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2021-06-16
L'autogol di Cr7 che ha fatto crollare Coca Cola in Borsa
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Nella giornata di ieri a Euro 2020 il protagonista assoluto è stato Cristiano Ronaldo. Nel bene e nel male. Il calciatore portoghese della Juventus ha fatto parlare di sé sia in campo che fuori. Da una parte gli elogi per gli ennesimi record battuti: unico giocatore a disputare cinque edizioni degli Europei e con la doppietta rifilata all'Ungheria è diventato il calciatore ad aver segnato più gol negli Europei, ben 11, superando Michel Platini fermo a quota 9. Dall'altra parte, invece, una pioggia di critica per un gesto compiuto durante la conferenza stampa alla vigilia della partita che ha causato non pochi problemi a uno dei main sponsor del torneo: la Coca Cola. Cr7, arrivato in sala stampa, si è seduto al tavolo e prima di rispondere alle domande dei cronisti ha spostato fuori dall'inquadratura le due bottigliette della bevanda americana e ha messo al centro una d'acqua dicendo: «Bevete acqua».
Il video di 23 secondi ha fatto in brevissimo tempo il giro del mondo e dei social e, considerando la portata mediatica ricoperta dal fenomeno portoghese che conta circa 500 milioni di follower, ha prodotto effetti immediati. Apparentemente potrebbe sembrare un gesto innocuo e un consiglio per seguire un'alimentazione sana da parte di un campione che ha fatto e fa della cura del fisico e del corpo uno dei suoi punti di forza. E invece si è trattato di un clamoroso autogol che ha causato una pesante perdita del titolo in Borsa alla multinazionale che nel giro di mezz'ora ha visto passare le sue azioni da un valore di 56,18 dollari a 55,22 dollari, per un crollo di quattro miliardi di dollari e un -1,6% solamente nel mercato europeo. Altro aspetto da considerare e passato sotto traccia risiede nel fatto che la bevanda di Atlanta, oltre a essere sponsor di Euro 2020, rientra tra i partner commerciali della Juventus, club in cui attualmente milita il fuoriclasse portoghese.
Un episodio che fa seguito ad altri avvenuti in passato e che hanno coinvolto sempre Cristiano Ronaldo e la Coca Cola. In un'intervista, alla domanda sulle capacità calcistiche di suo figlio Cristiano Junior, aveva risposto: «Ha potenziale, ma mangia patatine e beve Coca Cola. Una cosa che a me non piace e lui sa che quando lo vedo mi innervosisco». Va ricordato poi che in passato, quando Cristiano Ronaldo giocava nel Manchester United - non era ancora il fenomeno che si è consacrato negli anni successivi con il Real Madrid - aveva prestato la sua immagine per sponsorizzare proprio la Coca Cola, ma anche Kfc, noto fast food americano che vende pollo fritto.
Ora la vicenda potrebbe proseguire in tribunale, dove, se Coca Cola dovesse perseguire le vie legali nei confronti di Cr7, si assisterebbe a un vero e proprio scontro tra titani.
A poche ore di distanza, un episodio analogo è avvenuto durante la conferenza stampa della Francia, dopo la vittoria per 1-0 contro la Germania. Cambiano i protagonisti, ma non il concetto. Paul Pogba, oggi al Manchester United ma che in passato abbiamo ammirato in Italia con la maglia della Juventus, dopo essersi accomodato in sala stampa ha preso una bottiglia di birra Heineken - altro sponsor di Euro 2020 - e l'ha appoggiata sotto il tavolo. A differenza di Cristiano Ronaldo, però, il francese si è risparmiato consigli su cosa bere o non bere. Secondo alcuni addetti ai lavori, se dietro al gesto di Cr7 ci sarebbe la motivazione salutista, in quello di Pogba ci sarebbe quella del credo religioso. Il centrocampista della nazionale transalpina è, infatti, di fede musulmana, religione che vieta in maniera drastica il consumo di bevande alcoliche. La curiosità in questo caso sta nel fatto che Pogba - eletto a fine partita come Star del match - ha ricevuto un premio sponsorizzato proprio dalla birra olandese.
