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Cancellato in tilt: «Vogliono colpire chi delinque»

Cancellato in tilt:  «Vogliono colpire chi delinque»
Ansa

Tra le proteste di esponenti politici e giornalisti contrari al decreto Sicurezza voluto dal governo Meloni approvato nei giorni scorsi dal Parlamento, una in particolare lascia a bocca aperta. Nel salotto televisivo di Lilli Gruber, Francesco Cancellato, direttore della testa online Fanpage, noto alle cronache per aver denunciato un presunto spionaggio del suo cellulare, poi smontato dal Copasir, ha attaccato: «Il problema, secondo me, è che questo governo non vuole combattere la sicurezza, vuole criminalizzare chi delinque». Par di capire che per Cancellato «criminalizzare chi delinque» sia da considerare un fatto riprovevole, mentre la sicurezza, salvo lapsus, andrebbe combattuta. A vantaggio dell’insicurezza, forse? E come andrebbe trattato chi delinque? Con comprensione? In ogni caso, per una volta, Cancellato non potrà lamentarsi di non aver avuto risposte dal premier Giorgia Meloni , che con un post sui social ha commentato così: «L’accusa di alcuni giornalisti di sinistra contro il decreto Sicurezza: “Questo governo vuole criminalizzare chi delinque”. Confermo».

Il governatore della Calabria auspica, col «Foglio», una Forza Italia più aperta sul tema dei diritti civili. Protesta pannelliana di Giachetti: si incatena per la Vigilanza Rai. Interviene la Meloni e lo accontenta.

Dio salvi il centrodestra dai «riformisti». Questa categoria dello spirito, che i cronisti politici utilizzano per individuare l’ala più moderata del Pd, ha una caratteristica: individua protagonisti dem che non hanno mai fatto una riforma.

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Con la Cina è meglio fare affari che la guerra
Xi Jinping e Donald Trump (Ansa)
Editorialisti e politologi indignati perché Trump potrebbe mollare Taipei per accordarsi col Dragone. L’alternativa è rischiare un conflitto su larga scala. È più saggio negoziare facendo leva sui punti deboli dell’avversario. E restando fermi su Giappone e Corea.
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L’Iran riapre Hormuz a singhiozzo. Trump minaccia: «Faremo pulizie»
Donald Trump (Ansa)
  • Teheran ha consentito il transito a una trentina di navi. Araghchi: «Garantiremo la sicurezza del commercio nello Stretto». Trump però non esclude altri blitz: «La pazienza sta per finire». E il prezzo del petrolio sale.
  • Putin in Cina il 20. Raid fa strage a Kiev. Attaccata pure una raffineria russa. Zelensky: «Ora siamo legittimati a colpire siti energetici e militari». Scambiati oltre 400 prigionieri.

Lo speciale contiene due articoli.

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Sempio, il capo degli investigatori: «Sulle intercettazioni sono un asino»
Silvio Sapone (Ansa)
Il carabiniere, sentito dai pm nel 2025 nel procedimento di corruzione nei confronti di Mario Venditti, ammette: «Le microspie solo su una delle auto di Andrea Sempio? Non me ne intendo. Per me i fascicoli sono tutti uguali».

Chi ama la cronaca nera e le serie crime sa che gli omicidi più efferati e mediatici vengono affidati ai migliori investigatori su piazza. Ma dieci anni fa, a Pavia quando è arrivato il momento di riaprire le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi dovevano avere finito gli specialisti. Niente Squadra mobile della Polizia, niente Nucleo investigativo dei carabinieri, niente Scientifica, né Ris. I magistrati devono avere pensato che per verificare la fondatezza dei nuovi indizi raccolti dalla difesa di Alberto Stasi (elementi che oggi rappresentano l’architrave dell’ultima inchiesta pavese) sarebbero bastati i carabinieri distaccati in Procura, un gruppo di militari con storie molto diverse (c’erano anche ex forestali), più simili a dei cancellieri che a dei detective (senza offesa per nessuno).

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