È soltanto l'inizio: si va verso la scissione

Giggino se ne va: da ieri non è più il capo politico del movimento 5 stelle. Resta ministro degli Esteri, ma senza avere la responsabilità di dettare la linea al movimento. Da numero uno Luigi Di Maio si auto retrocede a numero zero, ministro fra i ministri, senza più il potere di decidere e di espellere chi non si è messo in riga. Per i grillini è un cambiamento di non poco conto, anche se a dire il vero non si tratta di una sorpresa, ma di una decisione annunciata. Il passo indietro infatti è arrivato un attimo prima che qualcuno facesse un passo avanti per levargli da sotto il sedere la poltrona.

Enrico Letta (Ansa)
Addio ddl Zan, beffati i gendarmi del pensiero Lacrime e insulti, il segretario sotto accusa.
Ansa
Elisabetta Casellati accetta la richiesta di voto segreto avanzata da Lega e Fratelli d'Italia: i no vincono per 154 a 131. Scambio di accuse tra dem e renziani (con Matteo in Arabia Saudita). Matteo Salvini: l'arroganza è stata sconfitta.
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