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È stato sufficiente un gesto, apparentemente innocuo, del campione portoghese per far perdere alla multinazionale circa 4 miliardi di dollari, con un -1,6% soltanto in Europa. Cristiano Ronaldo, durante la conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l'Ungheria, ha spostato dall'inquadratura le due bottigliette della bevanda americana, sponsor dell'Europeo, e ha detto: «Bevete acqua». Caso analogo per Paul Pogba: il francese ha tolto dal tavolo una bottiglia di birra Heineken.Nella giornata di ieri a Euro 2020 il protagonista assoluto è stato Cristiano Ronaldo. Nel bene e nel male. Il calciatore portoghese della Juventus ha fatto parlare di sé sia in campo che fuori. Da una parte gli elogi per gli ennesimi record battuti: unico giocatore a disputare cinque edizioni degli Europei e con la doppietta rifilata all'Ungheria è diventato il calciatore ad aver segnato più gol negli Europei, ben 11, superando Michel Platini fermo a quota 9. Dall'altra parte, invece, una pioggia di critica per un gesto compiuto durante la conferenza stampa alla vigilia della partita che ha causato non pochi problemi a uno dei main sponsor del torneo: la Coca Cola. Cr7, arrivato in sala stampa, si è seduto al tavolo e prima di rispondere alle domande dei cronisti ha spostato fuori dall'inquadratura le due bottigliette della bevanda americana e ha messo al centro una d'acqua dicendo: «Bevete acqua».Il video di 23 secondi ha fatto in brevissimo tempo il giro del mondo e dei social e, considerando la portata mediatica ricoperta dal fenomeno portoghese che conta circa 500 milioni di follower, ha prodotto effetti immediati. Apparentemente potrebbe sembrare un gesto innocuo e un consiglio per seguire un'alimentazione sana da parte di un campione che ha fatto e fa della cura del fisico e del corpo uno dei suoi punti di forza. E invece si è trattato di un clamoroso autogol che ha causato una pesante perdita del titolo in Borsa alla multinazionale che nel giro di mezz'ora ha visto passare le sue azioni da un valore di 56,18 dollari a 55,22 dollari, per un crollo di quattro miliardi di dollari e un -1,6% solamente nel mercato europeo. Altro aspetto da considerare e passato sotto traccia risiede nel fatto che la bevanda di Atlanta, oltre a essere sponsor di Euro 2020, rientra tra i partner commerciali della Juventus, club in cui attualmente milita il fuoriclasse portoghese.Un episodio che fa seguito ad altri avvenuti in passato e che hanno coinvolto sempre Cristiano Ronaldo e la Coca Cola. In un'intervista, alla domanda sulle capacità calcistiche di suo figlio Cristiano Junior, aveva risposto: «Ha potenziale, ma mangia patatine e beve Coca Cola. Una cosa che a me non piace e lui sa che quando lo vedo mi innervosisco». Va ricordato poi che in passato, quando Cristiano Ronaldo giocava nel Manchester United - non era ancora il fenomeno che si è consacrato negli anni successivi con il Real Madrid - aveva prestato la sua immagine per sponsorizzare proprio la Coca Cola, ma anche Kfc, noto fast food americano che vende pollo fritto. Ora la vicenda potrebbe proseguire in tribunale, dove, se Coca Cola dovesse perseguire le vie legali nei confronti di Cr7, si assisterebbe a un vero e proprio scontro tra titani.A poche ore di distanza, un episodio analogo è avvenuto durante la conferenza stampa della Francia, dopo la vittoria per 1-0 contro la Germania. Cambiano i protagonisti, ma non il concetto. Paul Pogba, oggi al Manchester United ma che in passato abbiamo ammirato in Italia con la maglia della Juventus, dopo essersi accomodato in sala stampa ha preso una bottiglia di birra Heineken - altro sponsor di Euro 2020 - e l'ha appoggiata sotto il tavolo. A differenza di Cristiano Ronaldo, però, il francese si è risparmiato consigli su cosa bere o non bere. Secondo alcuni addetti ai lavori, se dietro al gesto di Cr7 ci sarebbe la motivazione salutista, in quello di Pogba ci sarebbe quella del credo religioso. Il centrocampista della nazionale transalpina è, infatti, di fede musulmana, religione che vieta in maniera drastica il consumo di bevande alcoliche. La curiosità in questo caso sta nel fatto che Pogba - eletto a fine partita come Star del match - ha ricevuto un premio sponsorizzato proprio dalla birra olandese.
«Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo» (@Giovanni Gasparro)
Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo vince la dodicesima edizione del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale. Per Giovanni Gasparro è un ritorno al successo, dopo la vittoria della prima edizione nel 2014.
Il quadro italiano più bello del 2025 è Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo di Giovanni Gasparro. A decretarlo è stata la giuria del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale, giunto alla dodicesima edizione, che ogni anno seleziona le opere più rappresentative della pittura italiana contemporanea.
L’opera del pittore pugliese, nato a Bari nel 1983, è stata scelta tra i quadri realizzati negli ultimi dodici mesi e pubblicati sul sito Eccellenti Pittori. Si tratta di un’Adorazione vista da una prospettiva inedita: quella del Bambino. Un punto di vista che, secondo il fondatore del premio Camillo Langone, non ha precedenti nella storia dell’arte cristiana.
«È la prima volta che il premio viene assegnato a un artista che lo aveva già vinto in passato», spiega Langone. Gasparro, infatti, si era aggiudicato anche la prima edizione del riconoscimento nel 2014. «Allora la giuria era completamente diversa – ricorda – e questo dimostra la capacità dell’artista di parlare a generazioni e sensibilità differenti». Langone racconta di aver visto il dipinto in anteprima nello studio di Gasparro, subito dopo l’ultimo colpo di pennello: «Un quadro straordinario, capace di innovare restando fedele alla tradizione. Una Madonna di grande grazia, pastori realistici e una scena illuminata dalla mangiatoia: impossibile non rimanerne colpiti».
Giovanni Gasparro
La giuria del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale è composta, oltre che dai fondatori Camillo Langone e Roberto Brazzale, da esponenti del mondo dell’impresa, dell’industria e della cultura, uniti non da ruoli professionali nel settore artistico ma da una comune passione per il bello. È una delle caratteristiche distintive del premio, primo in Italia dedicato esclusivamente alla pittura e unico a non essere giudicato da addetti ai lavori.
Oltre al riconoscimento per il miglior quadro dell’anno, il Premio organizza mostre dedicate alla nuova pittura italiana presso il Museo Le Carceri di Asiago. L’ultima esposizione si è tenuta nell’estate 2024 con il titolo Gran Turismo, mentre la prossima è prevista per l’estate del 2027.
Ideato da Camillo Langone e sostenuto dal Gruppo Brazzale, storica azienda casearia fondata nel 1784, Eccellenti Pittori – Brazzale si definisce «il diario della pittura italiana vivente»: un progetto che punta a offrire un panorama ampio e libero della produzione pittorica contemporanea, senza barriere di età, stile o curriculum e senza costi di partecipazione per gli artisti.
Con la vittoria del 2025, Giovanni Gasparro conferma un percorso artistico già ampiamente riconosciuto a livello nazionale e internazionale, segnato da importanti commissioni, premi e partecipazioni a mostre in musei e istituzioni di primo piano.
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