Carabinieri, cambia la formazione dei Marescialli
Salvatore Luongo (Ansa)
Il Siulcc Il Sindacato Unitario Lavoratori Carabinieri esprime apprezzamento per la riforma voluta dal Comandante Generale Salvatore Luongo.

Una svolta significativa nel percorso formativo dei Marescialli dell’Arma dei Carabinieri. Il Sindacato Unitario Lavoratori Carabinieri (SIULCC) ha accolto con favore la decisione del Comandante Generale Salvatore Luongo, di modificare il tradizionale iter didattico, introducendo un cambiamento destinato a rafforzare il legame tra formazione e operatività. Lo si legge in una nota firmata dal segretario generale Sebastiano Calabrò.

A partire dal prossimo ciclo formativo, il terzo anno del corso triennale per Marescialli non si svolgerà più presso la Scuola di Firenze, bensì direttamente nei Reparti territoriali. I frequentatori, già promossi al grado di Maresciallo, entreranno così nel vivo dell’attività operativa, con un apprendimento sul campo che anticipa e rafforza l’inserimento nel servizio attivo.

Il Siulcc auspica che questa innovazione possa essere estesa anche alla formazione degli Allievi Carabinieri, proponendo di allungare il corso base dagli attuali sei mesi ad almeno nove. L’obiettivo è inserire un periodo di tirocinio pratico nei Reparti, in modo da preparare i futuri militari alle reali esigenze operative.

Il sindacato sottolinea inoltre l’importanza di rivedere i contenuti formativi, orientandoli su moduli di natura tecnico-professionale. Tra le competenze da rafforzare: le tecniche di intervento operativo, la gestione delle banche dati, la compilazione degli atti di polizia giudiziaria, l’uso delle armi in sicurezza e la conduzione dei mezzi di servizio.

Ma la formazione non è solo tecnica. Il Siulcc ricorda che l’identità del Carabiniere si fonda su valori profondi: fedeltà, lealtà, responsabilità, disponibilità e determinazione. È in questi principi che trova senso lo “spirito di corpo”, un elemento cardine dell’Arma, sancito dall’articolo 719 del Turom. Si tratta di un sentimento di coesione che, fondato su tradizioni etiche e storiche, deve unire ogni militare al fine di mantenere alto il prestigio del Corpo, senza mai intaccare la solidarietà tra tutte le Forze Armate.

Una riforma che, oltre a guardare al futuro operativo dell’Arma, punta a rinsaldare le sue radici più autentiche.

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