2024-04-08
Gli «affettati senza», un valore aggiunto per la nostra salute
Prende sempre più piede l’idea di togliere ai salumi qualche ingrediente per renderli più salutari. Per chi soffre di particolari patologie è un modo per non rinunciare al piacere di gustarsi una fettina di prosciutto o salame, ma non deve passare l’idea che il salume «normale» sia insalubre.La Pasqua è appena passata e tutti i carnivori hanno mangiato qualche fettina di salame. Prende sempre più piede, però, un’idea di «affettato senza» descritto dai produttori come più salutare, ciò che può indurre a pensare che allora i salumi normali sarebbero insalubri. In realtà, sappiamo che «è la dose che fa il veleno» e questo vale per tutto. I salumi non sono affatto insalubri. Cerchiamo allora di capire cosa è un salume senza questo o senza quello. Premessa. Ma cosa sono i salumi? Molti confondono il termine salume con la parola salame. Il salame è un tipo di salume. Con la parola salume si intendono tutti i prodotti alimentari conservati tramite salatura, da qui il nome, di carne di maiale, trita o intera. Col tempo, però, salumi è passato ad indicare anche i prodotti alimentari conservati di carne di altri animali, in generale ogni tipo di affettato: altre carni di animali d’allevamento (asino, bovino, capra, cavallo, oca, pecora, ecc), di selvaggina (cinghiale, cervo, capriolo) e pure, certo molto minoritariamente, di pesce (salame di trota, ficazza di tonno ecc.)Noi li consumiamo a fette e quindi questo aspetto magari non ci interessa molto, ma i salumi si classificano poi in base al «contenitore»: se la carne è contenuta, cioè è inserita in un contenitore, che di solito è il budello, oggi talvolta sostituito dal budello sintetico, allora il salume si chiama insaccato. Il pezzo intero e non insaccato è invece quello ricoperto di sugna speziata, come per esempio il prosciutto che si ottiene dalla coscia intera del maiale. Il prosciutto crudo è un salume non insaccato che viene stagionato. Il prosciutto cotto invece è lo stesso pezzo ma disossato, trattato con salamoia, massaggiato (si chiama zangolatura) con sale e aromi, cotto al forno o al vapore, freddato. I salumi possono essere conservati da crudi, da mangiare crudi oppure da cuocere, come cotechino e zampone, possono essere cotti, stagionati, affumicati, possono essere pezzi interi oppure fatti di carne tritata e mescolata con aromi: per esempio, la coppa piacentina appartiene alla categoria degli insaccati proprio come il salame di Felino, ma mentre il salame di Felino è un insaccato di carne macinata, la coppa piacentina non viene macinata ma arrotolata, come si fa con la pancetta.Oggi è sempre più frequente trovare scritto sulle confezioni di salumi, interi ma soprattutto già affettati, scritte come «senza nitriti», «senza lattosio», «senza glutine», «senza grassi» oppure «light». Cosa vogliono dire? E qualificano quei salumi come migliori di quelli che non hanno queste indicazioni? Vi consigliamo di usare i salumi senza se soffrite della particolare patologia per cui ciascuna rimozione nasce, ma se non è questo il caso, scegliete tra salumi senza e salumi tradizionali sapendo che potete trovare quelle caratteristiche ben evidenziate nei salumi senza per attirare il consumatore anche in tanti salumi canonici. E consumate sempre entrambi con moderazione. Vediamoli nel dettaglio.
Diego Fusaro (Imagoeconomica)