È soltanto l'inizio: si va verso la scissione

Giggino se ne va: da ieri non è più il capo politico del movimento 5 stelle. Resta ministro degli Esteri, ma senza avere la responsabilità di dettare la linea al movimento. Da numero uno Luigi Di Maio si auto retrocede a numero zero, ministro fra i ministri, senza più il potere di decidere e di espellere chi non si è messo in riga. Per i grillini è un cambiamento di non poco conto, anche se a dire il vero non si tratta di una sorpresa, ma di una decisione annunciata. Il passo indietro infatti è arrivato un attimo prima che qualcuno facesse un passo avanti per levargli da sotto il sedere la poltrona.

Giulio Tremonti (Ansa)
L'ex ministro: «La sinistra italiana s'illude, se si aspetta che dall'America arrivi un soccorso anti sovranista. Nessuna rivincita del globalismo: quel mondo è finito, ne restano i problemi. E lo spettro di una rivoluzione...».
Guido Guidesi (Ansa)
Il leghista, da poco entrato nella giunta Fontana: «Sulla zona rossa errori del governo, che incolpa noi per un calcolo politico. Ma così stronca il motore produttivo del Paese».
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