{{ subpage.title }}

True

Ci sentiamo in colpa se non le usiamo. È il ricatto morale sulle mascherine

Ci sentiamo in colpa se non le usiamo. È il ricatto morale sulle mascherine
iStock
Cadono gli obblighi, ma consigliano: «Meglio se le mettete». Parlano di ritorno alla libertà, ma ci dicono di non abusarne. Ci hanno martellato così a lungo che, alla fine, siamo diventati i carcerieri di noi stessi.
Continua a leggere Riduci
Colpevolizzati armi e coltelli solo quando c’è da difendersi
La villetta di Lonate Pozzolo, nel varesotto, dove il 14 gennaio, Adamo Massa, 37 anni, pregiudicato, è stato ucciso nel corso di una rapina dal poprietario di casa, Jonathan Rivolta (Ansa)
«Inutile la stretta sulle lame», dice chi ha mostrificato Jonathan Rivolta che ha ucciso il ladro rom.

È in effetti un luogo comune la tesi secondo cui a scatenare la violenza non sono le armi ma chi le maneggia. Ma a ben vedere la banalità oggi assume una tonalità meno scontata nei commenti di politici e giornalisti alle varie tragedie che ci affliggono. Se ad alzare il coltello per difendersi è Jonathan Rivolta di Lonate Pozzolo, provincia di Varese, i media insinuano subito il sospetto che sia un violento e un mezzo razzista. Si sprecano ritratti in cui si rivela che teneva un sacco da boxe sul balcone e praticava arti marziali sferrando pugni e calci fin dal primo mattino. Come a dire: era uno abituato allo scontro, non una pecorella. Dipingerlo così serve a toglierli il cappotto della vittima, e a vittimizzate un po’ il suo aggressore, Adamo Massa, delinquente abituale uscito da un campo nomadi che «di lavoro» rapinava onesti cittadini e truffava anziani fragili. Lavorava, Adamo Massa - così dice il cugino a Ore 14 di Milo Infante - quando è entrato nella villetta di Lonate per rubare e ha aggredito Rivolta. E allora il fatto che sia morto male a colpi di coltello andrebbe ritenuto uno sfortunato incidente sul lavoro: se fai il ladro, può capitare. Invece da queste parti si fa sempre esibizione di buoni sentimenti, ci si strugge per il malvivente e non per chi si è difeso, pur uccidendo.

Continua a leggere Riduci
Il killer sorvegliato a vista in cella. Prima dell’omicidio, il messaggio choc: «Ti sistemo». Oggi pure Valditara al vertice in Prefettura. Altro accoltellamento fuori scuola a Sora: fermato un diciassettenne. Accettate a Perugia: denunciati in quattro, tre sono minorenni.

«Domani ti sistemo io», poi ha portato un coltello a scuola e ha ucciso il compagno di classe per «una foto scattata con una ragazza». Gli inquirenti stanno mettendo insieme i tasselli della tragica aggressione che venerdì mattina ha portato alla morte di uno studente di soli 18 anni. Youssef Abanoub è stato colpito mentre era in classe nell’istituto Einaudi-Chiodo di La Spezia da uno studente della stessa scuola. È stato proprio Zouhair Atif, 19 anni, a raccontare agli investigatori il «motivo» di quell’aggressione: la gelosia per una foto scattata con una ragazza. Atif, marocchino residente ad Arcola, è stato fermato per l’omicidio di Youssef.

Continua a leggere Riduci

Vi arrivano all’ultimo delle amiche e degli amici vegetariani e volete fare un aperitivo veloce, ma tanto scenografico? Avete anche i bambini che vengono per una festa? Oppure una cena in cui volete improvvisare un gustoso piatto di mezzo? Ecco per voi queste perline di patate. Sono gustosissime, facili e rapide da prepararsi e fanno un gran figura con solo quattro ingredienti.

Continua a leggere Riduci
Con i 120 euro al giorno che diamo alle coop per gestire oltre 17.000 minori stranieri, potremmo davvero fare integrazione. Eppure, la maggior parte di loro (che spesso mentono sull’età) finisce a delinquere.

Sono 17.504 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia, sono quasi tutti maschi e il 74% di loro ha più di 16 anni. Sono arrivati da soli e illegalmente nel nostro Paese, certamente hanno un passato non facile, ma ora che sono parcheggiati nelle strutture di accoglienza gestite dalle solite cooperative, a tutto sembrano pensare fuorché a costruirsi un futuro onesto.

Continua a leggere Riduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy