Gli stranieri comprano più Btp. Segnale di fiducia per il governo
Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica)
Aumenta il debito pubblico e anche la quota detenuta all’estero: oggi al 28,9%.

È un tema di cui nessuno vuole parlare, che si vuole quasi rimuovere dal dibattito politico, eppure è lì. Il debito pubblico continua la sua ascesa inarrestabile e segna un nuovo record dall’introduzione dell’euro per un mix di fattori quali l’aumento dell’inflazione e dei tassi d’interesse mentre non si vedono segnali di una decisa politica monetaria da parte della Bce. I dati emergono dal documento della Banca d’Italia «Finanza pubblica, fabbisogno e debito» che contiene un aggiornamento sui conti pubblici. Il testo è una sorta di alert in vista della sessione di bilancio che si aprirà alla ripresa autunnale con la manovra economica. Questi i numeri con i quali il governo si dovrà confrontare. A giugno il debito delle amministrazioni pubbliche è arrivato a sfiorare il tetto record di 3.000 miliardi (2.948,5 miliardi), in aumento di 30,3 miliardi rispetto al mese precedente ( a maggio era pari a 2.918,247 miliardi). L’incremento, spiega Banca d’Italia, riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (15,3 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro, e l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1,4 miliardi). Detto in modo semplice: il debito ci costa 100 miliardi l’anno, soldi che vanno sottratti agli investimenti e allo sviluppo del Paese.

Ma in questo scenario preoccupante c’è comunque un dato che fa riflettere e induce ad avere un approccio meno catastrofico. Bankitalia ci dice che il debito in mano agli investitori esteri è salito a maggio, per il quinto mese di fila, a 706,942 miliardi di euro, nuovo massimo da ottobre 2021 (il mese precedente era a 699,936 miliardi). La percentuale detenuta all’estero è al 28,9% (dal 28,8%) mentre quella in mano alle famiglie italiane e a imprese non finanziarie è pari al 14,3% (dal 14,1% del mese precedente) e quella in portafoglio alla Banca d’Italia è diminuita al 23,1% (dal 23,3 del mese precedente). A spingere la fame di bond delle famiglie sono stati i rendimenti elevati garantiti dal rialzo dei tassi e le emissioni pensate e costruite per il retail (come il Btp Valore in Italia).

L’incremento del debito in mano agli stranieri, se non supera livelli di allarme, può essere considerato un segnale di fiducia verso il Paese.

Ciò significa che i mercati, grazie all’azione combinata del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e del premier Giorgia Meloni, non considerano più l’Italia un Paese a rischio e sono pronti a sottoscrivere il suo debito. Non a caso, nonostante il livello del debito, lo spread non preoccupa più. Bankitalia entra nei dettagli: il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 30,4 miliardi, mentre nelle amministrazioni locali è diminuito di 0,1 miliardi. Invariato quello degli enti di previdenza. Intanto, a giugno le entrate tributarie sono state pari a 42 miliardi, in aumento del 9,9% (3,8 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2023, grazie agli importanti utili messi a segno dai grandi gruppi industriali. Nel primo semestre il gettito è stato di 248,8 miliardi, in aumento di 17,5 miliardi rispetto al 2023.

Da non perdere

I nostri soldi

Si sgonfia l’IA: crollano le Borse Ue

Non bastano i timori legati a Medio Oriente e Ucraina a spiegare la giornata nera dei mercati di ieri. Martedì 23 giugno la pressione è arrivata soprattutto dal comparto tecnologico: una vendita diffusa sui titoli dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale…

Ticket di 50 euro per vedere Venezia
I nostri soldi

Ticket di 50 euro per vedere Venezia

Un superticket che potrebbe arrivare fino a 50 euro. È questa l’idea lanciata dal primo cittadino, che ha annunciato la richiesta al governo di alzare la soglia del biglietto di ingresso per i turisti nella città lagunare dagli attuali 5-10…

Ripagare il Pnrr ci costerà una manovra
I nostri soldi

Ripagare il Pnrr ci costerà una manovra

È ormai da quasi sei anni che sosteniamo che l’accordo politico concluso da Giuseppe Conte all’alba del 21 luglio 2020, che poi ha portato al Pnrr, sarà ricordato come un’enorme e dannosa ipoteca sul futuro degli italiani. Avevamo previsto -…