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Che lezione di forza della Royal Navy ai buonisti pro Ong di casa nostra

Che lezione di forza della Royal Navy ai buonisti pro Ong di casa nostra
Steve Finn/Getty Images
  • Il ministro dell'Interno inglese ha detto a chiare lettere ai francesi di stoppare i barchini di clandestini nella Manica. Altrimenti schiererà le forze armate. Da noi Matteo Salvini è stato crocifisso per molto meno.
  • Luciana Lamorgese vola a smontare i dl Sicurezza. Il Viminale annuncia: «Modifiche a Palazzo Chigi prima di ferragosto». L'idea è di equiparare ancora richiesta di asilo e protezione umanitaria. Poi la balla: «Arrivi ridotti». Invece continuano, con altri 64 positivi a Pozzallo. Nuova inchiesta su un centro migranti.

Lo speciale comprende due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 29 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 29 maggio con Carlo Cambi

Lega e Fi litigano sull’allargamento Ue. Duello Fitto-Regioni sul caro energia
Antonio Tajani (Ansa)
L’eurocommissario: «Usare i fondi di coesione per le bollette». I governatori replicano: «Non sono un bancomat, già impiegati».

Chi pensa davvero che il centrodestra stia litigando sull’ingresso dell’Ucraina in Europa non ha ancora ben compreso i termini della questione: il processo di adesione è talmente lungo che i partiti di governo possono tranquillamente permettersi di offrire agli elettori tutto il ventaglio di posizioni possibili e immaginabili, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno.

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Iran-Usa: stavolta l’accordo c’è ma nessuno lo firma per primo
Donald Trump (Ansa)
Raggiunta una bozza d’intesa: tregua di 60 giorni, riapertura di Hormuz, niente più blocco navale e trattativa sul nucleare (senza bomba). Manca però l’ok di Trump, che aspetta quello di Khamenei.

Resta preda delle incognite il processo diplomatico tra Washington e Teheran. Ieri, Axios ha riferito che i due contendenti avrebbero raggiunto finalmente un accordo, ma che Donald Trump non avrebbe ancora dato la propria approvazione. Una rivelazione, questa, che è stata confermata in serata dalla Casa Bianca.

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L’Ucraina nell’Ue è una iattura

Volodymyr Zelensky è già costato 200 miliardi. E ora scatta il prestito da 90. Ma, per favorire Friedrich Merz, Bruxelles apre a Kiev mentre ci vieta l’uso di soldi nostri per il caro energia.

Il cancelliere Friedrich Merz ha una serie di ottimi motivi per sostenere l’ingresso dell’Ucraina nella Ue. Per Berlino, l’arrivo di Kiev nel perimetro dell’Unione sarebbe manna dal cielo, che consentirebbe alla Germania di risollevare le sorti della sua economia. Favorire l’entrata, anche senza diritto di voto, nel consesso dei 27 Paesi europei significherebbe porre le premesse per conquistarne il mercato e, allo stesso tempo, una volta conclusa la guerra con la Russia, guidare la ricostruzione che, come è noto, verrà sostenuta principalmente da Bruxelles. Insomma, per Merz proporre di accogliere l’Ucraina non è solo un’eccellente idea per rimettere in moto una locomotiva che da tempo arranca, ma anche uno straordinario affare.
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