L’una tantum di 100 euro prevista per i lavoratori dipendenti non è l’unica forma di supporto per le famiglie. La «Carta nuovi nati» si affianca ai sostegni alla genitorialità e all’infanzia già in vigore. Incentivi anche su ristrutturazioni e l’acquisto di mobili.

L’ultimo arrivato, in ordine di tempo, è il bonus Natale, una una tantum di 100 euro agganciata alle tredicesime e destinata ai lavoratori dipendenti (sono esclusi i pensionati) con reddito non superiore a 28.000 euro con almeno un figlio fiscalmente a carico, oppure a nuclei monogenitoriali o i single con un figlio a carico. Sono circa 4,5 milioni gli interessati che vedranno gonfiarsi la busta paga della tredicesima mensilità. Così, mentre Cgil e Uil si preparano a scendere in piazza contro la manovra di bilancio (lo sciopero generale è fissato per il prossimo 29 novembre), a loro dire avara verso i meno abbienti, il governo continua a irrobustire il pacchetto di bonus.

Nonostante i vincoli di bilancio che impongono una selezione rigida delle voci di spesa, sono state recuperate risorse per estendere la platea dei beneficiari, includendo nel bonus Natale parte di chi era rimasto fuori all’inizio, come le famiglie monogenitoriali, su richiesta anche dalle opposizioni. Il provvedimento, che prevede un costo di circa 400 milioni di euro, è contenuto nel decreto per il concordato bis e di fatto raddoppia il numero dei beneficiari.

Il viceministro all’Economia, Maurizio Leo, ha chiarito che «è stato eliminato il requisito di avere il coniuge a carico e, dunque, per avere il bonus basterà avere almeno un figlio a carico». Per usufruirne, il lavoratore deve effettuare apposita richiesta al datore di lavoro attestando il diritto.

Vediamo nel dettaglio le novità sui bonus per il 2025 in base alle ipotesi contenute nella bozza della legge di bilancio.

Natalità

La manovra introduce la «Carta per i nuovi nati», che assegna 1.000 euro ai genitori con un Isee fino a 40.000 euro per le spese legate ai figli appena nati. Questa misura si aggiunge all’ampliamento del bonus asilo nido e alla decisione di escludere l’assegno unico dal calcolo dell’Isee. Si estende la decontribuzione alle lavoratrici autonome con due o più figli. Anche per il 2025 spettano 10 mesi di congedo parentale per i due genitori (undici se il padre prende almeno tre mesi continuativi). Per il prossimo anno tre di queste mensilità sono indennizzate all’80% e non al 30%. La maggiorazione dell’indennità riguarda solo i dipendenti del privato e le mensilità indennizzate devono essere utilizzate nei primi sei anni di vita del bambino.

Casa

Prorogato il bonus ristrutturazioni al 50% su una spesa massima di 96.000 euro per le prime case. Per le seconde case, invece, si tornerà all’aliquota ordinaria del 36% su un tetto di spesa di 48.000 euro. Il Sismabonus scenderà al 50% sulla prima casa e 36% sulle altre proprietà immobiliari. Il Superbonus passerà da un’aliquota attuale del 70% al 65% nel 2025, limitato agli interventi per i quali, al 15 ottobre 2024, risulti già presentata la Cilas e la delibera di approvazione dei lavori. Confermato il Bonus mobili anche per l’anno prossimo al 50% su una spesa di 5.000 euro per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici green destinati a una casa in ristrutturazione. Addio allo sconto fiscale del 36% per la sistemazione di aree verdi scoperte (Bonus verde).

generi alimentari

La card «Dedicata a te» è rifinanziata per il 2025 nella misura di 500 milioni. Interessa i nuclei familiari con Isee inferiore a 15.000 euro. Per chi già la possiede, l’importo si ricarica in automatico. Sono esclusi dal sostegno coloro che usufruiscono di altri contributi pubblici per le famiglie. La carta può essere utilizzata per acquistare generi alimentari di prima necessità, carburanti e abbonamenti al trasporto pubblico.

Pensioni

La manovra conferma la piena indicizzazione degli assegni rispetto all’inflazione e aumenta le pensioni minime da 614,77 a 617,9 euro. Si amplia e rafforza il «bonus Maroni», che incentiva i lavoratori prossimi alla pensione a rimanere in servizio oltre i requisiti minimi con quota 103 (62 anni di età anagrafica e 41 anni di contributi versati). Costoro potranno avere in busta paga i propri contributi destinati all’inps, ovvero il 9,19% dell’imponibile pensionistico per i lavoratori privati e all’8,85% per quelli pubblici. Questi contributi, nel 2025, saranno detassati. Il beneficio riguarda anche chi ha maturato 42 anni e 10 mesi di versamenti (41+10 per le donne) per il pensionamento anticipato a prescindere dalla soglia anagrafica. L’Ufficio parlamentare di bilancio ha calcolato che un lavoratore di 62 anni con un reddito di 40.000 euro, che decidesse di sfruttare il bonus Maroni fino a 67 anni, vedrebbe salire la busta paga, annualmente, di quasi 6.900 euro in più all’inizio, circa 1445 euro il quinto anno ma avrebbe una pensione più leggera a causa dei minori contributi versati.

Auto

Addio agli incentivi nel 2025 e quindi agli sconti per l’acquisto di veicoli. La manovra riconosce un rilevante risparmio fiscale per i veicoli aziendali completamente elettrici e per quelli ibridi plug-in: rispettivamente -60% e -20% di risparmio di imposte e contributi, rispetto all’attuale disciplina.

Lavoro

Si confermano i fringe benefits, con importi maggiorati (soglia a 5.000 euro) per i nuovi assunti che accettano di trasferire la residenza di oltre 100 chilometri. I premi di produttività restano tassati al 5% e non solo per il 2025 ma per tre anni. Dal 2028, se la legislazione non dovesse variare, torna invece l’aliquota del 10%.

Deduzioni

La stretta sui bonus risparmia le deduzioni. Contributi previdenziali e assistenziali, contributi per colf e badanti, assegni al coniuge, previdenza complementare potranno continuare a essere dedotti secondo i limiti attuali.

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