Askatasuna evolve in lazzaretto: «C’è un focolaio di tubercolosi»
La sede del centro sociale Askatasuna a Torino (Ansa)
  • Nella scuola Neruda di Torino, occupata da attivisti del centro sociale, sono ormai una decina i casi di infezione alle vie respiratorie. Fdi: «Con la copertura della sinistra creata emergenza per la salute».
  • Centro storico di Modena in balia di risse, rapine e violenze sessuali. La vecchia giunta dem puntava sulla sicurezza, il nuovo sindaco giustifica i balordi: «Provano rabbia».

Lo speciale contiene due articoli.

Tubercolosi a Torino. Sarebbero tra sei e otto i casi conclamati di tbc, due minorenni, all’interno della ex scuola Neruda, edificio da tempo occupato da circa 200 persone non censite, famiglie in difficoltà, extracomunitari, attivisti e antagonisti, tutti vicini al centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita. Pare che il primo caso sia in estate ma soltanto nei giorni scorsi si sarebbe sviluppato un focolaio, tanto che alcuni occupanti si sarebbero rivolti all’Asl chiedendo aiuto. E benché l’azienda sanitaria parli di «situazione sotto controllo», ieri ha depositato presso la Procura di Torino un esposto per epidemia colposa. Per il momento il Comune nega di aver ricevuto comunicazioni: «Non è arrivato alcuna informazione ufficiale dall’Asl».

La tubercolosi è una malattia contagiosa potenzialmente grave, provocata da un batterio che attacca i polmoni e – nonostante i progressi della medicina – resta una delle principali cause di morte a livello globale, soprattutto nelle aree sottosviluppate di Africa e Asia. Ogni anno colpisce circa 2 milioni di persone e, secondo l’Oms, un terzo della popolazione mondiale risulta infettato dal batterio della tbc. In Italia l’incidenza è bassa, (meno di 10 casi ogni 100.000 abitanti) e viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie.

Il centro sociale Askatasuna di Torino da tempo è al centro di polemiche, soprattutto perché oggetto di richieste di sgombero, con la Lega che ne chiede l’immediato sequestro e il Comune che sta valutando un piano. Lo scorso febbraio il sindaco Stefano Lo Russo aveva dichiarato di avere un piano progressivo per riportare legalità, precisando comunque che la situazione non è paragonabile al Leoncavallo di Milano. La metamorfosi da centro sociale a «bene comune», come ipotizzato dalla giunta, è stata messa in dubbio dalle opposizioni di Fi e Fdi dopo gli episodi di violenza nei cortei pro Pal delle scorse settimane. Senza dimenticare le recenti e passate scorribande antagoniste No Tav contro i cantieri in Val Susa ma anche nel capoluogo, che hanno provocato danni – materiali e patrimoniali – per 6,8 milioni di euro: è il risarcimento chiesto dalla presidenza del Consiglio e dai ministeri di Interno e Difesa, costituiti parte civile, agli esponenti del centro sociale processati con l’accusa di associazione per delinquere.

E sempre all’inizio del 2025, un’indagine di Quarta Repubblica portò alla luce atti di violenza senza precedenti all’interno del centro sociale. Per le botte prese, una donna che in quel momento era incinta abortì. Secondo gli inquirenti le proteste a favore dei diritti dei migranti, «sarebbero totalmente smentite dalla radicata indole razzista dei militanti di Askatasuna». L’inchiesta di Nicola Porro ha portato a processo 26 membri del centro sociale, di cui 16 anche per associazione a delinquere.

Attacca l’opposizione. Duro l’assessore regionale alle politiche sociali Maurizio Marrone di Fdi: «Se davvero nella clandestinità abusiva del Neruda occupato si è sviluppato un focolaio di tubercolosi, evidentemente la copertura politica del centrosinistra alla guida del Comune verso le occupazioni antagoniste è diventata ormai un’emergenza di salute pubblica, esponendo al contagio anche cittadini e per giunta bambini che non c’entrano niente. L’amministrazione comunale proprietaria dell’immobile è responsabile di cosa succede là dentro, a partire dalla diffusione di un’epidemia che andrebbe avanti da mesi senza alcun controllo. Prima che sia troppo tardi intervenga il sindaco Lo Russo perché non è giusto che siano i torinesi a pagare con la propria incolumità la tenuta della sua maggioranza e la recente radicalizzazione del Pd». Sulla stessa linea Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in Piemonte, che ha annunciato interrogazioni alla giunta regionale e al Comune: «Per anni quello stabile ha ospitato abusivi dei centri sociali, Askatasuna in testa. Adesso la misura è colma: non possiamo permettere che dall’illegalità, ormai dilagante a Torino complice una sinistra che strizza l’occhio ai centri sociali, nascano persino potenziali epidemie. Mi aspetto una risposta tempestiva dal sindaco Lo Russo».

Non manca la risposta dello Spazio Popolare Neruda: «Ci teniamo a precisare che la situazione dal punto di vista sanitario e del rischio contagio è sotto controllo. Quello che ci sembra invece fuori controllo sono le strumentalizzazioni politiche da parte della destra regionale. La tutela della salute pubblica non passa dallo sgombero di un’occupazione, ma dall’accesso libero e gratuito alla prevenzione».

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