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Ci sentiamo in colpa se non le usiamo. È il ricatto morale sulle mascherine

Ci sentiamo in colpa se non le usiamo. È il ricatto morale sulle mascherine
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Cadono gli obblighi, ma consigliano: «Meglio se le mettete». Parlano di ritorno alla libertà, ma ci dicono di non abusarne. Ci hanno martellato così a lungo che, alla fine, siamo diventati i carcerieri di noi stessi.
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Iran, le attiviste in Italia: «Il popolo è in rivolta, Khamenei va cacciato»
La manifestazione a sostegno delle proteste antigovernative in Iran a Milano (Getty Images). Nel riquadro a sinistra Aysan Ahmadi, in quello a destra Hana Namdari.
Le testimonianze di Aysan Ahmadi e Hana Namdari raccontano una protesta diffusa contro il regime degli ayatollah, tra repressione, blackout informativi e migliaia di vittime. Dalla diaspora l’appoggio a Reza Pahlavi, indicato come figura di riferimento per il futuro dell’Iran, e l’appello a un intervento internazionale.
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Si cercano accordi con Sudamerica o India mentre a casa nostra rallentano gli scambi. Scendono consumi e redditi, ride la Cina.

La morbosa attenzione riservata ai dazi imposti da Donald Trump non ha portato bene all’Unione europea, che continua a picconare quella che dovrebbe essere la sua reale ragione d’essere, ovvero il mercato unico.Secondo una bozza del rapporto annuale sulla salute del mercato unico dell’Unione, il commercio tra gli Stati membri in percentuale sul Pil è sceso dal 23,8% del 2023 al 22% del 2024. La bozza del documento, la cui versione ufficiale è attesa per la fine di questo mese, è stata vista dal Financial Times che ha rilanciato la notizia. Dopo avere scandagliato il rapporto dello scorso anno, noi aggiungiamo che anche nel 2023 il dato era in calo, rispetto ad un 2022 in cui la percentuale era al 26% del Pil europeo.

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Il Brasile inizia già a piazzare i suoi spumanti
Luiz Inácio Lula da Silva (Ansa)
L’ambasciata a Roma organizza una Masterclass. Senza tariffe l’export in Germania crescerà a nostre spese.

Gli impatti economici del Mercosur per l’Ue non solo sono modesti come emerge da uno studio del Parlamento europeo, riportato dalla Verità domenica scorsa, ma rischia di spalancare un portone, all’ingresso di prodotti dal blocco Brasile-Argentina-Paraguay-Uruguay con una concorrenza insidiosa per le nostre aziende. La Commissione Ue ha promesso che avvierà un’indagine per tutelare i produttori puniti da una concorrenza low cost se il prezzo è inferiore di oltre il 5% a parità di prodotto, ma con quali tempi e con quale capillarità è tutto da vedere.

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Aumentano i trattori anti Mercosur. Mozione di sfiducia contro Ursula
Proteste in Francia (Ansa)
Manifestazioni in tutta Europa. Francia bloccata dagli agricoltori, il premier Sébastien Lecornu riceve il leader del sindacato. In Italia mobilitazione il 19 gennaio. I Patrioti tentano la spallata all’Europarlamento.

Per non disturbare la manovratrice Ursula von der Leyen si fa silenzio sulla protesta dei campi che stanno diventando campi di battaglia, ma gli autotrasportatori – peraltro pronti anche loro a dissotterrare l’ascia di «guerra», stanchi di un’Ue che si occupa solo di guerra – denunciano la paralisi delle maggiori strade d’Europa. Ovunque i trattori hanno costruito delle barricate d’acciaio e di rabbia contro l’accordo che fra tre giorni la «baronessa» va in Paraguay a firmare. La Coldiretti lo ha ribattezzato «Marcosur», facendo intendere che la Commissione Ue si è piegata per l’ennesima volta alle esigenze a e ai voleri di Berlino. C’è da domandarsi che accordo sia quello del Mercosur se da Suloszowa ad Abony, da Arties a Kalamata, da La Rochelle a Viscri gli agricoltori si sollevano con una situazione di particolare tensione a Parigi dove anche ieri la città è stata tenuta sotto scacco da 350 trattori.

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