomo esperto e rassicurante cui affidare senza esitazioni (...) (...) le sorti del Paese. «Abile, furbo, educato e mai divisivo» lo ha dipinto ieri Andrea Malaguti sulla Stampa, segnalando che presto colui che era ritenuto un (vis)Conte dimezzato potrebbe non solo essere un Conte raddoppiato, con un incarico bis, ma addirittura per lui si potrebbe immaginare una salita al Colle. «Non tanto per ricevere mandati, quanto per distribuirli».Evviva. Giorni fa scrivevamo: A star is born, è nata una stella, riecheggiando il famoso film con Lady Gaga (da non confondersi con gagà, il nomignolo che parte della stampa aveva affibbiato al presidente del Consiglio per via delle sue giacche impeccabili, la pochette da taschino e il baciamano alle signore). È bastato attaccare Salvini e contribuire a un ribaltone, perché tutto cambiasse e i severi giudizi su un premier chiamato marionetta improvvisamente mutassero. Aver fatto una giravolta, passando da un governo spostato verso destra a uno che pende verso sinistra, senza nemmeno cambiare pettinatura o tintura, gli ha consentito di ascendere nell'Olimpo degli statisti e dei padri della patria, cui tutto è perdonato, anche le capriole e le contraddizioni.Giuseppe Conte, il presidente per caso, uno considerato un turista a Palazzo Chigi (copyright Matteo Renzi), «la summa di tutte le incompetenze» (sempre copyright Giglio magico), ha giurato che mai avrebbe cambiato bandiera? Nessuno pare ricordarlo più. E tuttavia le frasi sono lì da leggere, stampate sulle prime pagine dei quotidiani, e le registrazioni si recuperano facilmente sui siti online. «Non ho la prospettiva di lavorare per una nuova esperienza di governo» disse scandendo le parole il 24 marzo di quest'anno, per poi aggiungere affinché non ci fossero dubbi: «La mia esperienza di governo termina con questa». È vero, sono trascorsi cinque mesi e le persone in cinque mesi possono cambiare look e dunque anche opinione. Ma Conte, il presidente che è «impossibile odiare, più facile sottovalutare» (copyright del biografo della Stampa che lo proietta al Quirinale), questi stessi concetti li ha ribaditi pochi giorni prima di compiere il doppio salto mortale. Era il 25 luglio quando, rispondendo alle insinuazioni che giravano alle Camere e nelle redazioni, disse: «Che io possa andare in Parlamento a cercare maggioranze alternative è pura fantasia». Eppure dopo un mese il presidente del Consiglio che sta per succedere a sé stesso fra pochi giorni andrà proprio in Parlamento a cercare una maggioranza alternativa a quella che lo ha eletto. Aveva ragione Conte: ci vuole fantasia a immaginare che chi ha chiesto la fiducia sul decreto sicurezza possa chiedere la fiducia su un programma che prevede l'abolizione del decreto Sicurezza dopo appena 30 giorni. Certo, ci vuole fantasia anche a pensare che chi, in quanto capo del governo, davanti ai magistrati, alle Camere e al Paese si è intestato la decisione di chiudere i porti poi, da capo di un nuovo governo, possa promettere ai magistrati, alle Camere e al Paese di riaprirli.Uscendo dal colloquio con il capo dello Stato, il premier incaricato ha detto che il suo non sarà un governo «contro» ma un governo «per». E, come se si affacciasse per la prima volta a Palazzo Chigi, ha tracciato la direzione di marcia, parlando dell'intenzione di rendere rigoglioso il Mezzogiorno con la stessa convinzione in cui promise un 2019 bellissimo, mentre, a proposito del programma, ha citato la necessità di infrastrutture sicure e di reti efficienti, quasi si fosse scordato di essere il rappresentante di un partito che le infrastrutture le ha bloccate per un anno e mezzo. Il suo non sarà più il governo del cambiamento, ma il governo delle novità. E per il Paese annuncia un «nuovo umanesimo», ma forse ha in mente solo una nuova giravolta. Conte riceve l'incarico nel segno del trasformismo politico. L'avvocato del popolo non c'è più. Ora c'è l'avvocato che al popolo nega le elezioni.
Foto @Elena Oricelli
Dal 6 dicembre il viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 toccherà 60 città italiane tra concerti, sportivi e iniziative sociali, coinvolgendo le comunità in vista dei Giochi.
Coca-Cola, partner del viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026, ha presentato le iniziative che accompagneranno il percorso della torcia attraverso l’Italia, un itinerario di 63 giorni che partirà il 6 dicembre e toccherà 60 città. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’attesa dei Giochi in un momento di partecipazione diffusa, con eventi e attività pensati per coinvolgere le comunità locali.
Le celebrazioni si apriranno il 5 dicembre a Roma, allo Stadio dei Marmi, con un concerto gratuito intitolato The Coca-Cola Music Fest – Il viaggio della Fiamma Olimpica. Sul palco si alterneranno Mahmood, Noemi, The Kolors, Tananai e Carl Brave. L’evento, secondo l’azienda, vuole rappresentare un omaggio collettivo all’avvio del percorso che porterà la Fiamma Olimpica in tutta Italia. «Il viaggio della Fiamma unisce storie, territori e persone, trasformando l’attesa dei Giochi in un’esperienza che appartiene a tutti», ha dichiarato Luca Santandrea, general manager olympic and paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola.
Come in altre edizioni, Coca-Cola affiancherà il percorso selezionando alcuni tedofori. Tra i nomi annunciati compaiono artisti come Noemi, Mahmood e Stash dei The Kolors, volti dell’intrattenimento come Benedetta Parodi e The Jackal, e diversi atleti: Simone Barlaam, Myriam Sylla, Deborah Compagnoni, Ivan Zaytsev, Mara Navarria e Ciro Ferrara. La lista include anche associazioni attive nel sociale – dalla Croce Rossa al Banco Alimentare, passando per l’Unione italiana dei ciechi e ipovedenti – a cui viene attribuito il compito di rappresentare l’impegno civile legato allo spirito olimpico.
Elemento ricorrente di ogni tappa sarà il truck Coca-Cola, un mezzo ispirato alle auto italiane vintage e dotato di schermi led e installazioni luminose. Il convoglio, accompagnato da dj e animatori, aprirà l’arrivo della torcia nelle varie città. Accanto al truck verrà allestito il Coca-Cola Village, spazio dedicato a musica, cibo e attività sportive, compresi percorsi interattivi realizzati sotto il marchio Powerade. L’azienda sottolinea anche l’attenzione alla sostenibilità: durante il tour saranno distribuite mini-lattine in alluminio e, grazie alla collaborazione con CiAl, sarà organizzata la raccolta dei contenitori nelle aree di festa. Nelle City Celebration sarà inoltre possibile sostenere il Banco Alimentare attraverso donazioni.
Secondo un sondaggio SWG citato dall’azienda, due italiani su tre percepiscono il Viaggio della Fiamma Olimpica come un’occasione per rafforzare i legami tra le comunità locali. Coca-Cola richiama inoltre la propria lunga presenza nel Paese, risalente al 1927, quando la prima bottiglia fu imbottigliata a Roma. «Sarà un viaggio che attraverserà territori e tradizioni, un ponte tra sport e comunità», ha affermato Maria Laura Iascone, Ceremonies Director di Milano Cortina 2026.
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Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Angelo Bonelli (Ansa)