Approvano il farmaco trans e combattono la famiglia - La Verità
Home
In primo piano

Approvano il farmaco trans e combattono la famiglia

Facebook

Monica Cirinnà fa firmare a 58 senatori una mozione contro il convegno pro family previsto a Verona: «Esprime idee oggettivamente eversive». Poi mostra un eloquente cartello.
In primo piano

«Il mio ironico invito a fare bambini sbanca il Web grazie alla babysitter»

L'autrice dell'inno alla vita è la fondatrice di Lilliput Emily Mignanelli,: «Si tratta di un nido sperimentale per educare sia i piccoli sia i genitori».
In primo piano

Il sistema Bibbiano scandalizza anche il Papa

Getty

Jorge Bergoglio incontra le famiglie vittime dell'inchiesta sui presunti pedofili e diavoli della Bassa Modenese, cui furono sottratti i figli da pm e assistenti sociali negli anni Novanta. Un caso montato ad arte e che ha fatto da «modello» al recente obbrobrio.
In primo piano

Legalizzazione prostituzione, Pro Vita & Famiglia: «Il corpo non si vende caro governatore Fontana»

Ansa

«Il corpo non si vende. La schiavitù e lo sfruttamento non possono diventare un business caro governatore della Regione Lombardia e non possiamo accettare che venga trasformata in lavoro la prostituzione» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia, in merito al sì del presidente della Lombardia Attilio Fontana alla legalizzazione della prostituzione durante la trasmissione radiofonica La Zanzara di ieri.

«Affermare di essere sicuro della rielezione dopo questa proposta, poi, ci mostra un triste quadro sul senso della politica oggi: il bene comune dovrebbe essere un concetto che va ben oltre la quadratura delle finanze dello Stato o del consenso elettorale. Liberare le donne dalla violenza è anche liberare le donne dalla prostituzione dei propri corpi, venduti come merce e messi all'asta dei desideri di uomini che le oggettualizzano. Vincerà rispetto al mercato la donna che farà il prezzo più stracciato?» hanno aggiunto Brandi e Coghe.

«Sia chiaro - hanno concluso - non si tratta di lasciare questa situazione nelle mani della delinquenza come ha detto il Governatore: le donne in difficoltà vanno aiutate e sostenute per uscire dal circolo della prostituzione e vanno perseguiti sia gli sfruttatori che i 'clienti'. Legalizzare significherebbe accettare di arricchirsi della schiavitù altrui, tornando indietro nel tempo e rinunciando alle conquiste civili raggiunte dal nostro secolo. Lo Stato pappone poi non risolverà nemmeno il problema del Pil. Tanto varrebbe allora legalizzare le mafie e le loro attività se il principio da seguire è fare cassa, ma che ragionamenti sono?».

In primo piano

Meno figli e più soli: ci stiamo estinguendo

iStock

La famiglia tradizionale aveva permesso di mantenere una natalità tanto alta da riuscire a sopravvivere a una serie di catastrofi. Dopo mezzo secolo di libertà sessuale e liberazione femminile, aumentano i nuclei monoparentali e rischiamo di scomparire.
In primo piano

Bibbiano docet: l’assistenza sociale è marcia

iStock

Il danno più grave che può essere fatto a un bambino è allontanarlo dalla sua famiglia. La legge italiana dà troppo potere ai servizi e troppo poco ai genitori. Vi do un consiglio: mettete delle videocamere sull'uscio per difendervi da chi vuole portarvi via i bambini.
In primo piano

«L’Emilia rossa punta alle adozioni Lgbt»

Facebook

Il deputato bolognese Galeazzo Bignami di Fdi contesta la commissione tecnica della Regione a guida dem: «Il sistema Bibbiano mirava a sdoganare gli affidi alle coppie gay, ma nella relazione finale su questo non c'è una riga. Le famiglie povere sono diventate preda della sinistra».
In primo piano

Forteto, Pro Vita & Famiglia: «Noi tra i primi a denunciare. Certa politica faccia ammenda»

Ansa

«Giustizia è fatta. E ora la politica dem, che sul Forteto non si mai è unita al coro di denunce, faccia ammenda. Solo nel 2017, il Pd fiorentino aveva previsto uno stand della cooperativa alla Festa dell'Unità quando il fondatore Rodolfo Fiesoli era stato già condannato in appello a 15 anni e 10 mesi per abusi sessuali. Scelte scellerate che gridano vendetta e che oggi richiedono un mea culpa e delle scuse» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia, dopo la conferma da parte della Cassazione della condanna del fondatore della comunità Forteto, Fiesoli, a 14 anni e 10 mesi di carcere per maltrattamenti e violenza sessuale anche su minori. «I nostri lettori più affezionati conoscono la brutta storia del Forteto, comunità di abusi e di orrori da sempre denunciata dalla nostra associazione. Pro Vita, appena nata, aveva lanciato una delle sue prime petizioni, poi presentata alle autorità competenti, per chiedere chiarezza sulla vicenda e per preservare i minori da ulteriori abusi e far tornare i bambini alle famiglie» hanno continuato Brandi e Coghe. "Quello che sconvolge è che, in attesa della sentenza definitiva, una parte della politica abbia scelto la strada del silenzio come nel caso di Bibbiano» hanno concluso Brandi e Coghe.

In primo piano

«Io sessista? Una falsità. Riporto solamente ciò che rivelano i numeri»

Parla Alessandro Strumia, il professore di fisica cacciato dal Cern con l'accusa di aver pronunciato frasi offensive sulle donne: «Maschi e femmine hanno interessi diversi».
In primo piano

«Non vietate agli omosessuali di curarsi»

Ansa

Una proposta di legge Usa protegge tutte le minoranze tranne quelle in dissenso con la dottrina Lgbt. Un'altra mette al bando come «frodi» le terapie di conversione dell'orientamento. Protestano le associazioni di ex gay: «Siamo un popolo libero».