Anche il «Nyt» parla di «Adam», la prima graphic novel contro l’immigrazione

Di Adam, l’immigrato immaginario nato dalla penna di Francesco Borgonovo e disegnato da Giuseppe Rava, stanno parlando un po’ tutti. New York Times compreso, che ha dedicato al fumetto della Verità un articolo.

All’interno dell’articolo, firmato da Jason Horowitz, si racconta di come l’Italia abbia chiesto all’Europa, dopo gli ennesimi sbarchi nel mar Mediterraneo, di tener fede «alle promesse» e «ricevere aiuto per affrontare questa crisi».

All’interno della ricostruzione del contesto politico politico, di cui l’ex ministro degli Interni Matteo Salvini è certamente uno dei protagonisti, Horowitz colloca «Adam. Una storia di immigrazione» raccontando come il libro (112 pagine, stampate da Ferro Gallico) si collochi perfettamente all’interno di quella fetta di italiani che vivono i continui sbarchi e l’immigrazione incontrollata con risentimento.

Horowitz scrive: «Questa settimana “La Verità” pubblicherà un fumetto anti immigrazione scritto da Francesco Borgonovo e sulla cui copertina compare un uomo africano che impugna un coltello da cui cola del sangue. Il sottotitolo, “Una storia di immigrazione” racconta di come il figlio di una sacerdotessa di riti vudù diventi un bambino soldato prima di arrivare in Italia come migrante». L’autore, racconta anche la conclusione della graphic novel: Adam, il protagonista «finisce per uccidere brutalmente la sua benefattrice italiana e un prete».

La storia si ispira a un fatto di cronaca realmente avvenuto a Milano nel 2013 quando il ghanese Kabobo uccise a picconate tre passanti.

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