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L'Afghanistan un anno dopo il ritiro degli americani

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L'Afghanistan un anno dopo il ritiro degli americani
Talebani festeggiano l'anniversario della presa del potere. Nel riquadro il Generale Giorgio Battisti (Getty Images)
  • Con i Talebani incapaci di guidare il Paese la situazione è allo sbando. Il Generale di Corpo d'Armata Giorgio Battisti: «Il regime deve fare i conti con la presenza dell'Isis-K e diverse formazioni armate che contendono loro il controllo del Paese».
  • Secondo i report della Cia e delle Nazioni Unite l'Isis-Khorasan avrebbe tra le sue fila tra 1.500 e 4.000 combattenti, concentrati principalmente nelle delle province di Kunar, Nangarhar e Nuristan.
  • Sono le donne a pagare il prezzo più alto della follia oscurantista talebana. Il regime ha imposto limiti che rendono impossibile accedere al diritto alla salute e all'istruzione.
  • Secondo il Programma Alimentare Mondiale nove afghani su dieci soffrono per insufficienza alimentare e più di 18 milioni di persone, quasi la metà della popolazione afghana, ha così poco cibo che avrebbe urgente bisogno di aiuto.
  • I Talebani hanno mentito anche sul tema della coltivazione dell’oppio e dei suoi derivati, come l’eroina e le droghe sintetiche, tanto che la loro commercializzazione non ha mai raggiunto livelli elevati come oggi.
  • Secondo alcune i Talebani sono seduti su risorse minerarie che potrebbero valere 3.000 miliardi di dollari.

Lo speciale contiene sei articoli.

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I centri sociali minacciano la guerriglia contro la Lega
(Ansa)
Sabato 18 evento dei «Patrioti» a Milano sulla remigrazione: il Pd prova a bloccarlo, gli antagonisti preparano «accerchiamenti».
Cominciano il Partito democratico e i tanto cari moderati del centrosinistra. Poi, a stretto giro, ecco che arriva il braccio armato, pronto a fare ciò che gli riesce meglio, ovvero fare esplodere il putiferio. Cambiano i metodi, ma alla fine le posizioni sono sostanzialmente le stesse: bisogna tappare la bocca agli avversari, qualcuno vuole farlo con le buone, altri preferiscono le cattive.
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Stefano Zenni, musicologo e direttore artistico del Torino Jazz Festival, presenta la nuova edizione della kermesse (dal 25 aprile al 2 maggio) concentrandosi su tre giganti come Franco D'Andrea, Bill Frisell e Norma Winstone.

«Tregua di Pasqua». Kiev non si fida
(Ansa)
Putin offre una pausa per le feste ortodosse. Mosca precisa: «È soltanto simbolica». Dmitriev negli Usa per accordi economici. Zelensky recrimina per l’addio al nucleare.

Il cessate il fuoco annunciato dal presidente russo, Vladimir Putin, in occasione della Pasqua ortodossa viene presentato dal Cremlino come una misura limitata e di carattere esclusivamente umanitario. Mosca insiste sul fatto che non si tratta dell’avvio di un negoziato, ma di una pausa simbolica legata alla festività.

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Il Papa fa smorzare il caso Avignone ma tuona sui cristiani discriminati
Leone XIV (Ansa)
Il Vaticano confuta la «narrazione» dell’incontro al Pentagono, però solo l’ambasciatore di Trump nega le minacce al Nunzio. Prevost denuncia la «blasfemia della guerra» e invoca libertà di fede in Terra Santa.

«La narrativa offerta da alcuni organi di stampa non corrisponde affatto alla verità». La nota diffusa ieri dalla sala stampa vaticana sembrerebbe chiudere il caso delle minacce del Pentagono all’ex Nunzio apostolico negli Stati Uniti, il cardinale Christhophe Pierre, scoppiato dopo le rivelazioni di Mattia Ferraresi su The Free Press.

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